Giornalismo e cinema

Dic 16th, 2013 | Category: Spettacolo

Il mondo del giornalismo e dell’informazione ha sempre caratterizzato uno degli spunti più prolifici per il cinema, attraverso film di grande impatto mediatico, quali Quarto Potere, Professione Reporter, Tutti gli Uomini del Presidente, Sesso & Potere. Questi sono solo alcuni dei titoli che si vanno ad aggiungere al folto bagaglio culturale riguardante il giornalismo del cinema, ma bastano ad esprimere alcune importanti considerazioni su questo interessantissimo genere cinematografico.

Prendiamo come primo esempio il celeberrimo Citizen Kane, alias Quarto Potere, diretto ed interpretato da Orson Welles, considerato il miglior film di tutti i tempi. Un viaggio psicologico alla ricerca dell’identità di Charles Foster Kane, magnate della stampa USA che muore sussurrando come ultima parola l’enigma attorno a cui ruoterà tutta la storia: “Rosabella” (“Rosebud” nella versione originale). Il mondo del giornalismo qua è rappresentato dal reporter che viene incaricato di ricostruire passo passo la sua vita, in modo da giungere alla risoluzione di quell’enigma apparentemente privo di ogni nesso logico.

Obiettivo mai raggiunto, ma che a noi verrà rivelato quale essere il nome della sua vecchia slitta da neve, un ricordo infantile, fantasma di un passato innocente che non tornerà mai più.

L’unica felicità che tanto avrebbe voluto dalla sua vita, ma impossibile da ottenere, nonostante tutto il potere nelle sue mani. “Lei si preoccupa di quello che pensa la gente? Su questo argomento posso illuminarla, io sono un’autorità su come far pensare la gente. Ci sono i giornali per esempio, io sono proprietario di molti giornali…” parole emblematiche di una concezione del potere che non basterà a salvarlo dall’infelicità.

Per quanto riguarda il cinema italiano, non possiamo che soffermarci su Professione Reporter del nostro regista Michelangelo Antonioni. Privo di attori protagonisti italiani e con un Jack Nicholson nei panni di David Locke, giornalista di successo, il film si basa su una trama del tutto pirandelliana, con tanto di finta morte e cambio d’identità. Ma il protagonista non avrà la fortuna de Il fu Mattia Pascal e si ritroverà a morire per davvero, vittima di quel gioco pericoloso in cui repentinamente si era voluto cimentare.

Torniamo al cinema d’oltreoceano con Tutti gli Uomini del Presidente, il quale narra con grande efficacia le vicende che portarono alle dimissioni del presidente Nixon nel 1974, il più che celebre scandalo Watergate. Basato sull’omonimo libro scritto dagli stessi Bob Woodward e Carl Bernstein, il film può essere considerato fra i migliori omaggi che il cinema è riuscito a dare al mondo del giornalismo. Una ricostruzione più che eccellente, che obbiettivamente riporta quei fatti che sconvolsero gli Stati Uniti in un vero e proprio terremoto politico.

Dustin Hoffman ritorna nel campo del quarto potere al fianco di Robert De Niro in Sesso & Potere, scandaloso emblema di quanto i media possano in campo di dominazione delle masse. Tutto parte da uno scandalo sessuale in cui è coinvolto il presidente degli Stati Uniti, che ovviamente è messo in pericolo in vista delle prossime elezioni. Si ricorre quindi a metodi estremi per salvargli la faccia e vengono così ingaggiati due agenti segreti e un produttore cinematografico per inscenare una fantomatica guerra contro l’Albania. Distogliere l’attenzione dei media dallo scandalo presidenziale, la guerra come capro espiatorio, un film privo di particolari colpi di scena, ma che offre tutti gli elementi per una seria riflessione nei riguardi del potere mediatico e del quanto mai attuale problema della spettacolarizzazione. Come dimenticare un fatto di grande impatto scandalistico quale fu il Sexgate con Bill Clinton e Monica Lewinsky? Destino volle che tale episodio avvenne pochi mesi dopo l’uscita di questo film dalle sale. Una semplice coincidenza?

Gli esempi non finirebbero qua, la storia del cinema è piena di esempi colti dal campo giornalistico, chiamati per l’appunto newspaper movies, ma che di fatto tendono a rappresentare l’impatto dei mass media come luogo narrativo, un punto di partenza per riflettere su ciò che è vero e ciò che è falso. Quello che ci viene mostrato e quello che viene inculcato a forza nelle nostre menti. Un enigma il quale diventa sempre più difficile da risolvere, un po’ come il fatto di Rosabella nel citato Citizen Kane.

 

Giada Charmain Consigli