Terremoto Nuova Zelanda, distrutto il paradiso di Kaikoura: scomparsa una delle coste più belle e magiche del mondo.

Nov 15th, 2016 | Category: Esteri

terremoto-nuova-zelanda-case-faglia-3-560x420La Nuova Zelanda è letteralmente in ginocchio dopo il violentissimo terremoto che l’ha colpita ieri: la terra continua a tremare, in 24 ore si sono verificate oltre 500 repliche di cui alcune fortissime, di magnitudo superiore a 6. Il bilancio ufficiale è ancora fermo a due vittime, ma potrebbe aggravarsi nelle prossime ore perchè le zone più vicine all’epicentro non sono state ancora raggiunte, essendo completamente isolate. Si tratta della Regione di Marlborough e soprattutto di Kaikoura, uno dei paradisi naturalistici più belli del mondo. E’ una zona selvaggia e bellissima, nota nei circuiti turistici per la possibilità di ammirare da vicino delfini e balene.

I feriti sono comunque diverse centinaia, e secondo una prima stima del governo i danni ammontano ad almeno 2 miliardi di dollari neozelandesi (circa 1,4 miliardi di dollari, cioè 1,3 miliardi di euro). In Italia è già iniziata la pantomima del “se fosse successo da noi avremmo centomila morti” ma evidentemente in molti ancora non hanno capito che ogni terremoto ha una storia a se’, che non esiste una formula matematica che prevede che ad una data magnitudo “x” corrisponda un dato numero di morti “y” (ecco perchè le polemiche sulla magnitudo che si scatenano ad ogni terremoto sono assolutamente inutili, oltre che stucchevoli). Il sisma di ieri in Nuova Zelanda è stato di magnitudo 8.1 secondo l’INGV, di magnitudo 7.8 secondo l’USGS e di magnitudo 7.5 secondo l’istituto locale neozelandese. Nulla di strano: sono stime diverse, fatte in base a parametri differenti. E’ stato un terremoto fortissimo, devastante, di quelli che in Italia possono verificarsi soltanto nei casi più estremi e soltanto tra Calabria meridionale e Sicilia orientale. Ma il numero dei morti non dipende soltanto dalla magnitudo: bisogna valutare innanzitutto dove si verifica il terremoto, perchè può essere anche di magnitudo 9 ma se interessa il mare, o zone desertiche o poco abitate, non può uccidere nessuno. E’ difficile, infatti, che un sisma provochi vittime se si verifica dove non ci sono persone. E questo – in parte – vale per la Nuova Zelanda: l’epicentro del sisma è stato in una zona poco abitata, lontana da ogni centro urbanizzato.

Pochi anni fa una delle principali città del Paese, Christchurch, fu distrutta da un terremoto di magnitudo 6.3, molto simile a quelli recenti dell’Italia (da L’Aquila nel 2009 ad Amatrice e Norcia negli ultimi mesi). Era il 21 febbraio 2011 e l’epicentro fu proprio in città: ci furono 185 morti e tantissimi edifici crollati. Stavolta il terremoto è stato molto più forte, ma non ha avuto conseguenze analoghe perchè l’epicentro è stato lontano dalle città, in zone disabitate.

Infatti la Nuova Zelanda è un Paese poco popolato, in cui la natura selvaggia e rigogliosa ha ancora un ruolo predominante rispetto all’uomo e agli insediamenti umani. La dimensione del Paese, infatti, è molto simile a quella dell’Italia, ma in Nuova Zelanda vivono 4 milioni e mezzo di persone, mentre in Italia i residenti sono oltre 60 milioni. In Nuova Zelanda vivono meno persone di quante non vivano in Veneto o in Sicilia, più o meno lo stesso numero di abitanti del Piemonte o dell’Emilia Romagna. L’Italia ha una densità abitativa di oltre 200 abitanti per ogni chilometro quadrato, la Nuova Zelanda invece di appena 17 abitanti per ogni chilometro quadrato, quasi tutti concentrati nelle tre principali città (Auckland, Wellington e Christchurch) che complessivamente contano due milioni e mezzo di abitanti.

Inoltre è un Paese in cui le costruzioni sono tutte molto recenti, quindi realizzate con tecnologie antisismiche a differenza di un Paese dalla grande storia come l’Italia in cui molti centri hanno origini antichissime e furono realizzati quando ancora non erano note le conoscenze odierne per le costruzioni in grado di resistere ai terremoti. Inutile, quindi, fare paragoni e vivere i sismi come se fossero una “gara”. Anche perchè la Nuova Zelanda è letteralmente in ginocchio. Il primo ministro John Key ha tenuto una conferenza dicendo che la popolazione è fisicamente e mentalmente esausta e che ha bisogno di grande sostegno, dopo i tanti terremoti che negli ultimi anni hanno colpito il Paese.

Sono tante le criticità che preoccupano le autorità: “si spera che che il numero delle vittime non salga, ma i danni sono ingenti. Ci sono alcuni problemi urgenti da affrontare subito – ha aggiunto il premier Keydobbiamo essere sicuri di avere acqua, cibo e generi di prima necessità per circa 600 persone che sono nel centro di accoglienza, perché le strade qui sono bloccate e l’unico modo di raggiungere alcune aree è volando. Ci sono anche molti turisti bloccati che dobbiamo far tornare a casa. Insomma, abbiamo moltissime cose a cui pensare“.

Una diga sul fiume Clarence è stata danneggiata a causa del sisma e i residenti che vivono lungo il fiume sono stati evacuati dopo che una grossa frana provocata dal sisma ha creato uno sbarramento e ha fatto uscire dagli argini il fiume, proprio come accaduto sull’Appennino il 30 ottobre sul fiume Nera. Inoltre nella stessa zona dopo ore di ricerca affannosa sono stati ritrovati un gruppo di turisti in kayak e un altro che faceva ‘river rafting’. La situazione più grave è proprio a Kaikoura, completamente isolata: circa 1.200 turisti sono bloccati e tutta l’area è raggiungibile solo da elicotteri. Il governo sta valutando se usare l’Air Force: l’energia elettrica è intermittente, le scorte di carburante sono al limite, l’acqua potabile è disponibile solo per 4 giorni ancora. Una delle vittime è morta a causa di un attacco al cuore e l’altra per il crollo di una casa. Le autorità hanno segnalato che piccoli tsunami hanno interessato South Island senza causare vittime: nelle zone più colpite le onde hanno raggiunto i due metri e mezzo di altezza. Dalle foto aeree nelle zone colpite risultano slittamenti di terra, danni a edifici e infrastrutture, fenditure nelle strade e nella superficie terrestre, ponti chiusi e linee ferroviarie devastate. Di fatto gran parte della costa di Kaikoura, uno dei paradisi naturalistici più belli del mondo, non c’è più.

 

Maria Concetta La Rosa