Addio a Tullia Zevi

Gen 31st, 2011 | Category: Primo Piano

Si è spenta a Roma la giornalista e scrittrice Tullia Zevi, presidente dell’Ucei, l’Unione delle comunità ebraiche italiane, e icona dell’antifascismo.

La Zevi, una delle personalità più note e influenti dell’ebraismo, è scomparsa alla vigilia della Giornata della memoria che si celebra il 27 gennaio. Era ricoverata da giorni nell’ospedale della Capitale Fatebenefratelli, dove è stata allestita la camera ardente.

Giornalista e scrittrice, di famiglia antifascista, Tullia Zevi avrebbe compiuto 92 anni il prossimo 2 febbraio. Discendente di una famiglia della borghesia ebraica, quando in Italia furono promulgate le leggi razziali era in Svizzera, in vacanza con la famiglia. Seguì il trasferimento in Francia, dove alla Sorbona di Parigi la Zevi proseguì gli studi filosofici cominciati all’università di Milano.
Ma neanche in Francia la famiglia Zevi si sentiva al sicuro e quando si preannunciò l’inizio della guerra, emigrò negli Stati Uniti. Lì frequenta la Juillard School of Music di New York e il Radcliff College di Cambridge, in Massachussetts, suona l’arpa in diverse formazioni, anche nella New York City Simphony Orchestra, con Leonard Bernstein. Frequenta i circoli antifascisti di New York e si avvicina alla professione giornalistica. Conosce e frequenta gli esuli italiani come Gaetano Salvemini e Amalia Rosselli. Partecipa alla pubblicazione dei Quaderni di giustizia e libertà e del bollettino Italy against Fascism. Per la Nbc cura una rubrica che parla ai partigiani per un programma a onde corte destinato all’Italia. E incontra Bruno Zevi, architetto e critico d’arte, che sposa e col quale al termine della guerra rientra in Italia. Da giornalista era stata inviata a seguire il processo di Norimberga ai gerarchi nazisti. Per oltre trent’anni – dal 1960 al 1993 – Tullia Zevi fu corrispondente per il giornale israeliano Maariv, e in questa fase ebbe modo di scrivere anche sul processo di Eichmann a Gerusalemme. Nel 1978 divenne vice presidente dell’Ucei – l’Unione delle comunità ebraiche italiane -, per poi essere eletta presidente cinque anni dopo.  In questi anni firma con Bettino Craxi l’intesa delle comunità ebraiche con lo Stato italiano.

Nel ’92 è la candidata italiana al premio “Donna europea dell’anno”. Alla fine dello stesso anno riceverà, dall’allora presidente della Repubblica Oscar Luigi Scalfaro, il titolo di Cavaliere di Gran Croce, massima onorificenza italiana. Nel 1994 le fu assegnato il Premio Nazionale Cultura della Pace, mentre nel 1998 venne eletta membro della Commissione per l’Interculturalismo del ministero dell’Istruzione e membro della Commissione italiana dell’Unesco. Nel 2007, insieme alla nipote Nathania Zevi, ha pubblicato la sua biografia, intitolata «Ti racconto la mia storia. Dialogo tra nonna e nipote sull’ebraismo», una sintesi della sua vita e delle innumerevoli battaglie da lei portate avanti, un libro ricco di foto che la ritraggono durante i suoi incontri con i grandi personaggi della storia contemporanea, Golda Meir e re Hussein di Giordania, Papa Paolo VI e Ferruccio Parri, Yitzhak Rabin e Arafat, Hillary Clinton e Rita Levi Montalcini.

Tra i primi ad apprendere della sua scomparsa e ad esprimere cordoglio, il presidente del Senato, Renato Schifani, che ha inviato alle Comunità ebraiche italiane «i sentimenti della profonda vicinanza propria personale e dell’intera Assemblea di Palazzo Madama». «Con Tullia Zevi scompare – ha dichiarato Schifani – un’alta figura intellettuale, testimone in Italia e nel mondo dei valori più nobili e condivisi della cultura ebraica di cui è stata apprezzata e indiscussa protagonista». Esprime “profondo dolore, mio e di tutto il Consiglio dell’Unione per la scomparsa di una cara amica e di una figura di alto livello umano e culturale” il presidente dell’Ucei, Renzo Gattegna. “Una delle più grandi figure dell’ebraismo italiano, persona di grande onestà e intelligenza” la definisce il rabbino capo emerito di Roma, Elio Toaff. Una “grande donna, una figura storica che lascia un vuoto difficile da colmare”, la ricorda il presidente della Comunità ebraica di Roma, Riccardo Pacifici.