Estate: aumentano le infezioni alimentari

Ago 13th, 2012 | Category: Attualità

La stagione estiva può riservare spiacevoli sorprese, legate soprattutto alle alte temperature e alle diverse abitudini alimentari. E’ proprio in questo periodo, infatti che si registra un aumento delle infezioni alimentari, soprattutto nei bambini.

Ma cosa sono le infezioni alimentari?

Negli alimenti che consumiamo abitualmente, a volte sono presenti agenti “patogeni” – virus, batteri, parassiti – che, a contatto con l’organismo umano, possono risultare dannosi per la salute. In particolare, le cosiddette infezioni alimentari si verificano se questi agenti patogeni riescono a superare le barriere difensive dell’uomo. Da questo punto di vista i bambini sono i soggetti maggiormente a rischio, poiché il loro organismo è ancora immaturo dal punto di vista delle difese immunitarie.

Le malattie provocate dagli alimenti sono numerose ma, per fortuna, nella maggior parte dei casi si risolvono senza gravi complicazioni.

L’intossicazione più pericolosa è rappresentata dal botulismo, che si manifesta con difficoltà della vista e della parola, secchezza della bocca e debolezza muscolare. Se non si interviene in tempi rapidi ed in maniera adeguata, sopravvengono paralisi progressiva dei muscoli, difficoltà respiratoria e, nei casi estremi, la morte. Responsabile dell’infezione è il botulino, che può essere presente in cibi inscatolati o conservati, soprattutto in quelli di produzione domestica. Le conserve preparate in casa, come la verdura sott’olio, sono uno dei prodotti in cui più facilmente si può rischiare la presenza della tossina botulinica; richiedono quindi particolare attenzione  i prodotti che più facilmente vengono consumati dai bambini, come il miele artigianale e le conserve di frutta fatte in casa.

Un’altra fra le intossicazioni più diffuse è quella da stafilococco, dovuta fondamentalmente a un’inadeguata preparazione o conservazione dei prodotti. La diarrea è il sintomo principale dell’infezione stafilococcica e quando è frequente ed abbondante può comportare una notevole perdita di liquidi ed elettroliti, che vanno adeguatamente reintegrati per evitare squilibri pericolosi, soprattutto nei bambini. Non è necessario arrestare i primi episodi, dato che l’eliminazione di abbondanti liquidi costituisce, di fatto, una difesa dell’organismo, che tenta in questo modo di eliminare l’agente infettante.

Anche d’estate, il Rotavirus rappresenta la principale causa di gastroenterite in età pediatrica. I sintomi della gastroenterite da Rotarovirus si presentano dopo 5-6 giorni dal contagio e sono molto chiari: diarrea, dolori addominali e vomito per un periodo tra 3 e 7 giorni. Non esiste un trattamento specifico, i sintomi scompaiono spontaneamente in pochi giorni,  la cosa più importante è idratare il bambino.

 Come avviene la contaminazione degli alimenti?

Gli alimenti possono già essere contaminati all’origine. E’ il caso di carni provenienti da animali malati o vegetali irrigati con acque infette; possono poi essere contagiati durante la preparazione dei cibi a causa di manipolazione con le mani sporche; uso di acqua non potabile; contatto dell’alimento con superfici di lavoro, utensili, contenitori non puliti; esposizione dell’alimento, dopo la preparazione, a insetti, roditori o altri animali.

Ecco alcune raccomandazioni valide, in generale, per prevenire le malattie provocate dagli alimenti:

  • curare particolarmente l’igiene delle mani per la manipolazione degli alimenti;
  • cuocere bene i cibi in modo che tutte le parti, anche le più interne, raggiungano una temperatura di almeno 70°C;
  • consumare gli alimenti immediatamente dopo la cottura, specialmente  al ristorante
  • conservare in frigorifero gli alimenti cotti in casa, qualora non vengano consumati subito; se il cibo deve essere conservato per lungo tempo è preferibile surgelarlo;
  • riscaldare rapidamente e ad alta temperatura i cibi precedentemente cotti prima del consumo;
  • scegliere prodotti che abbiano subito trattamenti idonei ad assicurarne l’innocuità (ad esempio il latte pastorizzato o trattato ad alte temperature);
  • utilizzare solo acqua potabile e, specialmente in viaggio, consumare sempre acqua di bottiglia chiusa ermeticamente.

 

 

Livia Gelosi