Belli e Intramontabili: Franco Nero si racconta

Set 27th, 2010 | Category: Spettacolo

La barba lunga quanto basta e curata perfettamente, penetranti occhi azzurri e modi a dir poco di classe,  con un sorriso hollywoodiano e allo stesso tempo gentile, che conserva qualcosa della nostra terra. Franco Nero si presenta con una stretta di mano, è affaticato dal lungo viaggio in autostrada. Mi fa accomodare ad un tavolino dell’hotel TRAMP’S di Gallinaro, nella Valle di Comino, dove è arrivato per presidiare la giuria del concorso di bellezza “Star Of The Year”. Ordina una camomilla con dei biscotti, si ristora. Con calma e passione inizia a raccontarmi la sua storia, da semplice ragazzo, benché dotato di straordinaria bellezza, a star italiana riuscita ad imporsi nella prestigiosa “Cinecittà” di Los Angels,  attraverso vari generi di film, primo fra tutti il western.

– Ho capito che la recitazione sarebbe stata la mia strada quando, a Parma, organizzavo spettacoli per studenti e tutti i miei amici mi prendevano in giro, e mi canzonavano dicendo “tanto tu rimarrai qua, non andrai lontano, non farai film seri, non sarai una grande star” ed io, fermamente convinto che non avrei dovuto dar loro ragione, sono riuscito a dimostrare il contrario –

La sua carriera è costellata di film memorabili interpretati accanto ad attori di fama internazionale, anche senza tempo oserei direi, ma c’ è stato qualcuno con il quale non è riuscito a recitare e avrebbe voluto?

– Io ho avuto la fortuna di recitare con tutti gli attori del mondo, con tutte le star del mondo, solo per citarne alcuni Anthony Quinn, John Steiner, Henry Ford, ma anche tanti altri… Forse mi sarebbe piaciuto recitare con Marlon Brando e Spencer Tracy. –

Oltre ad essere stato grande protagonista, è stato anche dietro la telecamera con “ Forever Blues”. Il film narra di un ragazzo semi autistico e della sua amicizia con un trombettista …Cosa le è rimasto dell’esperienza da regista?

– E’ stata una bellissima esperienza. Certo, difficile. Sono stato scrittore, produttore e regista, e non è stato uno scherzo.  Realizzarlo è stato molto molto faticoso, ma dovevo farlo. Forever Blues fa parte della mia vita. L’ha segnata. –

Ripeterà l’impresa?

– Sì. Sarò il regista di due film. Uno dei quali parla di un cieco che viene rapito dalla televisione, ed è un film di denuncia contro il mondo del piccolo schermo, che non risparmia crudeltà per il solo scopo di ottenere audience. L’altro è un film che voglio riprodurre, che avrei voluto fare da ragazzo, che a suo tempo fu girato da Elio Feltri. E’ la storia di una verginella smarrita che deve attraversare il deserto per ritrovare il capitano con la quale era partita per una spedizione e nella traversata, accadrà di tutto…

Cosa pensa dei giovani volti del cinema italiano? Non risparmi cattiverie.

– Io sono dell’opinione che gli attori sullo schermo devono far sognare. A me non sembra che questi giovani facciano sognare. –

Lei crede che nel loro caso, si tratti solo di avere un bel faccino dietro il quale non c’è sostanza?

–  Ma nemmeno quello, a me sembra che non si spicchi nemmeno per bellezza fisica –

Guarda la TV Italiana?

– La tv italiana non la guardo. Guardo solo lo sport, e solo quando sono in Italia. Ho una casa in Inghilterra e un’altra negli Stati Uniti.  Prediligo soprattutto il calcio, sono un tifoso della Roma, un vero giallorosso. Guardo molto anche il tennis ma mi piace anche il pugilato e  moltissimo il ciclismo. Seguo anche i telegiornali.

Avrà quindi sentito parlare tramite i tg nazionali, riguardo la Mostra Internazionale del Cinema di Venezia, delle polemiche al film di Placido su Renato Vallanzasca…

– Sì, ne ho sentito parlare, ma non ho visto il film e non mi sento di dire la mia.

C’è ne uno che vorrei davvero vedere e mi sembra più interessante degli altri, del regista Miral.

Il film che lei ha presentato quest’anno alla mostra del cinema di Venezia Angelus Hiroshimae, non è assolutamente uno di quei film che si vedono tutti i giorni…

– Il Film è dedicato a mia figlia Natasha che ho perso l’anno scorso per un incidente sulla pista da sci… E’ un film muto, particolare. Non voglio raccontare troppo, ma illustra la sofferenza di un padre che perde il figlio, e che rivede il figlio attraverso un presunto angelo dai tratti asiatici.

Nelle sale nostrane è uscito da poco un film che la vede tra gli interpreti principali:

 Letter to Juliet

– Letter to Juliet è stato campioni di incassi in America e in tutto il mondo. Qui in Italia è uscito col bel tempo, ma è da vedere. E’ un film che è piaciuto molto al pubblico femminile. La giovane giornalista protagonista, è Amanda SeyFried, che  arriva direttamente dai ruoli principali di film di successo come Mamma Mia e Dear John. Lei arriva in Italia per aiutare la nonna del suo ragazzo a ritrovare un uomo di cui si era innamorata da ragazza, Lorenzo, che interpreto io. A Lorenzo aveva scritto una lettera che è stata conservata cinquanta anni nel giardino di Giulietta, a Verona…

Qual è tra i suoi film , quello a cui è legato in particolar modo?

– E’ come chiedere ad una madre qual è il suo figlio preferito…In effetti c’è un film a cui sono legato, fatto da giovane, realizzato con un gruppo di amici , cinque, tra i quali Vittorio Storaro, uno dei più grandi al mondo.. Io mi trovavo negli Stati Uniti e loro mi chiamano e mi dicono: “Franco, guarda se vieni in Italia giriamo questo film…”, era la Carmen di non so chi e in Italia, dato che era un film western, uscì con il cartellone di ‘L’uomo l’orgoglio e la vendetta’, ed è un film che ricordo tanto perché era fatto con degli amici veri, ed è quello verso il quale ho più affetto.

A proposito dell’ Italia, torna spesso nella sua terra d’origine?

– Sono nato a San Lazzaro, in provincia d Parma, ma la mia famiglia è pugliese e io mi sento davvero molto pugliese. Appena arrivo all’aeroporto di Brindisi, chiamo i miei amici che mi vengono a prendere, sa, non amo molto guidare, e mi faccio portare in Salento. Il Salento è il mio posto preferito. Vado lì a pescare, dalle parti di Castro Marino, e in tutti i paesetti sulla costa. Amo la Puglia.

Lei ha viaggiato molto. E avrà senza dubbio un’idea ben precisa sui pregi e sui difetti che la nostra nazione presenta…

– Noi siamo il paese più bello del mondo. Io ho girato tutto il mondo, visitato più di 104 paesi, dall’Australia al Sud America, dall’India all’Africa, dovunque. Penso che il nostro, è il più bello, ma è il più difficile per lavorare. Devi appartenere a clan, devi avere conoscenze. Questo non fa onore al nostro paese.

 

Prima del commiato, mi dice che ha un solo rimpianto, quello di non avere avuto più figli.

Nonostante la sua vita sia stata tragicamente segnata dalla perdita della figlia, Franco Nero si è mostrato ancora voglioso e capace di offrirci bellissime interpretazioni cinematografiche, anzi, come direbbe egli stesso, “di farci sognare” .