Germania campione per la quarta volta!

Lug 21st, 2014 | Category: Primo Piano, Sport

6fda55bbe6c2641ddb10e0b6dcc43ef1-210_mediagallery-articleLa Germania è campione del mondo per la quarta volta nella sua storia. Al Maracanã, la partita con l’Argentina si chiude simbolicamente con una punizione sbilenca di Leo Messi, che dovrà aspettare ancora, se un giorno vorrà entrare nella leggenda mundial con la Seleccion del suo Paese. Finisce 1-0, come a Italia ’90: allora fu un contestato rigore di Brehme a decidere, oggi un capolavoro di Götze servito da Schürrle. Due ragazzi entrati dalla panchina, a testimonianza di quanto sia profonda la rosa tedesca e di quanto meritato, alla fine, sia il successo di una squadra vera, che gioca insieme da anni e ora raccoglie i frutti. E dire che i favori del pronostico non sembravano portare fortuna alla Germania, perché la macchina perfetta s’inceppa subito: guaio muscolare nel riscaldamento per Khedira, primo dramma sportivo della giornata. Il secondo riguarda proprio Kramer, che lo sostituisce in mediana accanto a Kroos e Schweinsteiger: la partita del 23enne del ‘Gladbach dura mezz’ora, poi cede il posto “maledetto” a Schürrle per i postumi di un duro colpo alla testa, incassato da Garay qualche minuto prima. Che i tedeschi non siano quelli del 7-1 al Brasile lo si capisce al 21’, quando Kroos colpisce di testa all’indietro e regala a Higuain il sogno di ogni calciatore, la corsa solitaria verso il portiere avversario in una finale mondiale. Ma Neuer è gigantesco anche quando non deve parare, il Pipita fallisce la conclusione e comincia il suo incubo, che si arricchirà di un altro capitolo al 30’: Messi dà il primo segno di vita con un’apertura sulla destra per l’indiavolato Lavezzi, Gonzalo corregge in rete il cross ed esulta per il gol della redenzione, non accorgendosi di essere in netto fuorigioco. Se ne accorge, eccome, la terna arbitrale italiana. E Rizzoli annulla. I brasiliani in tribuna festeggiano, come chi organizza un party e poi spera che non sia proprio l’ospite indesiderato (l’Argentina) a conquistare la ragazza più ambita (la Coppa). All’errore di Kroos risponde quello di Mascherano (caso singolare, sono i due giocatori con più passaggi all’attivo nel torneo), che sul finire di tempo regala il pallone a Özil e il tiro proprio a Kroos: Romero c’è, come c’era stato al 37’ con un grande intervento su Schürrle. Se si fa eccezione per il secondo acuto di Messi, una volata interrotta alla disperata da Boateng, i minuti pre-intervallo sono tutti della Germania, che si scuote dopo una fase iniziale di predominio argentino. E al 46’ Höwedes, in difficoltà come terzino sinistro, quasi diventa l’eroe dalla parte opposta, ma il suo colpo di testa su corner sbatte sul palo. Si va al riposo col brivido. Anche l’avvio di ripresa regala emozioni: nemmeno il tempo di chiedersi il motivo del cambio Lavezzi-Aguero ed ecco Messi che s’invola verso la storia, lanciato da Biglia. Ma sbaglia strada. Diagonale fuori bersaglio. I lanci a scavalcare il centrocampo, però, sono un’arma che dà buoni frutti all’Argentina: Neuer deve uscire su Higuain rischiando il rigore, risponde Klose con una zuccata debole dopo una volata di Lahm. Passano i minuti, il tifo albiceleste inizia ad acclamare Messi e Leo risponde con due sprazzi ravvicinati. Dentro Palacio per Higuain, poi anche Gago per Perez e Götze per Klose, ma la chance migliore prima dei supplementari capita a Kroos, sprecone su un assist al bacio di Özil. La terza gita dell’Argentina nell’extra time inizia coi guanti di Romero, che negano la rete a Schürrle. E prosegue con l’occasionissima buttata da Palacio, che non sfrutta il primo errore di Hummels e si siede sulla poltrona dei rimpianti accanto a Higuain. Si gioca ormai pochissimo, la stanchezza genera scontri, falli e interruzioni. Ma quando pare che i rigori siano dietro l’angolo, all’8’ del secondo supplementare ecco la giocata che decide il Mondiale: Schürrle scappa via sulla sinistra, Demichelis non segue Mario Götze e l’ex bambino-prodigio del calcio tedesco diventa grande per sempre, col controllo e il sinistro volante dell’1-0. L’Argentina, che non aveva mai incassato reti dopo i gironi e non era mai andata sotto nell’intero torneo, non ha tempo e forza per reagire. Rizzoli fischia la fine, inizia la festa tedesco-brasiliana a Rio. La Germania, prima squadra europea a vincere un Mondiale nel continente americano, raggiunge l’Italia nell’albo d’oro ed è a una sola vittoria dal Brasile.

 

Alessandro Ascolani