Garante della Privacy: web e nuove tecnologie, la sottile linea tra trasparenza e controllo globale

Lug 11th, 2011 | Category: Economia

Le trasformazioni dei diritti e dei doveri di cittadinanza, le nuove forme delle relazioni economiche, sociali e comportamentali, la nuova dimensione delle comunicazioni, spinta ormai ogni oltre barriera fisica e al di là di ogni limite di spazio e tempo: tutto questo, e molto altro, è stato al centro della Relazione 2010 del Garante della Privacy, Francesco Pizzetti, presentata alla Camera dei Deputati il 23 giugno. Un insieme di sfide radicalmente nuove e particolarmente complesse, che stanno portando a modificare sensibilmente il concetto stesso di privacy, insieme a quello di uomo e del suo universo d’essere: “Gli uomini e i loro dati non possono essere scissi in mondi diversi” si legge nella relazione,  “i dati non sono solo il prodotto degli uomini e della capacità di comunicare e di organizzare, ma costituiscono ormai una parte essenziale del loro modo di essere. Una realtà caratterizzata dalla creatività e dalla inventività dell’uomo, ma che va compresa e regolata affinché l’uomo non ne diventi il prigioniero.”

“Uomini e dati”, dunque, è il titolo scelto per la relazione, a sottolineare quanto, al giorno d’oggi, l’universo della persona fisica e quello impalpabile delle informazioni, concorrano in maniera  paritaria e inscindibile a definire socialmente il concetto di persona e del suo mondo.

E’ soprattutto lo spazio virtuale di Internet e dei social network ad aver rivoluzionato il significato dell’idea di riservatezza e a lanciare le sfide più complesse per il Garante della privacy: i rischi legati ai nuovi servizi del web, come Google Street View, le grandi banche dati elettroniche, le tecnologie cloud computing, l’utilizzo sempre più diffuso di blog e social network, richiedono una profonda riflessione sulle modalità di intervento dell’Autorità volte alla tutela dei dati sensibili della persona e, soprattutto, dei minori.

“Ci siamo impegnati per trovare il giusto equilibrio tra tutela dei diritti e innovazione, con occhio attento alla difesa dei consumatori, ma sensibili alle necessità delle imprese; abbiamo dedicato una attenzione speciale ai giovani, anche attraverso pubblicazioni, che vogliono aiutare a capire il nuovo, in modo da evitare i rischi dovuti a una inadeguata comprensione degli strumenti e delle regole”: così Pizzetti sintetizza il delicato lavoro svolto dall’Authority, che mai come in questo momento si trova a dover trovare la giusta misura tra la massiccia spinta ad una sempre più vasta pubblicità e l’esigenza di tutela e sicurezza del privato cittadino. “La pretesa, e in alcuni casi la convinzione, dell’esistenza di un generale diritto a conoscere si estende verso forme di potenziale controllo di tutti su tutti”, ed il rischio principale è quello di diventare “di diventare “allo stesso tempo il potenziale controllore e il possibile controllato, il cacciatore e la preda”. La trasparenza globale si avvicina sempre più pericolosamente alla forma del controllo globale: “Alla base”,  continua il Garante, “sta l’idea che sulla rete il principio di responsabilità sia travolto dal prevalere sempre e comunque della libertà di comunicazione e diffusione del pensiero”.

Non bisogna dimenticare, però, l’altra faccia della medaglia: connesso al mondo virtuale, non è soltanto il pericolo di un sempre più vasto controllo di tutti su tutti (o peggio, di alcuni, che posseggono gli strumenti idonei, su tutti gli altri), ma anche la possibilità di una radicale riconquista di libertà. “Come molte esperienze recenti dimostrano” si legge nella relazione, che fa riferimento ai movimenti di liberazione che sono venuti a formarsi nel mondo arabo in questi mesi, “la rete e le tecnologie che su di essa operano sono anche uno strumento fondamentale per promuovere la libertà, grazie a moderne e inedite forme di protesta e di liberazione dei popoli. La rete è oggi anche lo spazio politico in cui si combatte la lotta tra democrazia e repressione.” E, tra i due poli opposti, non c’è dubbio, che la nostra preferenza debba cadere sull’opzione della democrazia, contro i tentativi, mai sopiti, di limitare l’accesso dei popoli alla rete e ai suoi strumenti.

Arbitro di questa delicata partita, che si gioca tra diritti individuali e libertà collettive, non può essere che l’Unione Europea, il cui compito deve essere quello di “impedire boicottaggi e censure che rafforzino, con nuove forme di repressione, l’autoritarismo del potere”, ma anche trovare principi condivisi “per proteggere gli utenti dall’uso di una rete senza regole, esposta a tecnologie ogni giorno più invasive e a rischi potenzialmente devastanti”.

Nella relazione del Garante c’è spazio anche per le problematiche poste dai cellulari ultima generazione, gli Smartphone, i quali, costantemente geolocalizzati, ci trasformano inconsapevolmente, in una sorta di “Pollicino che ha in tasca il suo sacchetto di sassolini bianchi che escono uno ad uno per segnarne gli spostamenti”.

Infine la relazione condanna l’eccessiva esposizione, fine a se stessa, di alcuni fatti di cronaca “come la tragedia di Avetrana o quella, recente, di Ascoli Piceno,” episodi sui quali l’accanimento dei media ha raggiunto “punte di cattivo gusto e di violazione della dignità delle persone che vanno oltre ogni norma deontologica o giuridica”, e per i quali alcuni studiosi hanno parlato di una vera e propria “pornografia del dolore”.

 

Giovanni Manno