Buon cibo, aneddoti, piaceri e storia in “Peccati di Gola” di Pino Pelloni

Dic 14th, 2015 | Category: Cultura

Layout 1Presentato il 3 dicembre al Pitigliani – Centro Ebraico Italiano con sede in Via dell’Arco Dei Tolomei 1 a Roma, Peccati di Gola. Copule e crapule, storie e leggende (Ethos Edizioni) dello scrittore Pino Pelloni è una celebrazione del cibo e delle tradizioni, dei riti e dei cerimoniali ad esso collegati. La ricchezza del libro sta nel trattare un argomento tanto popolare e amato in maniera personale rifacendosi ad un’ampia documentazione e privilegiando un’impostazione che abbina curiosità e aneddoti ad elementi storici. A ciò si aggiunge un interessante elenco di ricette, che permette di esplorare le molte componenti e caratteristiche dei pasti e di individuare anche il rapporto strettissimo che intercorre tra gola e lussuria.

La cucina rappresenta un dato significativo e utile a ricostruire gusti e abitudini sociali, essendo parte integrante della cultura di genti e paesi. La storia esposta non descrive acriticamente tradizioni e preferenze gastronomiche, ma ripercorre una strada lungo la quale emergono anche notizie sui sapori e i modi di stare a tavola, sulle diverse forme “dietetiche” e le bizzarrie dei golosi, sulle predisposizioni, le scelte e le esperienze culinarie di singoli individui come di interi gruppi. E gli ingredienti di sicura presa per informare e divertire hanno nella fantasia e nella varietà di personaggi, narrazioni e situazioni il loro fulcro.

Il tema è appetibile e intrigante proprio perché davanti al cibo non si resta indifferenti. Tra le abitudini che rivelano qualcosa in più delle persone ci sono indubbiamente quelle alimentari, importanti anche per definire lo stile di vita di ciascuno.

I capitoli sono una combinazione di passioni diverse, ma intimamente correlate, e alcuni si soffermano su  “Cibo ed eros”, “I piatti di Afrodite”, “Ostriche & Tartufi”, “L’Italia a tavola”. Ma l’esposizione prosegue e regala un esempio di fine trattazione sociologica, letteraria e folclorica.

 

Micaela De Filippo