Crisi economica: parla Monsignor Domenico Sigalini

Mag 7th, 2012 | Category: Economia, Primo Piano

sigalini1Monsignor Domenico Sigalini, vescovo di Palestrina e assistente generale di Azione Cattolica, torna  arivolgersi a tutti i fedeli in occasione della festa del 1° Maggio, giornata dei lavoratori, per parlare di sviluppo, legalità e lavoro nei giorni della crisi economica.

Rivoltosi in modo particolare ai giovani, infatti lo ha espresso in memoria di Marta Lunghi, morta a causa del suo lavoro (in nero) per cui era pagata 5 euro l’ora,  ecco alcuni stralci del suo discorso: “C’è la necessità, in questa crisi economica, che non si guardi soltanto al discorso delle finanze, che pure è un nodo fondamentale, ma che si guardino in volto tutti i nostri giovani, che fanno una grande fatica a trovare un lavoro …decente. Meno finanza, più lavoro. Il caso di Marta Lunghi è ripetibile in tantissime altre storie: ragazzi, che hanno titoli di studio, ma si adattano per un po’ di tempo a lavori precari”. Infatti “il lavoro non c’è o non è mai definitivo, fino a quarant’anni, come dice il nostro documento bisogna mettere in atto alcune strategie per evitare che questa flessibilità si trasformi sempre in precarietà”. Per Monsignor Sigalini “la frustrazione di un giovane che vede sprecati i sacrifici fatti per prepararsi a un lavoro senza riuscire a portarli a conclusione positiva. È necessario che la comunità cristiana riesca a intersecarsi con le storie di questi giovani, perché i ragazzi, pur dentro queste difficoltà, hanno sempre da vivere una loro esperienza di fede, devono avere ragioni di speranza, creare solidarietà, intuire che possono inventarsi anche un lavoro”. Si può andare avanti, continua il vescovo, “se si ha dentro una forte carica positiva della vita”.

Monsignor individua alcune soluzioni per aiutare i giovani: “Intanto  bisogna che escano dalla loro solitudine e si mettano assieme; la vita di relazione diventa fondamentale, occorre trovare spazi dove ci si può confrontare e mettere assieme delle volontà. In questo, la Chiesa, che è esperta in aggregazione positiva e formazione della coscienza, può fare qualcosa”. “Dobbiamo fare assolutamente un salto di qualità nelle nostre vite di gruppo aggregando le persone che lavorano o sono in cerca di lavoro, perché oggi sono quelle più sensibili e più in difficoltà a mettere insieme la Parola di Dio e la loro vita quotidiana”. Infine evidenzia l’impegno della Chiesa nell’aiutare in questa situazione precaria: “la Conferenza episcopale italiana ha fatto dei buoni passi con il Progetto Policoro, un bel segno d’impegno, che ha messo assieme le diverse pastorali”, e ha continuato con nuove proposte e speranze:“mettere a disposizione tutte le energie che abbiamo e tutte le risorse che i ragazzi stessi hanno. Non ci sono risposte già fatte, ma l’uomo è intelligente e ha una speranza che va oltre la materialità. Il Progetto Policoro ha permesso il sorgere di alcune piccole imprese e una conoscenza della complessità delle leggi. Lo stile di rapporto delle pastorali del Progetto Policoro nei confronti del problema del lavoro. La pastorale giovanile deve entrare concretamente nella vita dei giovani quando cominciano a essere protagonisti della loro esistenza e in questa fase ha bisogno di essere sostenuta dalla pastorale del lavoro e dalla Caritas”. Insomma, “una convergenza di prospettive della Chiesa oggi è assolutamente necessaria. Questo è l’auspicio per il 1° maggio 2010: guardare in volto i giovani, che hanno veramente bisogno di speranza in un mondo sempre più duro”.