Elezioni legislative, il Portogallo svolta a destra

Giu 13th, 2011 | Category: Esteri

Le elezioni che si sono tenute in Portogallo hanno segnato un radicale cambio di scenario politico per il paese. Nel bel mezzo di una grave crisi economica, è finita l’era del socialista Josè Socrates, iniziata nel lontano febbraio 2005, ed inizia quella di Pedro Passos Coelho, del partito conservatore,  che ha ottenuto il 38,7% dei voti. Socrates ha annunciato, poco dopo i risultati elettorali, le sue dimissioni come segretario generale del Partido Socialista e ha previsto un congresso straordinario per dare una nuova direzione al partito. “è arrivato il momento di iniziare un nuovo ciclo politico nel PS”, ha dichiarato il segretario uscente. Socrates si è assunto completamente le responsabilità per la grave sconfitta elettorale, ed ha assicurato che il Partido Socialista dimostrerà molto di più come opposizione. Di sicuro ha scelto di non stare in Parlamento per la prossima legislatura. “I tempi che vengono esigono responsabilità, dialogo e senso di concertazione”, ha aggiunto, e ha confermato che “i voti del PS saranno al servizio del Portogallo”. Passos Coelho, con 150 seggi, ha ottenuto un’ampia vittoria nonostante non abbia raggiunto la maggioranza assoluta. Questo lo obbligherà a negoziare con il Centro Democratico Social (CDS), che con l’11,7% dei voti, ha ottenuto il miglior risultato in 28 anni. Il nuovo premier portoghese ha esordito pronunciando nella notte un breve discorso davanti ai militanti del partito, sostenendo che avvierà al più presto le trattative con il CDS di Portas per la formazione di una coalizione di governo. Coelho ha indicato che dialogherà con tutti i partiti rappresentanti in parlamento, anche con il PS, anche se il PSD “non intende fare una insalata russa al governo”.
Coelho ha poi affermato che il nuovo esecutivo “darà stabilità al paese nei prossimi 4 anni”, “rispetterà gli impegni presi con Ue e FMI” e si adopererà per “ripristinare la fiducia dei mercati e il prestigio del Portogallo”. “Avremo bisogno tutti di enorme coraggio per superare le difficoltà”, ha avvertito, e di “molta pazienza, i risultati non arriveranno in due giorni”, ma, ha aggiunto, “sarà difficile, però ne varrà la pena”.
Anche Paulo Portas, leader del CDS, ha confermato la sua volontà di formare un Governo di coalizione per i prossimi anni. Molti settori della società portoghese reclamano un Governo ad ampia base parlamentare per applicare il duro programma di austerità concordato con l’Unione Europea ed il Fondo Monetario Internazionale (FMI) in cambio di un prestito di 78.000 milioni di euro. Però prima, il prossimo 15 giugno, il paese dovrà restituire la cifra di 4.900 milioni di euro in scadenza del debito pubblico. Ma le previsioni più nefaste per il futuro non sono solo dell’opposizione o di chi critica questo programma di austerità. Anche la Banca di Portogallo riconosce che l’impatto sociale di queste misure sarà sostanziale, e prevede uno scenario macroeconomico per il futuro particolarmente rigido. Ai portoghesi spetterà un’esperienza come quella dei greci, pure le misure di austerità prese sono come quelle applicate alla Grecia. Ed anche gli effetti non saranno divergenti, con la sola differenza che il Governo di Josè Socrates aveva già approvato in passato dei piani di aggiustamento che prevedevano tagli agli stipendi dei dipendenti del settore pubblico, tagli alle pensioni e innalzamento delle tasse.