Arte di strada, ma al Museo!

Jul 26th, 2010 | Category: Cultura

Felpa extralarge con cappuccio, pantaloni a vita bassa e bomboletta spray in mano, il perfetto archetipo del giovane ragazzo metropolitano da tacciare come ribelle, sovversivo e contrario a ogni tipo di regola e omologazione. Quante volte abbiamo sentito parlare di quei ragazzi che imbrattano i muri della città con le loro scritte indecorose e i loro disegni osceni e quante volte li abbiamo etichettati tutti, ingiustamente, come dei delinquenti.

Il mondo dei cosiddetti “graffitari” non è solo questo: tra di loro si nascondono veri e propri talenti, cresciuti per le strade con l’amore per la pittura insito nel dna e capaci di dare forma a opere inedite e originali.

È così che, nonostante le polemiche dei nostalgici dell’arte accademica, la Street Art è approdata al Museo della Scienza e della Tecnologia di Milano.

La mostra, intitolata “La forma delle reti”, si è aperta il 13 luglio con un enorme murales che rimarrà esposto fino al 29 agosto, insieme ad una selezione di 40 opere – realizzate con stili e su supporti differenti –  dei migliori rappresentanti italiani dell’arte di strada.

Il tema della manifestazione è il concetto di “reti”, oggigiorno presenti ovunque: vi sono reti di trasporto, reti commerciali, reti relazionali, reti di servizi, per non parlare poi del vastissimo mondo delle telecomunicazioni e in primo luogo dell’immensa rete internet, tanto estesa quando indispensabile nella società contemporanea.

La scelta del Museo della Scienza e della Tecnologia come location dell’esposizione non è stato affatto casuale: il museo tecnico-scientifico si è aperto al dialogo con l’utenza in modo del tutto inedito, sperimentando la contaminazione tra temi, forme e linguaggi radicalmente diversi, come se l’arte arrivasse in soccorso della scienza per accorciare la distanza che spesso separa quest’ultima dalla società.

I writers, artisti metropolitani per eccellenza, diventano l’interlocutore ideale per dar forma alle reti e alle infinite relazioni che l’individuo allaccia con esse.

Gli artisti che espongono – Airone, Atomo, Gatto Nero, Flycat, KayOne, Mambo, Rendo, Senso, Sea Creative, Tawa, El Gato Chimney,  Ericsone, Vire, Raptuz, Mr. Wany, Schiavon, Leo, Max Gatto – sono membri dell’Associazione Stradedarts, composta dai migliori writers italiani che hanno deciso di dipingere anche su tela, riuscendo così a entrare nelle più importanti gallerie nazionali ed internazionali.

L’Associazione ha l’obiettivo di rendere visibili al vasto pubblico tutti quei talenti che, artisticamente nati per strada, sono riusciti ad emergere diventando un riferimento artistico positivo per molti giovani, diffondendo molteplici forme d’arte sperimentale.

Non è la prima volta che l’arte di strada, nata come espressione artistica tipicamente urbana e clandestina, viene consacrata come degna di questo nome: a legittimarla ufficialmente è stato il Centre Pompidou di Parigi, che alcuni anni fa ha ospitato una selezione della Street Art nelle sue prestigiose sale.

In Italia il graffitismo, promosso assiduamente da Vittorio Sgarbi come critico d’arte e Assessore alla Cultura, è ormai un fenomeno sociale e culturale che riesce a influenzare le arti visive e la creatività contemporanea. Capace di ispirare la grafica pubblicitaria, le campagne di marketing e il gusto di migliaia di persone di tutte le età e i ceti sociali, il graffitismo parla un linguaggio giovane, fresco e dinamico, ideale per attecchire in una società aperta, flessibile e multiculturale come quella odierna.

Per chi fosse interessato a visitare la Street Art, il Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia è aperto dal mercoledì al venerdì dalle 10.00 alle 17.30 e il sabato, la domenica e i festivi dalle 10.00 alle 18.30.

 

Serena Brini