Francia e austerità

Giu 20th, 2010 | Category: Esteri

Il debito pubblico francese non è stato
messo sotto osservazione dalle agenzie
di rating quanto quello degli altri paesi
europei.
Il capo francese del Fondo Monetario
Internazionale, Dominique Strass-
Kahn, ha dichiarato: “ Non c’è un reale
rischio per la Francia o per la Germania”.
Adesso i realtà i conti pubblici francesi
sono più chiusi di quelli greci e di quelli
tedeschi. Le agenzie di rating che hanno
monitorato la riforma delle pensioni
evidenziano che i politici dovrebbero
riprendere in mano la questione.
L’economia francese è riuscita a superare
la recessione economica abbastanza
bene, anche se uno dei suoi punti deboli
o considerato tale, cioè il debito pubblico,
è cresciuto molto.
Ma la recessione si è riversata soprattutto
sui conti pubblici. L’ammontare del
deficit potrebbe essere l’8% del PIL
questo anno, più del 3.3% rispetto al
2008. Comunque sempre meno alto che
la Spagna e la Grecia, ma un po’ di più
di quello della Germania.
I conti pubblici francesi si sono espansi
fino ad arrivare a toccare la quota
dell’84% del PIL nel 2010 – non molto
lontano da quello greco e comunque più
alto di quello della Germania e della
Spagna. Il presidente N. Sarkozy non
ha avuto ristretto il debito pubblico. Ma
non è stato menzionato dal presidente
nessun blocco o contrazione dei
pagamenti per la pubblica amministrazione.
Ci saranno solo alcuni tagli, ma
per il presidente parlare di rigore e di
austerità rimane un “taboo”. La Francia
ha scommesso sulla crescita del suo
prodotto interno lordo, il quale è stato
stimato possa crescere del 2.5% fino al
2011; arriverà a portare il deficit vicino
al 3% del prodotto interno lordo nel
2013. La commissione europea ha
sempre detto che questa è una previsione abbastanza ottimistica, e che “con il
sostanziale rischio del protrarsi della
crisi”, la previsione nel 2011-13 potrebbe
essere peggiore di quella prevista.
La previsione della commissione
europea ha detto che il debito potrebbe
toccare il 95% del PIL fino al 2020.
Nessun governo francese ha mai fatto
una bilancio del suo budget in 30 anni.
Nel 2005 una commissione del governo,
giudata da Micheal Pèbereau, ha
stilato un rapporto che con le stime sulla
crescita del debito pubblico francese ha
scioccato anche i più ottimisti, ma è
stato subito dimenticato. La Francia e il
suo presidente smentiscono tutte le più
brutte previsioni.
La riforma delle pensioni di Mr
Sarkozy, che lui vorrebbe spingere
all’approvazione fino in autunno, è
critica. L’età pensionabile è di soli 60
anni, contro i 65 della Germania. Le
generose pensioni dei dipendenti
pubblici (andata in pensione contandoli
75% del loro stipendio degli ultimi sei
mesi) sono state pagate di fatto dai
lavoratori correnti.
La previsione di vita dell’uomo francese
stima che esso spenda 24 anni in
pensione, contro la media europea che è
di 18 anni. Innalzare l’età pensionabile
porterebbe verso una taglio di 35 bilioni
di euro fino al 2030. Anche se la Francia
porterebbe l’età pensionabile a 63 anni e
non a 65, il risparmio sarebbe solo della
metà, ma ci sarebbe comunque.
Attualmente il governo francese non
sembra avere questo proposito, anche se
ci si riferisce al fatto che l’età media di
lavoro possa essere tagliata, nessun
taglio potrebbe portare a beneficio.
Invece il governo ha proposto un tassa
extra sugli alti guadagni e i proventi
finanziari – proprio il tipo di politica che
Sarkozy ha attuato all’ inizio del suo
mandato: non toccare le alte rendite.
Anche se questo piano ha incontrato più
indignazione. L’opposizione socialista
ha detto che resisterà alle richieste di
alzare l’età pensionabile. “I lavoratori
non sono responsabili per la recessione”,
ha detto Bernard Thibault, capo
della confederazione generale del
lavoro, la più grande confederazione
francese dei lavoratori.
La crisi greca potrebbe aver aiutato a
focalizzare i problemi. Il 63% dei
francesi che sono stati interpellati in un
sondaggio hanno detto che la Francia
non si sente contagiata dalla crisi greca,
o da quella della Spagna o del Portogallo.
In un altro sondaggio il 64% ha detto
che l’età del pensionamento dovrebbe
essere innalzata. Se l’opinione pubblica
non supporta l’unione dei lavoratori, più
audaci misure potrebbero essere prese.
Giudicato per non aver avuto nessun
piano ambizioso per il futuro, Mr
Sarkozy sembra essere più preoccupato
dell’ostilità della piazza che non dalle
quotazioni di borsa.