Obama intervistato dal Corriere della Sera: “La Turchia deve entrare nell’UE”

Jul 19th, 2010 | Category: Esteri

Intervista importante quella che il presidente Obama ha concesso al Corriere della Sera. Il

presidente statunitense affronta vari temi come: l’Afghanistan, il rapporto con Berlusconi, e parla dell’ingresso della Turchia in Europa. «Prima di tutto voglio dire personalmente quanto sia grato per il contributo italiano in Afghanistan. I sacrifici di uomini e donne italiani in uniforme sono stati straordinari. Il primo ministro Berlusconi è stato un alleato conseguente e forte. L’Italia ci aiuta non solo sul campo di battaglia, ma anche nell’addestramento. Dove per esempio i Carabinieri sono stati molto utili. Tengo in altissima considerazione i sacrifici del vostro popolo. Detto questo, è un tema difficile in una regione difficile. Non ci sono soluzioni semplici. Se ci fossero, non saremmo laggiù.

Il fatto è che l’Afghanistan veniva usato come base per attività terroristiche rivolte contro tutti noi. La regione al confine tra Afghanistan e Pakistan continua a essere base di lancio per le bande del terrore. La nostra presenza ha però messo Al Qaeda in rotta, rendendola incapace di lanciare attacchi su larga scala come in precedenza. Abbiamo ancora molto lavoro da fare per stabilizzare il Paese e aggiungo, attraverso questo, stabilizzare anche il Pakistan. Ci vuole lavoro. Quello che ho detto al popolo americano e dico ai popoli dei Paesi alleati coinvolti è che stiamo seguendo una strategia che prevede un aumento delle truppe sul campo per spezzare e indebolire la ripresa dei talebani e un maggior impegno nella costruzione degli apparati militari e di sicurezza afghani.

Faremo una revisione alla fine di quest’anno, per determinare se la strategia è stata efficace. Entro la metà del prossimo anno dovremmo cominciare la transizione, ma ciò non significa che d’un tratto la nostra presenza evaporerà. Piuttosto cominceremo a vedere truppe e polizia afghane prendere il nostro posto e quindi una graduale riduzione della nostra presenza, compensata dal maggiore impegno afghano. Sarà duro, sarà difficile, ma penso sia possibile. Soprattutto se si guarda al fatto che i talebani non hanno l’appoggio del popolo afghano: questa non è un’insurrezione che ha il sostegno popolare, la gente laggiù ricorda ancora quando erano al potere e non gli piace. Ma il terreno è duro, il Paese povero. Il governo nazionale ha ancora scarsa capacità, che però cresce.

Ecco perché dobbiamo vincere non solo sul piano militare, ma accompagnare i progressi sul campo con l’addestramento, lo sviluppo economico, quel tipo di sforzi dove il contributo italiano è molto importante e di cui siamo grati».

Queste sono state le prime parole pronunciate dal presidente Barack Obama nell’intervista. Il capo della Casa Bianca però è preoccupato per la Turchia e per il suo “non ingresso” in Europa, almeno per ora. Ricorda che si rischia di «perdere la Turchia», che potrebbe diventare un’alleata degli stati Islamici come l’Iran.

Obama, infatti, definisce la Turchia «un Paese di enorme importanza strategica, da sempre al crocevia tra Est e Ovest. È un alleato della Nato e la sua economia è in grande espansione. Di più, il fatto che sia una democrazia e un Paese in maggioranza islamico la rende modello criticamente importante per altri Paesi musulmani della regione. Per queste ragioni riteniamo importante coltivare forti relazioni con Ankara. Ed è anche la ragione per cui, sebbene non siamo membri dell’Ue, abbiamo sempre espresso l’opinione che sarebbe saggio accettare la Turchia nell’Unione.

Riconosco che questo sollevi sentimenti forti in Europa e non penso che il ritmo lento o la riluttanza europea sia il solo o il predominante fattore alla radice di alcuni cambiamenti d’orientamento osservati di recente nell’atteggiamento turco. Credo che ciò abbia a che fare con la dialettica democratica interna al Paese. Ma è inevitabilmente destinato a giocare un ruolo nel modo in cui il popolo turco vede l’Europa. Se non si sentono considerati parte della famiglia europea, è naturale che finiscano per guardare altrove per alleanze e affiliazioni. Sebbene alcune delle cose viste, come il tentativo di mediare un’intesa con l’Iran sul tema nucleare, siano state infelici, penso che siano state motivate dal fatto che la Turchia abbia una lunga zona di confine con l’Iran e non vuole alcun tipo di conflitto in quell’area. Forse anche la volontà di flettere i muscoli ha giocato un ruolo, in questo insieme al Brasile che si vede come potenza emergente. Ciò che noi possiamo fare con Ankara è continuare a impegnarla, a chiarire per loro i vantaggi dell’integrazione con l’Occidente, rispettando la loro specifica qualità, quella di una grande democrazia islamica, non agire con paura per questo. Può essere potenzialmente molto buono per noi, se loro incarnano un tipo d’Islam che rispetta i diritti universali e la secolarità dello Stato e può avere un’influenza positiva sul mondo musulmano».

Dopo aver toccato i punti Afghanistan e Turchia, Obama parla del rapporto personale che ha con Napolitano e Berlusconi: «Lo trovo una persona ricca di grazia. – dice riferendosi a Napolitano – Devo dire che anche con il premier Berlusconi abbiamo sviluppato un rapporto forte. Quando ci incontriamo è sempre un piacere, ridiamo, scherziamo, facciamo cose concrete e serie. Il premier Berlusconi è stato un grande amico degli Stati Uniti e mio personale. Il presidente Napolitano l’ho incontrato a Roma e poi di recente qui a Washington. La sua visione di un’Europa forte coincide pienamente con la mia. L’importanza che lui annette al rapporto transatlantico è identica alla mia. In questo senso, l’Italia è fortunata di avere un ottimo premier e un ottimo presidente».

Il presidente statunitense, rispondendo alle domande del corrispondente del Corriere della Sera Paolo Valentino, ha evocato alcuni ricordi “italiani” e si è detto un grande appassionato del cinema nostrano, dei grandi autori Fellini e De Sica. Inoltra ha dichiarato di apprezzare Dante e tutta la Toscana. Infine ha aggiunto una frase che inorgoglisce il popolo italiano e l’Italia intera: «Sicuramente considero l’Italia parte di me stesso. E le dirò di più: è stato di gran lunga il posto che più è piaciuto alle mie figlie durante il viaggio in Europa. Sono tornate completamente innamorate di Roma e mi chiedono continuamente quando ci torneremo».

L’Italia, dunque, è ritenuta una nazione fondamentale nello scacchiere della politica estera. I rapporti che Napolitano e Berlusconi stanno portando avanti con il presidente statunitense sono ottimi. Si può dire che Obama apprezza l’Italia quasi quanto noi apprezziamo Obama.