“Gli imperfezionisti”

Gen 12th, 2015 | Category: Cultura

Tom Rauchman, nasce a Londra nel 1974 e cresce a Vancouver. La sua formazione cinematografica presso l’Università di Toronto e quella giornalistica alla Columbia University. Giornalista e scrittore esordiente con il romanzo “gli imperfezionisti”. L’ispirazione nasce dalla sua esperienza diretta come redattore a Parigi dell’International Herald Tribune poi inviato a Roma per l’Associated Press. La storia è ambientata nel 1953,  quando Cyrus  Ott fonda un giornale, che rischia di scomparire, a causa del suo nuovo direttore Oliver Ott. I protagonisti sono undici giornalisti, di varie nazionalità, che si occupano di settori diversi. Tra questi il necrologista, Arthur, farebbe volentieri a meno del suo mestiere e il reporter di nome Paris, inesperto e in cerca di interviste a terroristi. Ci sono anche personaggi secondari come l’editor che si innamora di un giornalista e per questo finanzia il giornale oppure la lettrice ritardataria. Questo è il mondo dell’imperfezione, dove si cerca di inseguire un conformismo presto abbandonato per tornare alla vita privata. I capitoli hanno nel titolo ruolo e spiegazione delle mansioni. L’autore descrive il mondo redazionale con un tono ironico. La vita dei giornalisti ruota intorno a falsità, insulti, cialtroneria, cinismo e solitudine ma esistono anche giornalisti di natura superiore. Il romanzo è stato tradotto in diverse lingue: portoghese, francese e arabo. Nella versione originale, è presente la postfazione di un illustre giornalista del New Yorker,  Malcolm Gladwell. Quest’ultimo commenta così il testo: “Ho letto andando a caccia di note false, soprattutto quella specie di visione romantica che affligge tutti i libri o i film sul giornalismo, ma invano”.  Rauchman ha ricevuto critiche positive dal mondo dell’editoria contemporanea, in particolare per lo stile, l’ironia e la capacità descrittiva. Lo sfondo di questa storia è Roma ma qualcosa è cambiato da quando il giornalista ha lasciato l’Italia. Oggi questa professione è definita “quarto potere”.

 

Tommaso Ciccone