Hiroshima e Nagasaki 67 anni dopo. Commemorazioni e origami

Ago 13th, 2012 | Category: Esteri

I bombardamenti atonici di Hiroshima e Nagasaki ricorrono nella storia dell’umanità come fra i più tragici avvenimenti bellici, che dal 1945 hanno sconvolto il mondo intero. Ricorre il 6 Agosto di quest’anno il 67° anniversario di questa immane tragedia. Un minuto di silenzio è stato osservato alle 8:15 (1:15 in Italia) durante le commemorazioni al Peace Memorial Park di Hiroshima, punto esatto di sganciamento dell’ordigno. La cerimonia è stata commovente e anche significativa per l’altissimo numero di partecipanti alla stessa. Oltre 55mila persone si sono raccolte nel parco davanti all’altare per ricordare l’immenso numero di vittime che la bomba atonica ha causato. La stima dei decessi è stata impossibile, si presuppone un numero che oscilla fra 100 e 200mila caduti, per la maggior parte civili, numero che negli anni è teso ad aumentare notevolmente a causa degli strascichi nucleari di malattie e radiazioni che le due bombe hanno portato con se. Alla cerimonia hanno partecipato, per la prima volta nella storia di questo genere di avvenimenti, anche rappresentanti di Francia e Gran Bretagna. Ospite d’onore Clifton Truman Daniel, nipote dell’allora Presidente degli Stati Uniti d’America che autorizzò l’uso degli ordigni, arrivato in visita in Giappone come segno di solidarietà e tranquillità per gli attuali rapporti internazionali. Tra gli altri partecipanti si possono annoverare l’ambasciatore USA in Sol Levante, John Ross, il premier nipponico Naoto Kan, e il Segretario generale dell’ONU, che, con commozione, ha dichiarato: “Siamo tutti insieme in un viaggio da Ground Zero a Global Zero, ovvero un mondo libero dalle armi di distruzione di massa. È l’unica via percorribile verso un mondo più sicuro. Finché esisteranno gli armamenti atomici saremo costretti a vivere sotto un’ambra nucleare”. Parole dure, contritamente a quelle di cordoglio di Vannino Chiti, vice presidente del Senato: “È molto bello che quest’anno partecipi alla cerimonia giapponese anche il nipote del Presidente Truman che i 6 Agosto del 1945 autorizzò il bombardamento atomico della città di Hiroshima e, tre giorni dopo, quello di Nagasaki. Si tratta di un grande segno di pacificazione. Non dobbiamo mai cessare di difendere quei valori che sono le pietre basilari per costruire una via di democrazia e pace per l’intera comunità umana”. A tal proposito, infatti, si può ricordare il movimento anti-atomo che dalla fine della Seconda Guerra Mondiale si batte duramente affinché fosse  definitivamente eliminata la possibilità di un’ulteriore uso di armi di distruzione di massa, attraverso tutta una serie di forti iniziative che si sono protratte negli anni, anche a causa dell’immensa paura nata nel popolo giapponese per la recente tragedia dello scoppio della centrale nucleare di Fukushima. Il centro di questo movimento resta, senza ombra di dubbio, la città di Hiroshima, infatti il sindaco locale, Kazumi Matsui, ha espresso tutto il suo impegno nella dichiarazione di pace per “per fare tutto in nostro potere per la vera pace nel mondo senza più armi nucleari, invitando il governo a istituire senza indugio una politica energetica capace di tutelare la sicurezza delle persone”. Alla cerimonia, sono state queste le opinioni e i buoni propositi che hanno percorso gli anni dei 71 rappresentanti dei paesi di tutto il mondo, numero mai registrato prima di ora. “Little Boy”, la bomba sganciata su Hiroshima, e “Fat Man”, quella di Nagasaki furono duri colpi per la storia dell’umanità, considerati in assoluto i più tragici. La bomba venne fatta sganciare da Truman ai danni del governo giapponese ma il vero motivo non è mai stato ben chiarito. Alcune delle opinioni, quelle proveniente da fronte statunitense, considerano la scelta come una volontà di accorciare la guerra e limitare altre perdite umane. Altri pensano che gli USA avevano bisogno di dimostrare la propria validità, anche militare, alla nascente potenza dell’URSS, come pure la volontà di voler testare un ordigno che era costato una quantità non indifferente di soldi. In maniera opposta, il Giappone si è sempre espresso con la considerazione che un bombardamento di tale portata è assimilabile ad un crimine di guerra compiuto per il semplice motivo di voler accelerare il processo di resa del governo militare giapponese. Però, oltre a tutte queste grandi considerazione che fondamentalmente riguardano le grandi personalità politiche, istituzionali e diplomatiche di tutto il mondo, una grandissima quantità di civili ha ricordato con estrema tristezza i tragici avvenimenti di quelle quattro giornate, essendo, in fin dei conti, loro stessi la parte maggiormente lesa. Esiste un simbolo di questo avvenimento, si chiama Sadaco Sasaki che all’epoca dei bombardamenti aveva solo 12 anni. Fu un sopravvissuto al disastro ma venne gravemente colpito dalle radiazioni atomiche. Durante la permanenza in ospedale, mostrò la sua forza ed il suo desiderio di guarire piegando lentamente oltre mille origami. Nonostante la grande voglia di sopravvivere non ce la fece, ma da quel momento in poi, gli origami divennero un simbolo di pace per tutto il Giappone.

 

Chiarina Tagliaferri