GLI SCHIAFFI DELLA SECONDA

Giu 20th, 2010 | Category: Sport

Credetemi, da innamorato del  tennis, scrivere un articolo sulla Schiavone all’indomani della vittoria al Roland Garros, è un’impresa veramente ardua, perché intrappolare tutte le sensazioni che sento dentro in qualche riga è un vero peccato…

Onore ad un risultato ultrastorico, atteso da decenni, su cui ci si potrebbe dilettare a discutere in chiave tecnica per ore ed ore. Onore ad un risultato che riporta ancora una volta lo sport Italiano, a braccetto con la vittoria dell’Inter in Champions  e di Basso al Giro d’Italia, ai vertici dello sport internazionale.

Alcuni  aspetti, all’apparenza secondari, di tale impresa, potrebbero aiutare a valutare meglio alcune convinzioni sportive radicate nel nostro immaginario collettivo. Questi aspetti sono “ schiaffi”,  tennistici naturalmente ( lo schiaffo è un colpo molto spettacolare del tennis, dove si colpisce la palla al volo senza farla rimbalzare, con un bel movimento di dritto o di rovescio dentro il campo ), diretti verso tutti coloro che da un tale risultato avrebbero qualcosa da imparare.

Francesca, la Leonessa, compirà 30 anni a fine giugno ed è da dieci stabilmente nelle prime 100 giocatrici del mondo, dal 2003 sempre fra le prime 30, ha vinto 4 tornei singolari e 7 di  doppio in carriera, oltre a 2 Federations Cup ( la coppa Davis femminile ). Ha un gioco pulito ( una delle poche tenniste a giocare ancora il rovescio ad una mano ), un’ottima condizione atletica, carattere e grinta da vendere, in sostanza, un’ottima interprete di questo sport, ma mai a pieno titolo fra il gotha della classifica WTA.

Il primo di questi schiaffi, il più dolce, amichevole, lo indirizzerei verso la sua collega, amica, nonché compagna di squadra in Fed Cup, Flavia Pennetta.

La giocatrice brindisina ha, in questi ultimi mesi, calamitato quasi tutte le attenzioni verso il movimento tennistico femminile, sia per i suoi ottimi risultati (è riuscita infatti per la prima volta ad entrare fra le prime 10 giocatrici del mondo), sia perché grazie alla sua bellezza mediterranea è riuscita ad attirare su di sé l’interesse del mondo della moda e dei media in genere.

Uno schiaffetto perché lei, per fare il definitivo salto di qualità, è dovuta emigrare in Spagna, cominciando ad allenarsi lì, dove sembra che per miracolo si possa assorbire una certa mentalità, la cosiddetta “testa” che ci vuole per giocare a tennis.

Evidentemente “ espatriare” non è strettamente necessario, la Schiavone si allena regolarmente in Italia e la “testa” ce l’ha di suo. Ne abbiamo le prove inconfutabili ora che, vincendo a Parigi,  ha raggiunto il miglior risultato di sempre del tennis femminile italiano e, di conseguenza, la migliore posizione in classifica mondiale, la sesta. E’ riuscita, tra l’altro, nell’impresa di trascinare uno stadio intero di francesi a tifare per un’italiana a casa loro! E non grazie al suo fascino estetico ( cosa che ormai nel tennis femminile sembra essere un requisito essenziale),

ma grazie al suo gioco mai banale, al suo temperamento genuino, ed alla sua simpatia, che spesso in campo ha dato vita a sketch spiritosi, che in passato le sono valsi anche un bel tapiro di Striscia la notizia.

Lo schiaffo successivo, come non darlo, con una potenza ben maggiore, al tennis itali ano di sponda maschile. Un tennis che ormai si è abituato a fare da spettatore, con qualche risultato sporadico qua e là, ormai da tempo retrocesso nella serie B, quasi C, della griglia di Davis.

Un gruppo fatto di giocatori in eterna lotta con i propri nervi, con alti ( pochi ) e bassi ( infiniti ) da far impallidire qualsiasi psicoterapeuta, che cambiano allenatori, racchette, fidanzate, senza che quella “testa” già citata, gli venga in soccorso e gli permetta di raggiungere gli obiettivi prefissati.

Che le donne Italiane abbiano un carattere e delle qualità più adatte per affermarsi in questo sport estremamente “mentale”, rispetto a noi maschietti…??? Il sospetto è avvalorato dalla presenza di 6 nostre giocatrici tra le prime 100 al mondo, e da un movimento che da anni è ormai una realtà più che credibile tra le professioniste della racchetta . E ve lo dice uno che in gioventù ha spaccato tante di quelle racchette…!

 

Il terzo ed ultimo schiaffo, un vero e proprio match point, va a tutti noi, che troppo spesso prestiamo attenzione soltanto ai primi della classe, ai vincenti, e che forse mai ci siamo chiesti se sia più difficile rimanere anni ed anni al vertice di uno sport con tutti gli onori delle cronache, stimolati dal vedere premiati con i risultati gli anni di allenamento, dedizione e sacrificio, oppure se sia più arduo rimanere perennemente fra le seconde linee, nell’ombra, ma nonostante ciò continuare sempre e comunque con costante impegno e professionalità, e nonostante soprattutto, il grande risultato non arrivi.

Per dirla con le parole di Ligabue: “una vita da mediano”.

Forse anche nel tennis esistono i mediani, o meglio le mediane! Francesca Schiavone fino a ieri è stata una di queste, ora a 30 anni ha fatto il salto di qualità, quel risultato che è arrivato, e che potrebbe riscattare tutti gli sportivi che invece non ce l’hanno fatta, ma che hanno pur sempre onorato la loro carriera di” secondi”.

GRAZIE FRANCESCAAAA!!!!