Apriti Sesamo, Battiato è tornato!

Ott 29th, 2012 | Category: Spettacolo

A 5 anni dall’ultimo album Franco Battiato torna con “Apriti Sesamo” raccolta di inediti scritti con la collaborazione del filosofo e poeta Manlio Sgalambro già noto al pubblico per l’ormai consolidata collaborazione con il cantautore. I 10 pezzi dell’album, uscito lo scorso 23 ottobre, sono un ritorno all’impeto creativo degli anni ‘80 e al periodo mistico del decennio immediatamente successivo. Come ai tempi de “La Cura”, il cantautore ha seguito la sua ispirazione, alzandosi di notte per scrivere di getto. Così è nata “Testamento”, in cui parla di reincarnazione e metafisica, temi molto cari al cantautore che si dice affascinato da un fenomeno taciuto dalla Chiesa nonostante venisse citato anche nei Vangeli. Gesù diceva “tu rinascerai nel ventre di una donna” ma quando ne ho parlato con uomini di chiesa mi hanno sempre risposto “queste sono solo delle allegorie”, dice Battiato.

I temi alla base del nuovo lavoro del cantautore spaziano dalle provocazioni religiose alle rimembranze favolistiche, dall’inferno di Dante a Santa Teresa D’Avila, il registro musicale invece è un lento fluire di italiano, inglese e siciliano, come ci ha abituato nel corso della sua carriera.

“Quand’ero giovane” ripercorre gli anni passati a suonare nelle balere, fra operai e cameriere danzanti, e fuori in fila i primi transessuali. La prostituzione non è una cosa bella da guardare, soprattutto oggi dice. “Quand’ero giovane andavo a letto tardi, sempre, vedevo l’alba. Dormivo di giorno e mi svegliavo nel pomeriggio… ed era sera. Viva la gioventù che fortunatamente passa”. “Il serpente” è una onirica allusione alla vita così come la conosciamo, sospesa a metà tra il volere e il non potere, una vita frenetica votata al raggiungimento di un benessere economico. L’ultimo pezzo è anche quello che da’ il titolo all’album e racconta di atmosfere incantate, di Sherazade e delle sue favole che “dalla sua bocca trovavano vita per il Re”. Il nuovo disco insomma è un riassunto vibrante e prezioso della poetica del cantautore italiano in cui riprende le sonorità degli anni d’oro della sua musica e le amalgama sapientemente con i temi a lui più cari: ci sono la morte, la gioventù, la politica, le riflessioni che nascono dalla meditazione buddista che Battiato pratica da oltre 40 anni, e che hanno portato alla stesura di Testamento. E se è vero che “viviamo in un mondo orribile e siamo in cerca di un’esistenza” beh che almeno, quest’esistenza, continui a regalarci musica e parole come queste.

 

Eleonora Cianfrini