Addio allergia: c’è il vaccino

Mag 30th, 2011 | Category: Attualità

Aumentano di anno in anno i casi di persone colpite da questa patologia, che seppur apparentemente innocua può portare ad attacchi di asma o ai più gravi shock anafilattici, fortunatamente meno frequenti, provocati da agenti estranei a volte insospettabili.

La parola allergia deriva dal greco “allos”, diverso e “ergon”, effetto, quindi quando si parla di questa malattia intendiamo la reattività spontanea ed esagerata dell’organismo del soggetto allergico a particolari sostanze, gli allergeni, che risultano invece innocue nell’80% della popolazione: pollini, polvere, spore, muffe ma anche determinati tipi di cibo, alcuni materiali, acari e altri insetti. A seconda che l’allergene sia ingerito, respirato o ci sia contatto diretto, l’allergia si manifesta in diversi modi. In particolare, le allergie da polline interessano l’apparato respiratorio e sono caratterizzate da una certa stagionalità e ricorrenza nel corso dell’anno, la primavera, determinata dal ciclo delle piante che producono e immettono nell’ambiente i diversi tipi di polline, grandi quantitativi dei quali entrano nelle vie respiratorie.

Le prime persone ad essere colpite sono gli allergici a betulle, nocciolo, carpino, cipressi, ginepro e tujia, seguiti dai soggetti interessati dalla “febbre da fieno” così chiamata perché scatenata dalle graminacee (il fieno appunto), dai faggi e dai platani, che fioriscono in questo periodo e infine toccherà a coloro che risentono della parietaria, atococcherà a coloro che risentono della parietaria, erba infestante che oltre tutto si combina con cibi e altri pollini e scatena reazioni allergiche molto forti, e delle composite (tra le quali l’artemisia, il crisantemo, l’ambrosia, l’elianto e il chenopodio), il cui trionfo pollinico è in tarda primavera, ma la cui durata può protrarsi fino all’autunno.

Negli ultimi anni le persone che devono combattere con le diverse allergie sono notevolmente aumentate, in dieci anni la percentuale di italiani interessati è passata dal 5 al 30%, mentre le vittime di riniti e congiuntiviti causate dai pollini è compresa tra il 15 e il 20%, con picchi di 25-30% tra i più giovani.

In realtà la soluzione c’è ma non è ancora diffusa e conosciuta, esiste il vaccino, sempre più efficace e sicuro, come dimostrano studi recentissimi che hanno spazzato via perplessità ed effetti collaterali che prima ne frenavano l’impiego; infatti il vaccino è stato ufficialmente consacrato dal circuito della Cochrane Collaboration: gli esperti, allergologi ed epidemiologi del Saint Thomas Hospital di Londra, hanno valutato una sessantina di studi internazionali condotti con rigore e hanno concluso che l’immunizzazione verso i pollini è efficace, riduce in maniera significativa i sintomi e la necessità di ricorrere a farmaci e non ha effetti collaterali degni di nota. Il che conferma quanto affermato dall’Organizzazione mondiale della sanità in un “Position Paper” specifico, e cioè che l’immunoterapia pollinica è a tutti gli effetti un vaccino, perché modifica la risposta immunitaria, e deve essere pertanto considerata una terapia (e non una cura dei soli sintomi).

Spiega Gianna Moscato, allergologa della Fondazione Maugeri di Pavia: “Da quando non si ricorre più alle formulazioni sottocutanee, che in passato hanno dato problemi di reazioni inaspettate anche gravi, ma si sfrutta la via sublinguale con compresse o gocce, si può dire che i vaccini contro le allergie ai pollini sono del tutto sicuri. E, soprattutto, che funzionano: se una persona allergica segue con scrupolo le indicazioni, in molti casi vedrà la sua allergia sparire oppure attenuarsi moltissimo”.
La ragione è presto detta: l’allergia nasce da una reazione spropositata a certe proteine presenti all’interno dei granuli di polline chiamate allergeni.

Nella persona allergica, ci sono anticorpi (le immunoglobuline E) che riconoscono e attaccano l’allergene, dando il via a una reazione che libera istamina e scatena i diversi sintomi, fino all’asma e alle complicanze più gravi. Il vaccino cerca di educare l’organismo a reagire in modo più adeguato all’incontro con un polline, e in genere ci riesce, soprattutto con le nuove formulazioni notevolmente diverse dai vecchi vaccini che combattevano solo l’antigene più potente.

Molti però non possono utilizzare il vaccino, come spiega Gianni Mistrello, direttore delle ricerche della Lofarma Allergeni, l’azienda che è stata tra le prime a proporre formulazioni sublinguali, essendo “ allergici a più proteine”.