Giappone: nel giorno del ricordo la terra trema ancora

Apr 18th, 2011 | Category: Esteri

Esattamente un mese dopo la
catastrofe del 11 marzo il Giappone
torna a tremare. Alle 17 e 16, ora
locale, una forte scossa di terremoto
di magnitudo 7.1 ha colpito il nordest
del Paese, con epicentro le zone di
Iwaki e Honsu. Non si sono verificati
danni significativi e l’allarme tsunami,
inizialmente diramato dalle
autorità giapponesi, è subito rientrato.
L’epicentro è stato individuato
molto vicino alla centrale nucleare di
Fukushima dove si sono concentrate
le maggiori preoccupazioni. I tecnici
sono stati prontamente evacuati e, in
un primo istante, a tre reattori è
saltata la corrente impedendo il
raffreddamento della centrale. Fortunatamente
è stata ripristinata in tempi
brevi scongiurando pericoli. L’elettricità
era saltata anche dopo il sisma
dell’11 marzo e questo aveva causato
il blocco degli impianti di raffreddamento,
causando la parziale fusione
del nucleo.
La scossa è stata avvertita anche a
Tokyo dove gli edifici hanno ondeggiato
a lungo.
Alle 14:46, un paio d’ore prima del
sisma, il Giappone si era fermato un
minuto per ricordare quello che fu
l’inizio di una catastrofe per un’intera
nazione e che continua a destare
preoccupazione in tutto il mondo,
soprattutto per il rischio nucleare. Il
primo ministro giapponese Naoto
Kan ha inviato a vari quotidiani del
mondo un messaggio di gratitudine
per la solidarietà verso il Giappone:
“In un momento disperato, gente di
tutto il mondo s’è stretta a noi,
ispirandoci speranza e coraggio”.
Questa nuova scossa rafforza la
posizione delle autorità giapponesi
che avevano deciso di estendere la
zona di evacuazione nei pressi della
centrale nucleare di Fukushima, che
attualmente si estende su un raggio di
venti chilometri dal sito.
Il portavoce del governo Yukio
Edano proprio la mattina del 11 aprile
aveva precisato che “nonostante il
rischio di importanti fughe radioattive
si sia considerevolmente ridotto,
l’esposizione prolungata a pur deboli
dosi di radioattività può comunque
costituire un pericolo che giustifica
questa misura di precauzione”. Il
governo suggerisce a chi abita in un
raggio di trenta chilometri di non restare nell’area o di chiudersi in
casa. Sempre nella mattinata il portavoce
ha aggiunto: “Si tratta di una
cosa molto difficile ma chiederemo alla popolazione interessata di andare
via nei prossimi mesi”.