GRAN BRETAGNA: VITTORIA DEI CONSERVATORI DOPO 13 ANNI

Mag 20th, 2010 | Category: Esteri

David CameronI conservatori tornano a Downing Street dopo 13 anni. Il dodicesimo primo ministro del Regno di Elisabetta II è David Cameron, 43enne, conservatore il più giovane premier inglese, dal 1812. Così dopo le elezioni del 6 maggio scorso, si è risolta la crisi inglese con la formazione del governo.

Infatti dopo aver accettato le dimissioni di Gordon Brown la regina ha ricevuto il leader Tory, David Cameron, dandogli l’incarico di formare il governo.

Il nuovo premier inglese si è poi  recato a Downing Street,  per comunicare la reale novità del suo mandato: un governo di coalizione con i Lib-Dem (così vengono chiamati i Liberal democratici). Le elezioni hanno consegnato al paese un parlamento senza maggioranza assoluta, (conservatori 306 voti, Laburisti 258 e Liberal democratici 57 voti). Alla luce di questi dati David Cameron ha dichiarato di voler varare una formale coalizione con il partito liberal-democratico, per far fronte alle emergenze interne e esterne che il paese deve affrontare.

Non ci sono precedenti di questo tipo nella storia moderna britannica, soprattutto perché nella stessa serata si è saputo che il leader liberal democratico Nick Clegg, sarà il vice presidente. I ministeri chiave (finanza, interni, difesa e esteri), vanno comunque ai conservatori; ma ci sono altri 4 ministri liberal democratici nel governo di Cameron.

Si conclude così una settimana di colpi di scena. La trattativa fra i Tories e i Lib-dem. L’offerta di Brown di dimettersi a settembre, sacrificandosi, per permettere una coalizione tra Labour e Lib-dem che questi ultimi, chiaramente, non avrebbero accettare se guidata dallo stesso Brown.

David Cameron che dopo aver ringraziato l’uscente Gordon Brown, ha annunciato di voler risolvere i problemi urgenti del Regno Unito, chiedendo l’impegno civile e la responsabilità di tutto il popolo. Nel suo discorso di “insediamento” ha usato il  plurale maiestatis riferendosi al governo di coalizione con i Lib-dem.

Cameron e Clegg hanno molto in comune: la stessa età; sono usciti dalle migliori scuole privati del paese; bravi comunicatori; sposati e con figli.

Il fatto che Cameron abbia dovuto scegliere di allearsi con i Lib-dem è una assoluta novità politica, mai sperimentato nel regno di Elisabetta II e dei suoi predecessori. Sembra possibile ipotizzare che il bipolarismo nel Regno Unito possa avere bisogno di una correzione, verso un sistema più proporzionale. Le due figure a capo del futuro governo inglese non solo hanno frequentato scuole esclusive, ma vengono da Oxford e Cambridge, università altrettanto esclusive. Hanno anche un accento più “riconoscibile”, diverso da quello scozzese di Gordon Brown. L’incontro tra Cameron e Clegg, era probabile non solo per questioni anagrafiche, o per dare la palma del più moderno o innovatore; ma soprattutto perchè dopo 13 anni di governo laburista, era inevitabile un cambiamento.

In realtà ha giovato a tutti e due essere giovani coetanei, capaci di battute e di apparire accaniti sostenitori della rinascita del paese. Nei comizi pre-elettorali si sono più volte spesi in dichiarazioni di buon governo e buona gestione dello stato ad ogni costo. Adesso a elezioni terminate prevalgono toni garbati e unità.

L’Europa nei progetti dei due leader, proprio non c’è. Lo ha ribadito subito nel discorso di investitura a Downing Street lo stesso Cameron, impegnandosi a non proporre l’entrata della sterlina nell’Euro. Cameron punta in realtà a formare un governo forte e stabile, che possa affrontare i principali problemi del Paese. I primi obiettivi sono colmare l’enorme deficit pubblico e la riforma del sistema politico.

I due leader hanno poche idee in comune; ma in realtà sono uniti nell’intento di andare avanti nel cambiare per il meglio il loro paese.