Abbecedario per antimodaioli convinti. Terminologia in espansione di una moda che non sempre è stile. Lettera B parte seconda

Lug 19th, 2013 | Category: Attualità

B – parte seconda
Bling bling: Il termine, squisitamente
onomatopeico e cartoonistico,
caratterizza tutti quei gioeielloni di
tre chili e mezzo che tanto soddisfano
il finissimo gusto dei rapper
americani (e non). Patacconi spesso
più vistosi che costosi, il più tipico è
la ben riconoscibile “S” con barrette
verticali, celebrato in ogni possibile
orpello: ciondolo, anello, spilla,
orologio e quant’altro. Ma molto
apprezzati sono anche stelle, croci e
teschi. Comunque l’importante è che
siano brillantemente accecanti,
pesanti, pacchiani, assolutamente
anti-sobrietà. L’espressione è in uso
dai ’90, quando a New Orleans il
gruppo rap Cash Money Millionaires
lo introdusse nello slang, si è poi
diffuso in seguito a una canzone dal
titolo “Bling Bling” del cantante BG.
Ora la dicitura si è estesa per definire
anche abiti e abbigliamento in
generale vistoso e scintillante senza
freni al trash.
Ma in Inghilterra “bling” (detto una
sola volta, gli inglesi accorciano
tutto) sta ad indicare una ben
determinata categoria di persone, gli
snob potremmo dire, quelli che “è
l’apparenza che conta”: abiti e accessori
firmati, se originali meglio ma
senza formalizzazioni, benessere
ostentato, modi non sempre degni di
etichetta, provenienza: ceto medio.
Anche la Francia ha adottato il termine
(questa volta con il doppio bling,
senza badare a economie), scardinando
uno dei luoghi comuni più
radicati in Francia, quello
dell’eleganza non esibita. Sbagliato!
Chi ha detto “non esibita”? C’è tutta
una categoria di stra-ricchi che,
annoiata dalla finezza di chi occulta
il patrimonio sotto una maschera da
neo-hippy esce allo scoperto, via
libera a Rolex, piscine e Limousine,
ecco a voi la cosiddetta “destra
bling-bling”.
Boyfriend/Boxy: Termini dal significato
simile, non uguale però. Boxy si
usa per i capi (parlando delle femmine)
molto grandi, oversize direbbero
Dolce e Gabbana, ovvero fuori
misura. Larghi, morbidi, visibilmente
e volutamente al di sopra della
propria taglia.
Boyfriend, invece, più che altro
descrive la tendenza a vestirsi con
abiti del fidanzato (Boyfriend in
inglese). Ora, nessuno starà lì a
vedere se quella maglietta è proprio
di Luca o no, per ottenere l’etichetta
di “Boyfriend-style” è sufficiente
indossare capi provenienti dal
guardaroba maschile. Quindi spesso
e volentieri, ma non per forza, Boxy.
Ultimamente la tendenza è sulla
cresta dell’onda, tutte abbiamo
almeno una magliettona XXL
nell’armadio, che viene comunque
spesso accostata, per mantenere una
parvenza femminile, con i fuseaux o,
per chi può, pantaloni o gonnelline a
vita alta.
Perché tutta questa voglia di rubare i
capi d’abbigliamento dall’armadio
dell’uomo di turno? Desiderio di
emulazione delle caratteristiche maschili? Ambizioni di semplicità? Sono due cose diverse?

 

Silvia Tagliaferri