EPOS WINE&FOOD

Set 30th, 2017 | Category: Attualità
Ai Castelli Romani arriva una stella, una stella dei fornelli del calibro di Oliver
Glowig. Lo chef tedesco sarà l’Executive del ristorante
Barrique, mentre Daniele Corona, suo secondo per quasi 10 anni, gestirà il bistrot
Epos Wine&Food e ricoprirà il ruolo di Resident Chef
dell’intero progetto.
I due gioielli sono entrambi incastonati all’interno della struttura Poggio le
Volpi, l’azienda vitivinicola situata su una verde collina alle
pendici di Monte Porzio Catone, solo a pochi chilometri da Roma, e nata nel 1996
dall’intuizione di Armando e Felice Mergè.

Immerso tra i vigneti troviamo un elegante edificio su più piani e con un ampio
dehors dal quale si può godere di un magnifico panorama sulla Città
Eterna. La padrona di casa, impeccabile nell’accogliere ogni visitatore, è Rossella
Macchia.
“È per noi un onore – dichiara Rossella – avere in cucina un fuoriclasse come Oliver
e un talento come Daniele. Siamo sicuri che questo
rappresenterà un plus per tutto il territorio circostante, bellissimo ma troppo
spesso sottovalutato. Poggio le Volpi vuole essere il luogo ideale
per fuggire dallo stress cittadino (pur essendo davvero poco distante dal centro
della Capitale) e immergersi in esclusivi percorsi enogastronomici,
potendo scegliere tra la cucina raffinata e d’autore di Barrique e quella più smart
e conviviale proposta da Epos Wine&Food”.
Al livello inferiore un boschetto curato nei minimi particolari introduce nella
splendida barricaia, palcoscenico ideale per le performance culinarie
di Oliver Glowig e Daniele Corona. Materico, elegante, con arredi che giocano sui
toni dell’oro e del nero e con foglie di vite usate come stencil,
Barrique è una luogo ricercato - con soli 30 coperti - che offre un’atmosfera
esclusiva per un’esperienza gourmet capace di coinvolgere tutti i
cinque sensi. La tecnica e la professionalità teutonica di Glowig sono al servizio
della cucina tricolore, per la quale nutre curiosità e amore fin
da ragazzo. Una conoscenza perfezionata nei quasi 20 anni di permanenza, e di
successi, nella Penisola. Caviale con uovo, patate schiacciate e
storione affumicato, Spaghettoni con ostriche, trippa di baccalà e cavolfiori,
Bottoni ripieni di stracotto d’anatra con salsa di fegato grasso
d’oca e fichi secchi, Branzino al vapore con ostriche e gelatina di mare al profumo
di anice stellato, Piccione con crema di cipolla bianca e
scalogno alla pancetta, sono solo alcune delle prelibatezze frutto della fantasia e
dell’originalità dello chef tedesco.
“Sono felice di iniziare questa nuova esperienza qui a Poggio le Volpi – afferma
Oliver Glowig – un progetto in cui credo fermamente e per il
quale mi sono sentito emotivamente coinvolto fin dal principio grazie al feeling
instauratosi con Rossella Macchia e la famiglia Mergè, senza
dimenticare quello già lungamente collaudato con Daniele. Sono convinto che sia il
luogo ideale per esprimere in libertà la mia idea di cucina. E di
farlo proponendo piatti di alto livello ma, come i nostri ospiti potranno appurare,
a costi assolutamente accessibili”.
E l’animo gourmet ed elegante di Poggio le Volpi non viene meno nei due piani
superiori della struttura, dove Daniele Corona guida la brigata di
Epos Wine&Food. Un bistrot dal tono casual e adatto a molteplici occasioni; 50
coperti - più 60 esterni – in uno spazio moderno dal look total
white capace di accogliere gli ospiti in un’atmosfera familiare ma dal gusto
decisamente glamour. La proposta food è curata e gustosa, con un forte
radicamento territoriale e un legame che non prescinde mai dal concetto di
stagionalità. Si parte con golose selezioni di salumi e formaggi
provenienti dalla “parete del gusto”: varie celle di stagionatura a temperatura
controllata dove riposano prodotti di primissima scelta, dai
migliori prosciutti italiani al jamon iberico, passando per i latticini firmati da
artigiani del Lazio, d’Italia e non solo. In alternativa Storione
affumicato con insalata di finocchi e arancia, Tartare di branzino con Avocado e
mela verde. Tra i primi non può mancare un richiamo alla romanità,
ed ecco i Tonnarelli cacio e pepe e il Risotto all’amatriciana, come ancora il Pollo
e peperoni tra i secondi piatti. Oppure Minestra di ceci e
scarola con lumachine di mare, Pasta e patate con provola affumicata e gamberi,
Filetti di triglia all’acqua pazza, Guancia di vitello con pappa di
pomodoro, pecorino e menta. Capitolo a parte merita la carne, data la presenza della
griglieria con dry aging a vista, potendo così scegliere
varietà (chianina, marchigiana, fassona, manzetta prussiana, angus australiana),
taglio e frollatura desiderata. Un vero e proprio paradiso per tutti
gli amanti del genere.
“È con grande entusiasmo – sottolinea Daniele Corona – che mi lancio in questo nuovo
progetto. Mi piacerebbe, attraverso la nostra proposta,
dare nuova voce al territorio laziale, così ricco, dalla costa all’entroterra, di
materie prime eccellenti. Per questo cerchiamo sempre di
prediligere, laddove possibile, i piccoli produttori locali. La nostra, nelle due
varianti Epos e Barrique, sarà una cucina di ricerca, ma al
contempo golosa e adatta a tutti, sia in termini di gusto sia, consentitemi, per
quanto riguarda la spesa finale”. 
Ad occuparsi dei dessert, sia di Barrique che di Epos, c’è il pastry chef Andrea
Riva Moscara, giovane ma già con diverse e importanti esperienze
alle spalle. Estroso ma al contempo legato alla tradizione, ama rivisitare la
pasticceria classica, soprattutto tramite l’uso di colori e
consistenze differenti. Alla base una materia prima sempre top, legata ai concetti
di stagionalità e, laddove possibile, di territorialità. Ed ecco
che in carta, in Barrique, troviamo creazioni come la Mousse al cioccolato al latte,
arachidi salate e more o la sua Tatin“tutta mela”. In Epos
Wine&Food grandi classici, come Ricotta e visciole, il Tiramisù e la Zuppa inglese.
Grande importanza riveste naturalmente la carta dei vini, unica per entrambe le
realtà ristorative. Si parte, ça va sans dire, da quelli “a metro
zero”, con tutte le etichette Poggio le Volpi; seguono quelle dell’azienda pugliese,
di proprietà Mergè, Masca del Tacco . Ma il volume è
davvero ampio e variegato: spazia dalle migliori cantine italiane a nomi blasonati
del panorama internazionale, con la Francia a farla da padrona
grazie alle prestigiose referenze di Champagne, Bordeaux e Borgogna. Plus
fondamentale le “dritte d’autore” firmate da un sommelier del calibro
di Luca Boccoli, con alcuni vini dall’incredibile rapporto qualità prezzo. A
rotazione il servizio al calice.

Rosamaria Mollica