Abbecedario per antimodaioli convinti. Terminologia in espansione di una moda che non sempre è stile. Lettera E

Ago 26th, 2013 | Category: Attualità

E – egg shape: La cosiddetta “forma
a uovo”, propria di quegli abiti smussati,
non spigolosi, con le estremità
più accostate al corpo della parte
centrale, leggermente bombata,
regalano a chi li indossa una gradevole
immagine morbida. Certo, come
in quasi tutti i capi, se si è alte, snelle,
slanciate e filiformi, la “forma a
uovo” sarà decisamente più apprezzabile.
L’inventore di tale foggia è
conteso, alcuni lo vedono in Balenciaga,
geniale stilista spagnolo che
vide il culmine del suo successo
negli anni ’60, altri attribuiscono la
creazione a Vionnet, sarta e creatrice
di moda; in effetti il simbolo della
sua maison, opera di Thayaht, era
una donna, piuttosto androgina,
rachiusa in un cerchio con indosso un
abito dalla forma ovoidale. La sensazione
che suscita un capo di questo
tipo è sicuramente piacevole,
l’immagine tondeggiante è sempre
attraente. Tuttavia, difetto piuttosto
diffuso tra capi modaioli, non esaltano
la figura umana, anzi, negano la
tradizionale forma a clessidra della
femmina, sovvertendola: spalle
strette, vita larga, riaffusolamento
sotto i fianchi. Portati una volta ogni
tanto possono dimostrarsi una piacevole
variante, indossati spesso,
stomacano. Vedi il boom della gonna
a palloncino di qualche anno fa’,
qualsiasi donna ne avrà una
nell’armadio e proverà quella sensazione
di nausea da saturazione
guardandola.
F – Parte prima
Finger food: come si evince dalla
seconda parte del termine, “food”,
l’espressione non denota uno stile o
un accessorio vestimentario, bensì
un tipo di cibo. Perché ho voluto
inserirlo in questa rubrica? Perché è
diventata una moda, anzi una mania.
Il popolo dei modaioli non si diletta
solo nell’adornarsi in maniera ossessivamente
ricercata, ma anche nel
condurre uno stile di vita all’insegna
dell’alternatività imperante. Il localino
giusto, il libro giusto, il linguaggio
giusto, e ovviamente, il cibo
giusto. Ciò che attualmente è ritenuto
tale è il finger food, ovvero, il cibo
che si mangia con le mani, senza l’ausilio di posate. Decisamente
l’ideale per serate e parti con buffet,
dove l’immagine perfetta partorita da
ore e ore di trucco e parrucco non
può certo essere guastata da un piatto
con forchetta e coltello, sempre troppo grande, troppo piccolo,
troppo sporco, troppo sbilenco,
troppo pieno. L’orrore delle nostre
nonne è diventata una moda, addio
abbondanti piattoni di carbonara
accompagnati da rumorosi dleng
dleng della forchetta sul piatto in
coccio, il finger food è fatto di minuscoli
spizzichini, iperdecorati,
ipercolorati, nei party più in ipocalorici.
Non siamo poi così lontani dai
pasti in pillole degli astronauti.

 

Silvia Tagliaferri