Cucire un vestito su misura e modellare un sentimento in versi poetici: la dualità di Piero Ciamberlano

Nov 21st, 2011 | Category: Attualità

Il rinomato Laboratorio Sagripanti, a via Fontanella Borghese, vicino Largo Carlo Goldoni che si apre da via del Corso, è un ambiente più che raffinato. Si presenta così, senza stonare la rinomata sartoria, con una eleganza che lascia senza parole, Piero Ciamberlano, sarto a tempo pieno e, a tempo altrettanto ben speso, poeta dei sentimenti più spontanei e puri che albergano nel nostro animo.

 

C’è un legame tra il tuo lavoro di sarto e il tuo essere poeta ?

Abbastanza. Sono due cose che si aiutano. La mia arte sartoriale aiuta la poesia e la poesia mi aiuta nell’arte sartoriale. Sono due cose che mi mantengono “a galla”.

Mi aiutano a stare su. Non potrei vivere né senza l’una né senza l’altra, ma in questo momento della mia vita, forse, ciò che mi fa vivere davvero è la poesia.

 

Quanto è importante per lei un vestito?

E’ molto importante perché anche io così vestendo, prima che parli, oppure presenti il mio libro al lettore, mi dicono subito “quanto sei elegante, come sei carino” e   mi fa capire che il vestito aiuta e mi da così, personalità.

 

Come è nato il tuo amore per la poesia?

Per me quasi appena nato, ossia quando ho cominciato a capire che la vita era, ed è una cosa seria, e con ciò, per viverla da buon cristiano ci si deve davvero affidare a un deterrente di sicuro sostegno qual è la poesia: una sposa che non tradisce mai.

Nei primi anni della mia vita, quando mi sentivo turbato da qualche cosa mi rifugiavo scrivendo nei sentimenti più puri della vita. Riuscivo così a rimettermi su, dando sfogo ai sentimenti che a momenti mi afflosciavano.

 

Quali sono tra i più grandi del passato i tuoi poeti di riferimento?

Decisamente De Amicis  e Pascoli, senza togliere nulla al mostro Dante, l’uno per la poesia, “Mia Madre ha sessant’anni”, è una delle più belle cose che mi porto dentro dalle elementari; l’altra “La cavallina storna” indimenticabile anche essa, un accenno a Quasimodo per la sua” Ed è subito sera” che gli valse il Nobel e con ciò io direi che è stato un poeta degli anni miei, poi io direi che l’abbia dedicata ad uno dei momenti molto rigidi per i paesi dell’est, mi risulta questo.

 

Che Cosa rappresenta per lei la poesia?

La nobiltà, l’anima pura dell’uomo. Chi si nutre di questa materia, ha un corpo purificato e se tutti la seguissero con devozione, nel mondo intero ci sarebbe solo amore e tanta pace  e con essa nemmeno un bimbo morirebbe più per fame.

 

Come è il suo rapporto con i lettori?

Il mio rapporto con i lettori è splendido, come dire, gratificante però la domanda di verifica come prova del nove si dovrebbe rivolgere a qualcuno di loro, io sono il diretto interessato. Posso solo dire che quello che mi torna nelle orecchie mi lascia contento. Una signora mi ha detto, “io non ho soldi per comprare il libro, ma se potessi lo comprerei, perché una poesia dedicata alla mamma è la cosa più bella che c’è, e questo per me è un grande successo”. Altri mi hanno detto, “Si vede che quando scrive viene chiamato da qualcosa e si vede che è vero, non c’è nulla di finto in ciò che scrive,  altri scrivono per mestiere, lei per necessità”. Sento per radio e sul giornale che la poesia non va, invece io non trovo nessuna difficoltà a presentare il mio libro e la gente è contenta e lo acquista.

 

Sembra a volte che a scrivere i suoi versi sia un ragazzino, ma lasciando da parte l’anagrafe lei, quanti anni ha?

(ride) Non lo so ma devo dire una cosa, questa è la più bella gioventù della mia vita perché mi sento bene, perché delle persone che mi incontrano mi danno una carezza e mi danno anche un bacio, questa è qualche cosa che ti fa vivere proprio da ragazzino. Io oggi come oggi sto provando una sensazione di vita che in vita mia non ho mai vissuto. Voglio dire una cosa, incontro una persona che ha preso il mio libro e mi dice “senta continui, dia la poesia!! Io a lei non solo faccio tanti auguri e mi complimento, ma le do 10 su 10”. Qualcuno mi dice “Ma l’hai scritto col cuore?”Qualcun’altro mi dice: “La vedevo da lontano e immaginavo di parlare con lei, e ora lei si presenta dicendo che ha editato un libro di poesie? Ma io non solo vado ad acquistarne uno, ma ne acquisto due!” Sono casi bellissimi. Sono cose che ti fanno vivere bene.

 

Cosa consiglierebbe ad un giovane ragazzo che si inizia alla poesia?

Al giovane di oggi che intende avvicinarsi alla poesia, sia componendola come autore, ma anche come colui che vuole dilettarsi a leggere un poeta da lui più amato, non potrebbe fare cosa migliore: viva la poesia.

 

Che cosa l’ha convinto a scrivere la poesia “La favola più bella” e a creare poi l’antologia che ne prende il titolo?

C’è stata una riflessione sulla mia mamma scomparsa, passata a migliore vita, come si dice in comune, che non aveva mai fatto in vita vissuta insieme a lei. Rimpianti di qualche mancanza, ora un tentativo di rimedio per dialogare ancora con lei  e scusarmi.

“La favola più bella” è nata mentre io ero in malattia. Ho pensato a mia madre e mia madre mi ha ispirato. Da bambino andavo insieme a lei e ci scambiavamo tante cose. L’aiutavo in quelle piccole cose…Lei non mi ha mai raccontato una favola perché era piena di impegni di lavoro  e forse non ci riusciva, non perché non lo voleva fare , ma perché non c’era la freschezza mentale. Ecco perché io a lei ( gli occhi si fanno lucidi) e a tutte le mamme del mondo ho dedicato La Favola Più Bella, per riconoscerla veramente. Questa è la realtà infatti e se ci penso mi viene da piangere, perché nell’animo mio c’è questo peso.

 

Molte delle sue poesie trattano tematiche religiose, qual è il suo rapporto con Dio?

Il mio rapporto con Dio è da credente, per non dire splendido. Per andare d’accordo con lui, basta eseguire tutti i 10 comandamenti. Per una storia strettamente personale accendo una candelina ovunque trovo un busto o un’immagine di Padre Pio.

 

Al Frate da Pietralcina ha dedicato una poesia molto sentita. Ha un legame particolare verso questo Santo?

Va bene lo dico. Ho avuto un problema di salute. Ho subito un’operazione e c’era un qualche cose che non tornava. Un bel giorno io mi sono presentato davanti le candeline a Santa Lucia e ho acceso le candeline e ho detto “Padre Pio, tu hai fatto tante cose per tutti, fai qualche cosa anche per me.” Ora o si è avverato per caso, o come sia stato,  il giorno dopo mi sono sentito molto meglio. Da Padre Pio ci sono andato e lui il piacere me lo ha fatto. A vita vissuta sarò riconoscente di lui. Padre Pio per me è stato questo, anche se  fino a quel giorno non ho mai dato credibilità alle persone che dicevano che erano state miracolate. Oggi comincio a crederlo pure io. Ecco perché voglio dire, credo in Dio perché Padre Pio è stato un discepolo di Dio e chiaramente credo in Dio anche per questa ragione e ci credo molto di più di come non ho fatto negli anni passati, però quando vado ad accendere la candelina dico a Padre Pio “Perdonami Padre, non chiedo più nulla” e faccio qualche elemosina. Una volta non davo un euro, non davo una lira a nessuno, ora se mi vedo un mendicante davanti prendo e gli do un euro perché mi sento gratificato nell’animo. Forse mi sento meglio io che lui che li riceve, non lo so, ma provo questa gioia . Ecco perché spesso dico a persone che parlano così con disprezzo di chi sta per strada e chiede un soldo per vivere, che quella persona sicuramente è una persona sfortunata perché altrimenti non sarebbe lì per strada a chiedere denaro, è sicuramente una persona infelice e non bisogna ignorarla, qualunque sia la sua ragione di disgrazia.

 

“Treno” parla della sua vita da pendolare. sente più casa sua Roma, oppure Castrocielo e Rocca secca?

Voglio attribuire al treno la complicità di tante belle cose, anche se tanti ne parlano male. Mia moglie ad esempio l’ho conosciuta sul treno. I due paesi uno per nascita, l’altro per residenza,  attuale, mi sono cari entrambi in eguale misura . Per Roma un discorso a parte. L’ho amata dal primo giorno che mi ha accolto e tale resta eternamente : un amore infinito .

 

“Alina”  “Rita” sono poesie che si riferiscono a persone realmente esistenti ?

Rita e Alina, declamate da me in poesia,  sì, sono  donne realmente esistenti. Nessuna delle due però conosce i miei sentimenti. Non abbiamo un rapporto di conoscenza e veleggiano lontano, in alto mare, spero che un soffio di vento le conduca a me (sorride). Ora non mi interessano più. Il mio sentimento è  sfocato per loro, ma diretto soltanto a mia moglie e mio figlio.

 

“Fuochi d’artificio” narra  una storia realmente accaduta?

Sì,  narra in parte una storia realmente accaduta, una delle tante, che subiscono le tenere vite indifese per opera dell’uomo sciagurato che vive nella nostra società in parte marcia.

 

Che cosa pensa possa fare per il mondo di oggi la poesia?Ce n’è bisogno?

Non  solo ce n’è bisogno ma è indispensabile per i viventi. Se si riflette bene, tutte le cose belle, che ci appartengono, nascono sempre da un sentimento poetico, ossia,  prendiamo il dialogo del primo approccio amoroso tra due sconosciuti. In quel momento per dichiararti, vai alla ricerca delle frasi più belle di questo mondo. Te le può offrire solo una bella poesia.

 

Cosa provi quando componi?

Quando compongo mi sento abbastanza allietato. Perché poi alla fine mi vado a rileggere e c’è la speranza che quello che dici  può esser che lo vedi avverarsi: anche se questa può essere un’ illusione, si tratta di un’illusione che ti aiuta a vivere.

 

Io ho colto ottimismo nelle sue poesie, Lei è una persona ottimista ?

Tanto, le parole che dico le vedo quasi sempre realizzate anche quello che dico sulla poesia che la poesia si alimenta l’animo però poi allo stesso tempo, alimenta anche la parte materiale dell’uomo.

Cosa strana ma avviene questo. Io mi sento un pò diverso da tante altre persone proprio perché nel mio cuore,  nel mio animo, ci vive un qualche sentimento nobile, particolare e questo mi aiuta moltissimo.

 

Quali sono i suoi progetti futuri?

Fare ancora qualche pubblicazione e con essa, sperare di raccogliere i consensi che mi sono stati riconosciuti con La favola più bella. So che lei è curiosa e lo vuole sapere, il prossimo libro si intitola “Teatralità”. Spero che il prossimo libro riscuota almeno lo stesso successo del primo, anche perché lo ritengo più importante. C’è una storia, c’è una narrativa, è più corposo. E’ un libro più grande e tratta tante tematiche. Contiene almeno 50 testi tutti in prosa e poesia. Uscirà  intorno alla Pasqua del 2012.

 

Le auguro con tutto il cuore di riuscirci.