Icann: la rivoluzione dei Top Level Domain

Giu 27th, 2011 | Category: Attualità

Il mondo dei cosiddetti “domini di primo livello” su internet si sta avviando verso un cambiamento epocale: con 13 voti a favore, 1 contrario e 2 astenuti, il Board of  Directors dell’Internet Corporation for Assigned Names and Numbers (ICANN) ha approvato a Singapore un piano per incrementare il numero delle estensioni.

Per chi non fosse appassionato di informatica, ricordiamo che il dominio di primo livello, in inglese Top Level Domain (TLD), è l’ultima parte del nome di dominio, cioè dell’indirizzo internet: in pratica, altro non è che la sigla che segue l’URL, quindi i ben noti “.com”, “.net”, “.org”, ecc…

Attualmente, i TLD sono 22, a cui si devono aggiungere i vari suffissi nazionali (.it, .es, .uk): la rivoluzione introdotta, quindi, consisterà nel poter utilizzare, al posto dell’ormai sterile e anonimo “.com”, veri e propri nomi di persone, aziende ed enti, in qualsiasi lingua ed appartenenti a qualsiasi categoria.

Saranno dunque infinite le possibilità di personalizzare ad hoc il proprio dominio, un cambiamento epocale soprattutto per le imprese dal punto di vista della strutturazione della propria presenza sul web.

La Fiat, ad esempio, potrà mostrare i suoi prodotti all’indirizzo internet www.auto.fiat”; potremmo trovare le ultime novità della Apple digitando un ipotetico www.products.apple e così via, in un range infinito di alternative.

La svolta, tuttavia, non si limiterà soltanto alle grandi aziende private: da tempo, dichiarano gli esponenti dell’Icann, grandi città come New York e Londra chiedono la privatizzazione dei domini Internet ufficiali che illustrano la città, ma la portata di una tale innovazione potrebbe essere molto più ampia, coinvolgendo anche enti di volontariato o associazioni sportive.

“Icann ha aperto il sistema di denominazione di Internet per scatenare l’immaginazione umana a livello globale – spiega l’ente stesso per voce di Rod Beckstrom, Presidente e CEO -. La decisione di oggi rispetta i diritti dei gruppi di creare nuovi domini di primo livello, in qualsiasi lingua o scrittura. Speriamo che ciò permetta al sistema dei nomi a dominio di servire al meglio tutta l’umanità”.

L’innovazione introdotta dall’Icann sembrerebbe, quindi, una vera e propria rivoluzione democratica, capace di favorire il libero utilizzo di internet da parte di tutti, anche di un ipotetico Signor Mario Rossi che potrà avere il suo “www.sito.mariorossi”. Tuttavia, a giudicare da costi, per il momento questi apparirebbero alquanto proibitivi per la maggior parte della popolazione mondiale ed accessibili solo alle grandi multinazionali come Procter&Gamble, Nestlè, Coca Cola, BMW, ecc…

Nei prossimi mesi, comunque, Icann procederà con una compagna di informazione globale per spiegare i dettagli e gli impatti sulle imprese dei nuovi domini: a partire dal 12 gennaio 2012, sarà possibile avanzare le prime richieste all’ente preposto con un versamento iniziale di ben 185.000 dollari, a cui seguiranno ulteriori rinnovamenti annuali pari a 25.000 dollari.

E’ chiaro che, da subito, sono scattati dei piani per evitare che soggetti privati, o comunque non aventi diritto, possano appropriarsi scorrettamente di domain name appartenenti ai marchi registrati.

Le ripercussioni, soprattutto dal punto di vista della visibilità e della rintracciabilità nella rete, saranno notevoli, anche se occorrerà preventivare un certo margine di tempo per dare la possibilità agli utenti di “familiarizzare” con questi nuovi domini.

Tuttavia, i risultati ed i possibili sviluppi di una tale svolta saranno valutabili soltanto in divenire, quando le persone si saranno abituate e avranno “metabolizzato” la moltiplicazione dei domini, come già hanno fatto in passato con i tradizionali Generic Top Level Domain.

Serena Brini