Quando l’amore diventa ossessione. Il “delitto passionale”: un crudele ossimoro

Jul 19th, 2010 | Category: Attualità

Lo chiamano “delitto passionale”, ma la passione ha poco a che vedere con l’omicidio della donna amata, quella irraggiungibile, che ha deciso di farsi una nuova vita… senza di lui: l’assassino.

Solo dall’inizio di giugno sono già state uccise nove donne da parte di fidanzati gelosi o amanti respinti. Gesti violenti, spesso culminati dopo ripetute azioni di stalking. E sono solo una piccola parte delle oltre cento donne uccise ogni anno per motivi passionali.

In molti casi il sospetto che qualcosa non stia andando per il verso giusto non porta neppure a una denuncia. Emblematico in tal senso l’ultimo episodio in ordine di tempo accaduto vicino a Mestre: Fabio Riccato, 30 anni, ha ucciso con tre colpi di pistola Eleonora Noventa, 16 anni. Infine si è rivolto la 357 Magnum al cuore e si è tolto la vita.

E ancora, di qualche giorno fa, l’accoltellamento di una donna, ricoverata in gravi condizioni a Ferrara, dopo essere stata colpita con dieci fendenti al torace e all’addome da parte del suo convivente. Tra i casi più eclatanti,  l’omicidio-suicidio che tra Torino e Cremona ha visto protagonista un uomo, Gaetano De Carlo, di origine pugliese ma residente in Lombardia, che ha ucciso due ex fidanzate e poi si è tolto la vita. L’assassino, con precedenti per molestie e minacce, non voleva rassegnarsi alla fine del rapporto e si è tolto la vita nello stesso modo in cui ha ucciso le sue vittime. Il 2 luglio scorso, un autotrasportatore di 28 anni, Riccardo Regazzetti, si è sparato alla tempia dopo avere ucciso con tre colpi di pistola l’ex fidanzata Debora Palazzo, di 19 anni, studentessa e impiegata presso la ditta del padre. L’omicidio-suicidio è avvenuto a bordo dell’auto della ragazza sulla quale i due si erano appartati. Da tempo lei aveva confessato alla madre di voler troncare il legame con l’uomo.

Novara, il 3 luglio viene scoperto il cadavere, sulle sponde del Ticino, della 25enne Simona Melchionda, scomparsa lo scorso 6 giugno dalla sua casa di Oleggio. A confessare l’assassinio della giovane è stato un carabiniere di 28 anni, che ha raccontato di averle sparato e poi di aver gettato il corpo nel fiume. I due, che in passato avevano avuto una relazione, quella sera si erano incontrati dopo che la ragazza, secondo quanto è emerso, avrebbe ceduto alle insistenze dell’uomo per vedersi.

Sono delitti diversi,  ma chi uccide ama la sua vittima, la ama anche mentre la uccide. E’  un amore estremo, egoistico, fatto di possesso e gelosia ossessiva. E’ la rabbia dopo un tradimento, la depressione dopo un abbandono, che spingono ad uccidere. Un amore malato… in cui dominano il possesso dell’altro, l’appropriazione della vita e dei sentimenti dell’altro. C’è la voglia di fare qualcosa di eclatante per spezzare una situazione troppo dolorosa, esasperante. Spesso l’assassino  parte con l’idea di minacciare o di spaventare il partner o anche di tentare il suicidio, poi la reazione dell’altro fa  precipitare il tutto.

Le ultime statistiche dimostrano che i delitti passionali sono in aumento, ma ad aumentare sono i delitti commessi dall’uomo. Un tempo l’uomo non uccideva la moglie che decideva di separarsi.. perché la donna non poteva separarsi! Oggi l’uomo che viene “abbandonato” uccide, uccide perché ha perso i suoi punti di riferimento, la stabilità, la propria identità…

In questi casi, spesso, l’indipendenza (anche economica) della donna viene vissuta come un affronto, poiché alcuni uomini per poter affermare la propria identità devono poter dominare e prevaricare sulla donna. Non più “necessari”, questi uomini, perdono la sicurezza in se stessi. La sofferenza viene tradotta in gesto, in un atto sconsiderato: l’omicidio.

Nel 2009 è stato approvato dalla Camera il disegno legge Carfagna contro il reato di stalking. Si vuole introdurre così l’articolo 612-bis nel Codice Penale per sanzionarechiunque molesta o minaccia taluno con atti reiterati e idonei a cagionare un perdurante e grave stato di ansia o di paura ovvero a ingenerare un fondato timore per l’ incolumità propria o di un prossimo congiunto o di persona al medesimo legata da relazione affettiva ovvero a costringere lo stesso ad alterare le proprie scelte o abitudini di vita”. Sono oltre 7.000 le persone denunciate per stalking da quando il reato e’ stato introdotto in Italia, , 1.200 gli arresti. Solo nei primi tre mesi del 2010 le persone denunciate per stalking sono state 1.592 e gli arrestati 293, con una lieve diminuzione delle denunce rispetto all’anno scorso.

Qualcosa in questo senso è stato dunque fatto. Ma non basta. Non basta a fermare la sete di questi assassini. Non basta ad alleviare il dolore dei familiari delle vittime. Non basta.