Agostino Moroni: un nome una leggenda. Intervista a Manuela Moroni, ricordando il grande maestro scomparso recentemente

Lug 29th, 2014 | Category: Sport

Definito il Bruce Lee italiano, Agostino Moroni, inizia la sua attività sportiva nel 58 con la pratica del judo e colleziona sin da subito una serie di titoli

Nel 72 si trasferisce negli USA ed apprende la tecnica del full contact e all jet kune do (l’arte marziale ideata da Bruce Lee).

Rimane affascinato dal full contact, lo sport dove sente di poter esprimere la propria esuberanza e le sue doti, frutto di anni di allenamento.

Combatte come atleta di full contact a Los Angeles e New York per l’associazione Tennesse ed esce imbattuto da tutti gli incontri.

Vince 7 incontri per ko al Madison Square Garden di NY ed all’Olympic Auditorium di Los Angeles, oltre che al Wrighley field stadium di Chicago Illinois. Nel 75 vince il primo titolo mondiale e torna in Italia per fondare l’Arpama associazione romana professionisti arti marziali.

Nel 78 apre a trastevere la prima palestra in Europa di full contact.

Nel 81 torna in Usa e vince il secondo titolo mondiale e nel 83 vince il titolo mondiale di ki, sopportazione del dolore, il potere che la mente riesce ad esercitare sul corpo.

Agostino è amato e rispettato: è stato il primo ad introdurre in Italia l’MMA, mixed martial arts .

Campione di wrestlig e cintura nera karate 7 dan.

Tanti sono i ricordi che conserva sua moglie Manuela che abbiamo incontrato ed intervistato al Mito sport di poggio ameno, negozio aperto insieme ad Agostino.

“Agostino era apprezzato oltre dalle donne, da tutti i suoi allievi che vedevano in lui non un semplice allenatore, ma un’uomo di esperienza di vita vissuta, un guru spirituale ed è per questo che molte volte, venivano a trovarlo in negozio per “confessarsi”!

Come confessarsi? (scherziamo ndr)

“Il maestro era una specie di padre confessore, in lui i suoi protetti trovano sempre una parola di conforto od il giusto consiglio per qualsiasi cosa potesse loro accadere.

Lui non era una persona comune, aveva una sua filosofia di vita, era una persona carismatica e piena di energia. Se entravi in negozio era inevitabile fermarti a parlare con lui per ore. E quando andavi via ti lasciava un tale segno che tornavi a trovarlo per continuare a dialogare con lui.

Era una persona estremamente generosa nel dispensare consigli. Voleva trasmettere sempre ciò che aveva imparato dagli altri.

Ma questa non era l’unica disciplina a cui si applicava. Studiava la PNL che applicava allo sport ma anche al suo vivere quotidiano ed al suo lavoro qui al negozio.

Era affascinato dal mondo del paranormale, dallo studio degli universi paralleli e dalla fisica quantistica. Ma non certo ai maghi!”

Come vi siete conosciuti?

Naturalmente in palestra. Io sono insegnate di educazione fisica.

“Venne in palestra per delle lezioni e dopo 6 mesi mi ha chiesto di sposarlo. Sin dal primo istante, mi ricordo ad un appuntamento durante il pranzo chiese al cameriere di servire sua moglie. Aveva già deciso sin dal primo momento che ci saremmo sposati.”

Ho visto che avete fatto molti viaggi…

“Si lui amava viaggiare, imparare da culture diverse.

Era religioso?

“Si era credente, per un periodo di tempo ha anche praticato, era appassionato di religioni.

Credeva in qualcosa che esisteva, gli piaceva la spiritualità, un pò meno le istituzioni. Si interessava molto al buddismo, ad Osho ed era innamorato degli Usa.

E’ stato 7 anni in America con la nazionale ed ha conosciuto i grandi.”

“Perchè è tornato in Italia?

“Per portare le arti marziali nel nostro Paese.”

Il sogno nel cassetto che non è riuscito a realizzare?

” Tornare in America… forse è stata colpa mia che l’ho frenato. E poi con la malattia non c’è stato più tempo per realizzare questo sogno.”

Come ha reagito dinanzi alla malattia?

“Con il sorriso, non temeva la morte e diceva sempre che siamo energia e che ci trasformiamo e solo i nostri sensi non percepiscono dove andiamo. Si cambia forma, ma non cessiamo di esistere.”

Quali sono le sue doti?

“Faceva sentire speciale ognuno. Libertà, rispetto e senso della giustizia.”

Quali sono i tuoi progetti per ricordare Agostino?

“Un museo a suo nome ed un libro che ripercorra i momenti più salienti della sua vita!”

Oltre a te abbiamo incontrato tanti allievi che lo ricordano ma c’è ne uno in particolare che ogni giorno posta  su facebook un pensiero per Agostino, sto parlando di Andrea Rinaldi, che impressione ti fa?

“Tutti i suoi allievi lo tengono nel cuore, poi c’è chi come Andrea esterna di più ciò che sente e questo è il segno tangibile dell’affetto e della stima di cui è sempre stato circondato, un ricordo indelebile, una traccia che fa scuola”.

 

Abbiamo chiesto ad Andrea Rinaldi cosa il maestro Moroni abbia lasciato nella sua mente

“Il maestro mi ha lasciato “un pieno nella mia vita” voglio dire che mi ha dato così tanto che io lo sento ogni giorno con me. Non s’è n’è andato, ma è con me ogni attimo della mia esistenza che mi supporta e mi incoraggia e tutto quello che mi ha insegnato lo custodisco con premura  e ne faccio tesoro quando ne ho bisogno”.

Cosa ti ha trasmetto in particolare e cosa ha rappresentato per te Agostino Moroni?

“Ti dico quello che è per me è il maestro … Non solo un padre ma un grande esempio di vita … Ho conosciuto lui 10 anni fa al negozio mito sport…..

È stato sempre una persona che ti faceva vedere la vita sotto un altro aspetto da come gli stereotipi ci hanno modificato ignorando la verità delle cose . Aveva tanti amici e tanti discepoli che lo seguivano sempre… Io mi ritengo fortunato ad averlo conosciuto.!!! …

 

Danilo Ferrante