“Autopsia del mio demone” di Morena Oro ospite al Di’ Gay Project

Dic 7th, 2015 | Category: Cultura

Autopsia del mio demone Autopsia del mio demone è un libro di poesie firmato dall’artista e performer marchigiana Morena Oro, finalista al Premio Leopardi, che con questa raccolta conclude una trilogia di cui fanno parte Anima nuda e Affetti collaterali. La presentazione al pubblico romano si è tenuta il 21 novembre presso la sede dell’associazione Di’ Gay Project – DGP che da anni lotta per i diritti di tutti, affinché si superino pregiudizi e luoghi comuni per vivere le individualità in un’ottica di confronto, pluralità, libertà. Cultura e informazione fanno sempre la differenza e sono proprio questi alcuni dei punti di forza dell’ente che promuove, sostiene e difende la prerogativa di ciascuno ad essere se stesso accettando, in tal modo, una sfida importante e realizzandola in un progetto comune ed inclusivo di sensibilizzazione e responsabilizzazione.

Queste le premesse per uno spettacolo che si è rivelato innovativo, creativo e molto coinvolgente, durante il quale c’è stato spazio per la lettura di alcuni brani (‘Mi sei accaduto’, ‘Commestibile al caso’, ‘Le altre vite’) e per una testimonianza sfociata prima in dialogo, poi in rappresentazione celebrativa e intimistica, fatta di immagini e parole dalla carica dirompente. Al centro della scena una donna che ha trovato nella versatilità dell’arte il canale privilegiato per esprimere la propria esperienza, il dolore e l’elaborazione di un amore che lascia il segno ma non annulla. La ricerca, la voglia di dare voce e sostanza a un’interiorità che vive emozioni vere produce un risultato altrettanto reale, palpabile. L’arte ha molte fonti d’ispirazione, a volte può scaturire da una domanda rimasta insoluta, da un dubbio, un tormento, una necessità impellente di dare senso a ciò che sperimentiamo sulla nostra pelle e che s’impossessa del nostro io proprio perché ci regala qualcosa di unico, come unico è il modo di affrontarlo.

Le sensazioni provate, che alternano l’impotenza all’esplorazione del sé, il logorio alla rinascita, la conoscenza alla falsa percezione, si sommano per reagire agli eventi e ogni cosa sembra tornare ad avere un posto preciso all’interno di un percorso in cui nulla è stato vissuto in maniera passiva, ma piuttosto rivelando una tendenza allo scavo. La poesia diventa quindi un’analisi necessaria e propizia. Il linguaggio si fa carne richiamandosi al sangue, alle ossa rotte, al realismo truculento. L’‘Autopsia’ annunciata nel titolo, dunque, assume aspetti e significati molteplici. Il corpo subisce e rende visibile ciò che accade nella mente e nel cuore e i versi che ne descrivono la storia sono sia concreti sia lirici. E da questa sorta di contrappunto ritmico e linguistico si originano e diffondono bellezza e struggente intensità.

 

Micaela De Filippo