BAMBINI ALL’ARIA APERTA ANCHE D’INVERNO: I CONSIGLI DEI PEDIATRI

Gen 14th, 2014 | Category: Attualità

Chiusi in casa d’inverno, per evitare malattie e contagi? Niente di più sbagliato. I bambini, all’aria aperta, corrono molto meno rischi infettivi di quando si trovano in locali chiusi. A sostenerlo è la Prof.ssa Susanna Esposito, Presidente della Società Italiana di Infettivologia Pediatrica (SITIP), che aggiunge: Con l’arrivo delle temperature fredde, i genitori hanno paura di lasciare i figli all’aria aperta, perché temono per la loro salute. In realtà, se ben coperti e portati fuori nelle ore centrali della giornata, hanno minori possibilità di essere esposti agli agenti infettivi di quante ne hanno se rimangono a lungo in luoghi poco areati. Infatti, i contatti ravvicinati con altri bambini o, più in generale, con i soggetti malati, sono una delle principali modalità di trasmissione delle malattie infettive.

In generale, i bambini devono essere coperti un poco di più di quanto si vesta una persona adulta, in quanto, nei primi anni di vita, hanno minori capacità di termoregolazione. Per evitare i “malanni di stagione”, quando si è fuori casa, la prima forma di prevenzione è utilizzare un abbigliamento adeguato: mai dimenticare di far indossare cappello, sciarpa e guanti ai propri figli, se le temperature si abbassano. E’ importante, infatti, coprire orecchie e gola al fine di evitare otiti e bronchioliti, molto frequenti in questa stagione. Inoltre, se gli indumenti si bagnano, giocando nella neve o sciando, vanno asciugati accuratamente. Oltre a questi accorgimenti, per evitare influenze e raffreddori i pediatri della SITIP raccomandano di: arieggiare almeno una o due volte al giorno gli ambienti chiusi; evitare contatti con soggetti malati (inclusi parenti anche di età adulta con sintomi respiratori modesti);non esporre i bambini a fumo passivo; privilegiare, nei bambini con meno di tre anni di età, vacanze in luoghi con clima relativamente mite (mare, campagna, collina); coprire adeguatamente i bambini che vanno in vacanza in montagna e cambiarli, qualora si bagnassero a contatto con la neve.

Ovviamente, i malanni di stagione non si possono evitare del tutto quindi, meglio essere informati sul da farsi. Otiti e bronchioliti sono le principali malattie che colpiscono i bambini nella stagione invernale ed il clima temperato di questo autunno ha posticipato la circolazione di gran parte dei virus respiratori.

E’ importante, inoltre, far visitare il bambino, soprattutto se alla febbre prolungata, si associano tosse e dolore toracico.

Vediamo nel dettaglio cosa sono e come si curano bronchiolite e otite.

La bronchiolite è un’infezione respiratoria che interessa le piccole vie aeree (bronchioli) nel lattante. E’ causata principalmente dal virus respiratorio sinciziale (VRS) ma diversi virus respiratori possono avere un ruolo nella sua insorgenza. Il contagio può avvenire per via aerea o mediante il contatto diretto con le secrezioni orofaringee. Nell’adulto e nel bambino più grande, i virus causano generalmente un comune raffreddore, mentre nel lattante determinano ostruzione delle piccole vie aeree con conseguente difficoltà respiratoria. La maggiore incidenza di bronchiolite si verifica durante i mesi invernali. L’infezione da VRS nel primo anno di vita può predisporre allo sviluppo successivo di asma.Come prevenire la bronchiolite? Evitare tutti i luoghi chiusi in cui può esserci un’elevata circolazione virale (ad esempio, asilo nido, mezzi pubblici, supermercati). Se il bambino frequenta l’asilo si raccomanda di lavargli spesso le mani. Nei lattanti ad alto rischio, a causa di patologie croniche di base e nei prematuri con età gestazionale inferiore alle 35 settimane, la prevenzione dell’infezione da VRS è attualmente basata sulla somministrazione di anticorpi anti-VRS, da eseguire una volta al mese per via intramuscolare, durante la stagione epidemica.

L’otalgia è uno dei sintomi più comuni con cui i bambini si presentano dal pediatra o dall’otorinolaringoiatra. Anche se spesso compare in presenza di patologie a carico dell’orecchio, l’otalgia può essere causata da altri motivi, quali: faringite, laringite, carie dentarie, artrosi cervicale. Tra le patologie a carico dell’orecchio che provocano otalgia, ci sono l’otite media acuta (OMA) e l’otite media con effusione (OME). Come si tratta l’otalgia? Il trattamento più appropriato dell’otalgia dipende dalla sua natura. Sono, quindi, necessari un’anamnesi dettagliata e un esame obiettivo scrupoloso a carico non solo dell’orecchio, ma anche degli altri distretti della testa e del collo. Indipendentemente dalla terapia della singola causa, il problema otalgia va affrontato in primis con farmaci analgesici, quali paracetamolo o ibuprofene. L’utilizzo di gocce auricolari è sconsigliato sia per la loro scarsa efficacia nel bambino più piccolo, sia perché possono rendere più difficile la visione della membrana timpanica da parte del pediatra.

 

Laura Olimpia Sani