Irene Tinagli tra immigrazione e lavoro

Dic 21st, 2015 | Category: Economia

irene tinagliImmigrazione. Mi sembra che non ne voglia parlare nessuno, e invece io voglio ricordarlo ancora una volta: altri tredici bambini morti in mare in questi ultimi giorni, decine e decine nelle settimane precedenti. Dall’inizio dell’anno sono 700. Eppure non se ne parla, come se fosse normale routine. I più strenui difensori delle nostre radici cristiane si indignano molto per la scelta delle canzoni di natale, fanno sit-in, appelli, cori, trasmissioni, talk show. Ma non una parola, non un appello per fermare queste morti, per tendere una mano almeno alle famiglie con bambini piccoli. Sono i cristiani a intermittenza, come le lucine dell’albero. Anzi, c’è persino chi taccia di “buonismo” chiunque osi parlarne. Io invece continuerò a parlarne, a scrivere a ministri, colleghi e personalità europee, per ricordare a loro e a noi tutti la tragedia che abbiamo dietro casa. Sperando che possa scattare una scintilla di consapevolezza, e che l’Europa possa cambiare, maturare un’anima e un’umanità più profonda di quella mostrata sin qui.

Dati e Lavoro. Nelle ultime settimane sul tema lavoro i media hanno dato molti numeri  (ISTAT, INPS, Governo…) che pochi hanno analizzato con calma, alimentando tanta confusione. In questo breve post cerco di spiegare le differenze tra i dati Istat e Inps che vengono spesso citati e messi in contrapposizione. A proposito, proprio oggi sono usciti i nuovi dati Inps. Nei primi 10 mesi del 2015 i contratti a tempo indeterminato sono stati circa 330 mila in più rispetto ai primi 10 mesi del 2014. Se aggiungiamo le circa 60 mila trasformazioni, e teniamo in conto che ci sono anche state oltre 26 mila cessazioni in meno, fanno 415 mila contratti a tempo indeterminato che un anno fa non c’erano. Si può certo dire che ancora non è abbastanza, che vogliamo e dobbiamo fare di più. Ma sdegnare e svilire questi risultati o è propaganda politica o è mancanza di rispetto per questi lavoratori.

Per quanto riguarda i dati Istat, che sono di diversa natura, sono comunque utili per valutare altri aspetti del lavoro, come l’inattività. E gli ultimi dati evidenziano un netto aumento dell’inattività femminile (per gli uomini l’inattività è scesa). Peccato che invece di questo non ha parlato quasi nessuno, perchè?

Donne e Lavoro. A proposito dell’inattività femminile, continuo a riproporre la proposta“opzione mamma”: l’incentivo fiscale per le mamme che rientrano al lavoro dopo un periodo di inattività, di cui ho scritto altre volte. Ho presentato un emendamento alla legge di stabilità. Vi terrò aggiornati.

Pensioni di reversibilità. In questi due anni mi sono occupata anche di pensioni di reversibilità. Sia attraverso una proposta di legge che è stata discussa assieme ad altre dalla Commissione Lavoro (e che adesso sta aspettando la relazione tecnica della Ragioneria dello Stato). Sia attraverso una piccola grande battaglia sulla reversibilità spettante agli studenti che perdono un genitore. In sintesi: con la vecchia normativa se un giovane avesse perso un genitore nel lasso di tempo tra il conseguimento della laurea triennale e l’iscrizione alla magistrale non avrebbe avuto diritto alla reversibilità (ma un giovane parcheggiato nello stesso corso di laurea fino a 26 anni sì). Oggi, dopo una lunga battaglia, non è più così. Un impegno che ho avviato dopo la segnalazione di una madre, ma che potrà essere utile a molti giovani in futuro. Chi volesse saperne di più, può leggere qui.

Smartworking. A proposito di soddisfazioni. Chi mi segue da un po’ sa del mio impegno sul fronte dello “smartworking” e della proposta che ho promosso e sostenuto a lungo con Alessia Mosca. Ecco: il Governo ha deciso di muoversi su questo fronte e lo smartworking, ribattezzato “lavoro agile”, sarà incluso nel collegato alla stabilità sul lavoro autonomo, accompagnato, a quanto pare, da sgravi fiscali per incentivarne l’uso. Sarà uno strumento in più per riuscire a conciliare vita privata e professionale, essere più produttivi e magari anche un pò più contenti.

Parlando di lavoro, spero che non vi siate persi il numero di qualche giorno fa di Origami, il nuovo settimanale de La Stampa. Un numero interamente dedicato al lavoro, con molti spunti di analisi. La mia riflessione sul tema della meritocrazia e della valutazione nella pagina finale adesso potete trovarla qua. Ma se riuscite rintracciate anche gli altri articoli perché ne vale la pena.