Alluvioni ed inondazioni, Brasile ed Australia sott’acqua

Gen 24th, 2011 | Category: Esteri

È salito a più di 600 il numero di morti in Brasile, concentrati tra lo stato di Rio, San Paolo e Minas Gerais, dove ancora 54 città sono in stato di emergenza. E sembra un numero che è destinato a salire a causa delle forti piogge arrivate ormai anche a Petropolis, Teresopolis e Nova Friburgo. In molti luoghi mancano luce e telefono, mentre ci sono posti in cui giacciono ancora persone sottoterra in attesa delle equipe di salvataggio. In questi giorni è caduta la pioggia che sarebbe dovuta cadere in tutto il mese di gennaio; si sono formati fiumi di fango che hanno travolto case, veicoli, persone e animali. L’ONU ha considerato questa tragedia umana brasiliana come una delle cinque maggiori catastrofi del mondo degli ultimi tempi, mentre gli esperti continuano ad affermare che si sia trattata di una tragedia annunciata. Questi luoghi sono stati meta di turisti internazionali e non, e di politici che hanno adibito i posti a zona di costruzione di villette di lusso per la gioia della medio alta borghesia. Case abusive in zone a rischio, ovviamente, che hanno dato il via ad un impoverimento costante del terreno. Dopodiché la natura ha fatto il suo corso. E forse, se oggi le vittime si contano a centinaia, qualche governante dovrebbe passarsi la mano sulla coscienza.  Intanto la neo presidentessa Dilma Rousseff ha visitato le zone della tragedia, e appena atterrata a Nova Friburgo ha dichiarato “la popolazione può confidare nelle solide azioni dello Stato”. Molto silenziosa per il resto della visita ma visibilmente scossa dallo scenario, la presidentessa ha assistito ad alcune azioni di salvataggio dei pompieri per poi recarsi nell’ex municipio della città, adesso convertito in ospedale, dove ha tenuto una riunione con il governatore di Rio Sergio Cabral ed i ministri di Difesa, Sanità ed Integrazione Nazionale, che l’avevano accompagnata da Brasilia. La Rousseff ha promesso che questa volta l’azione della Presidenza della Repubblica mobilizzerà tutte le sue forze per mettere in atto un piano di rapida ricostruzione delle città demolite, ma soprattutto una seria azione di pianificazione e prevenzione. “L’occupazione illegale delle abitazioni in questa zona non è stato un qualcosa di occasionale ma una norma”, ha affermato la  presidentessa, fedele alla sua fama di dirigente capace ed efficiente. Fino ad ora le mille persone che formano l’equipe di salvataggio sono riuscite ad estrarre dalle case sepolte dai crolli e dal fango più di 500 corpi senza vita, anche se sfortunatamente il numero non sembra fermarsi. Le autorità per ora non hanno cifre ufficiali, ma si parla di più di 15.000 persone senza tetto. Intanto le immagini del Brasile fanno il giro del mondo, ma una ha particolarmente commosso il paese:  quella di Leão, il fedelissimo cane che ha trascorso due giorni e due notti in un cimitero di Teresopolis per vegliare sulla tomba dove è stata sepolta la sua padrona.

Da una parte all’altra del mondo la tragedia è la stessa: in Australia le inondazioni si sono spostate dall’est al sud del paese, nello Stato di Vittoria, dove 14.000 case sono sommerse e 3.500 residenti hanno dovuto evacuare la zona del sud est. Le inondazioni hanno già provocato danni catastrofici nella parte orientale, negli stati del Queensland e della Nuova Galles del Sud, estendendosi in un territorio pari a Spagna, Portogallo e metà della Francia. Più di 200.000 i disastratati per una “catastrofe senza precedenti”, come ha dichiarato il primo ministro del Queensland, Anna Bligh. E i danni economici non sono da meno: il 75% delle miniere di carbone hanno cessato la loro attività, fatto che ha provocato un innalzamento del prezzo del carbone in tutto il mondo e non pochi disagi alle industrie siderurgiche asiatiche. Per non parlare di strade e tranvie inaccessibili che rendono impossibile il trasporto del combustibile nei porti. In massima allerta anche Brisbane, terza città per grandezza del paese con più di due milioni di abitanti. Le autorità australiane hanno innalzato a 20 i morti nel Queensland, oltre migliaia di disastrati. Le equipe di salvataggio stanno cercando 14 persone vicino a Toowoomba, dove una parete di acqua alta 8 metri è passata per il centro della città travolgendo barche, macchine e case. La Bligh ha annunciato la creazione di una commissione indipendente di investigazione per  trovare gli errori di nel lavoro di prevenzione delle inondazioni, che costerà 15 milioni di dollari australiani, circa 11 milioni di euro. Le previsioni meteorologiche non sono del tutto favorevoli, e probabilmente questo sarà il disastro più costoso della storia del paese. Intanto si allargano le fila di volontari e soldati che stanno ripulendo le strade di Brisbane, in attesa che la natura sia più clemente verso il paese.