I Black sabbath ritrovano Ozzie Osborne

Dic 5th, 2011 | Category: Spettacolo

Succede quasi sempre che quando passa piu di un decennio,ci si volta a guardare indietro. Un velo di nostalgia scalda un po’ il nostro cuore  e i ricordi cominciano a rincorrersi nei meandri della mente. Un vestito, una macchina, un giocattolo o un’immagine diventano d’improvviso opere d’arte,cimeli,feticci preziosi e di valore inestimabile.Tutti pensiamo al passato con un irrefrenabile amarezza per il tempo che passa e non torna più.Ognuno di noi ha pensieri legati ad un periodo della sua vita, ma chi ha avuto la fortuna di vivere gli anni 80 sa cosa i giovanissimi di oggi si sono persi: Gli anni dei mondiali di Spagna,del crollo del muro di Berlino e della Perestroika,di Giovanni Paolo II e di “Ritorno al futuro” .Qualsiasi cosa ci riporti indietro nel tempo è un attimo di vita che ci viene restituito, un piccolo frammento di esistenza che sembrava perso, si ricompone dentro di noi: Ma quello che più immediatamente rimanne attaccato alla nostra mente sono le canzoni. Esse traducono in musica attimi di vita che sembrano scorrere anonimi e riescono a riportarci alla mente episodi importanti della nostra esistenza.Tanti gruppi e band hanno dato, a ognuno di noi, delle emozioni. Con un compito quasi materno hanno educato i nostri cuori e modellato il nostro stile di vita. Ad esempio,in gioventù, il senso di ribellione è un sentimento comune. Qualsiasi adolescente avrà sentito, arrivato ad un certo punto, il bisogno di contraddire se stesso e gli altri. Con un senso di orgoglio,rivalsa e affermazione personale, le azioni si fanno più ciniche e ruvide: Si cominciano ad affinare i gusti e lo stile nella ricerca di una personalità ancora acerba e lontana da essere pienamente definita. Musicalmente il senso di ribellione dei giovani si traduce nell’ascolto di brani spesso molto duri e ruvidi. Una scelta forse dettata dall’insicurezza ancora molto presente in quest’età, fa si che cosi che l’ identificarsi in grandi rockstar, o grandi band, possa dare quasi una forza per combattere le incertezze della vita.Questo almeno è quello che accadeva a noi che, ragazzi degli anni 80, ascoltavamo i Black Sabbath ossia la band numero uno dell’heavy metal mondiale.I ritmi forsennati ,le chitarre stridenti e la voce di Ronnie James Dio facevano da colonna sonora alle giornate degli anni di plastica dei giovani rockettari.La band britannica nata dalla volontà di Toni Lommi ha avuto nel mitico Ozzie Osborne la guida vocale prima e dopo la parentesi di james Dio.Un personaggio caricaturale che, vista la grande eccentricità e sregolatezza del personaggio, nel corso della sua via vita è riuscito a fare anche una sit-com televisiva ,andata in onda sul canale musicale Mtv. Da ormai tanti anni, i componenti del gruppo non suonavano più accompagnati alla voce di Osborne e la formazione originale che nacque nel 1968, durò praticamente solo dieci anni.Dopo un susseguirsi di musicisti e cantanti, la formazione trovò  una formula di successo insieme al cantante Ronnie James Dio ,ma nel maggio del 2010, quando il suo cuore cessò di battere, la band “ha fermato la musica” .Ad un anno dalla scomparsa di Dio, il leader Tony Lommi ha proposto alla storica voce di Ozzie Osborne di riappropriarsi del ruolo di cantante; lui ovviamente non ha potuto rifiutare.E’ cosi che dal lontano 1978, la formazione originale è tornata insieme e con un nuovo disco e un nuovo tour, gireranno il mondo.Arriveranno anche in Italia per la gioia dei loro fans, il 24 giugno a Milano dove tutti noi che abbiamo passato il tempo ad ascoltare le loro “cassette” potremmo tornare ancora una volta adolescenti.

 

Roberto Gismondi