Eccessiva Sonnolenza Diurna (ESD) incidenti/infortuni: epidemiologia e impatto sociale

Gen 12th, 2015 | Category: Attualità

L’Eccessiva Sonnolenza Diurna (ESD) è una condizione specifica, che colpisce oltre il 15% della popolazione, correlata alla riduzione della vigilanza; si manifesta con una tendenza all’addormentarsi, al peggioramento delle performances motorie, all’impossibilità di mantenere un’attenzione costante e al  rallentamento dei processi decisionali.

L’ESD è un fattore importante nel determinismo di incidenti stradali, essendo causa o concausa di circa il 22% degli incidenti che avvengono sulle strade italiane con una percentuale di mortalità doppia rispetto agli incidenti dovuti ad altre cause (11.4% contro il 5.62%) e di un’alta percentuale di infortuni sul lavoro e delle morti bianche.

Le condizioni che determinano sonnolenza eccessiva sono molteplici e alcune di esse modificabili.

La guida nelle ore notturne o con un debito di sonno eccessivo espone a maggiore rischio ed è intuitivamente sconsigliabile. Tuttavia necessità sociali legate all’organizzazione del lavoro in turni, e spinte culturali che realizzano particolari stili di vita (“Società delle 24 ore”), rendono questa pratica sempre più diffusa. Ulteriore elemento di pericolosa riduzione dei livelli di vigilanza è rappresentato dall’assunzione di farmaci o sostanze d’abuso inducenti sonnolenza o capaci di potenziarla.

 

A rendere noti i dati di questa patologia è il Professor Sergio Garbarino, Neurologo del Centro di Fisiopatologia del Sonno del Dipartimento di Neuroscienze dell’Università di Genova.

“Le conoscenze acquisite sui meccanismi regolatori della sonnolenza e della vigilanza sono ampie e già utilizzabili per lo sviluppo di strategie preventive efficaci.” Ha dichiarato l’esperto. “Esistono patologie comportanti di per sé livelli elevati di ESD. Altri stati patologici disturbano in termini quantitativi e soprattutto qualitativi il sonno notturno, in maniera tale da rendere insufficienti le sue capacità ristorative, comportando quindi sonnolenza nel periodo di veglia. Queste patologie sono spesso non percepite dal paziente e non adeguatamente tenute in considerazione dal sistema di cura e prevenzione del SSN – ha aggiunto il Prof. Garbarino – per cui diviene fondamentale il ruolo del neurologo che deve prestare massima attenzione ai primi segni e sintomi della sonnolenza”.

 

Fra le patologie comportanti EDS la più rappresentativa è la Sindrome delle Apnee Ostruttive nel Sonno (OSA): sono circa 4 milioni e quattrocentomila gli italiani di entrambi i sessi affetti da OSA nella fascia di età fra i 30 e 60 anni, con un considerevole impatto economico stimato (secondo uno studio condotto dall’Istituto Superiore della Sanità) tra i 3,5 e i 5 miliardi di euro dovuti all’ospedalizzazione, alla perdita di produttività, al maggior rischio di incidenti stradali ed infortuni.

Tutti questi fattori causali inducono, con diverse modalità a livello del sistema nervoso centrale, l’attivazione di una cascata di eventi fisiologici che termina in una “via finale comune” caratterizzata da progressiva riduzione del livello di vigilanza: dall’ESD fino al “colpo di sonno”.

 

Laura Olimpia Sani