Come il cattivo diventa eroe

Nov 25th, 2014 | Category: Spettacolo

Domando al lettore, e insieme tento la provocazione, se la vostra infanzia fosse, per svariati motivi socio-geo-politici, andata diversamente, se le vostre amicizie non fossero state proprio tutte degne di “andiamo da nonna che ci prepara la merenda”, se non vi fosse mancato il fegato di prendere decisioni  magari non proprio correttissime ma di certo audaci,  a chi avreste somigliato di più:  al Libanese, a Dandi o al Freddo?

Il bandito e il campione, cantava un ben noto Francesco in tempi non sospetti.  Già lì, ci facemmo tutti intenerire dalla storia, realtà o fantasia, del fuorilegge dal cuore grande, che viene arrestato perché non può fare a meno di applaudire l’amico campione al traguardo. Come da copione “Fu antica miseria od un torto subito, a fare del ragazzo un feroce bandito”. Perché ogni criminale dotato di una certa allure è potenzialmente un ottimo padre di famiglia.

Sembrano non essere solo quelli che, nel più tipico dei giochi d’infanzia, sceglievano rigorosamente la parte degli indiani, a subire il fascino indiscreto della malavita;  è vera e propria “criminomania”.

Se nel frattempo ,i ben educati , hanno risposto alla domanda d’esordio, non mi stupirei se molte risposte  fossero entusiastiche enunciazioni dei ‘nomi d’arte’ sopracitati.

Sembra essere il seguente, in effetti, il gioco del momento: ‘ tu a che assassino somigli’?   “Marco e Michele mejo der Libano e der Freddo”, trovo scritto su di un muro; adolescenti  incantati dal carisma dei personaggi, direte voi, del resto chi non ha mai giocato a essere un moschettiere o un power rangers?  Mi cullo nella convinzione per qualche giorno. La sirena scatta origliando una conversazione su un mezzo pubblico, voce di uomo che elenca al vicino i soprannomi dei colleghi di lavoro, “er rotella”, “spacca matite”, “il cotoletta”, “er mummia”, dulcis in fundo il suo, “er valigetta”, evidentemente inseparabile dalla lucida ventiquattrore che tiene sulle gambe con studiata cura.  L’adolescenza era superata da un paio di decenni almeno, ma l’attrattiva di diventare un temutissimo ‘spacca matite’ trova terreno fertile anche qui.

Spietati criminali sono più imitati e stimati di Martin Luther King e Gandhi. Vallanzasca è diventato “il bel Renè dai grandi occhi verdi”. Le critiche mosse contro la miniserie “la leggenda del bandito e del campione” , andata in onda su Raiuno nel 2010, sono  sulla figura di Sante Pollastri:  sembra un ragazzo per bene, non il nemico pubblico numero uno, ricercato in Italia e in Francia. Dissero.

Sindrome di Stoccolma, variazioni sul tema.

I moschettieri, i Power Rangers, i fantastici 4 e Batman difendevano, in epoche e forme diverse, la giustizia. Eroi più moderni?  Prendiamo Lupin, celebre fra i giovani d’oggi soprattutto per la serie animata giapponese; parliamo di un ladro, di sicuro non un esempio di santità, ma parliamo anche di un cartone, con acrobazie impossibili e espressioni calcate,  che ha un distacco dalla realtà ben diverso da una serie televisiva su una banda di criminali operanti nel nostro paese pochissimi anni fa’. Vicende romanzate, ma pur sempre reali, di cui ancora non sappiamo tutto e nonostante ciò ne avvertiamo degli strascichi; personaggi caratterizzati alla perfezione, debordanti d’umanità, esempi invidiabili, quasi.

Soldi?  Successo?  Rispetto? Sono questi gli ingredienti vincenti, che tutti incantano perché non se ne ha mai abbastanza, a farci sognare un romanzo criminale?

A questo punto, è una conseguenza o una causa il quotidiano atteggiamento lassista e giustificatorio di cui si annusa la tendenza?  Decantiamo l’onestà  ma, si sa, se non sgomiti non vai mica avanti nella vita. “Bello ‘sto cellulare, è nuovo?” “L’ho trovato per terra, tanto a chi lo riportavo, che ne sai che era suo davvero!”. Predichiamo giustizia e ammiriamo la furbizia.

Io, mi perdonerete, parlo da eretica. Non seguo le serie, non ho visto i film in questione. Solo uno, il “Romanzo Criminale” di un bravissimo Michele Placido, tratto dal libro di Giancarlo De Cataldo. Si. Mi è piaciuto molto, ho tifato per i cattivi e ho invidiato Jasmine Trinca appena i suoi occhi si sono incrociati con quelli grandi e verdi di Kim Rossi Stuart. Forse è per questo che ho preferito fermarmi lì.

 

Laura Olimpia Sani