Joe Biden trionfa anche in Florida, Illinois e Arizona: la nomination è ormai sua. Tulsi Gobbard si ritira, Bernie Sanders sospende gli spot.

Mar 22nd, 2020 | Category: Esteri, Primo Piano

L’ex vicepresidente degli Stati Uniti, Joe Biden, travolge il suo avversario di partito, Bernie Sanders, alle primarie democratiche della Florida, dell’Illinois e dell’Arizona si avvia alla nomination per la sfida a Donald Trump il prossimo 3 novembre.

Biden – che dal South Carolina non ha praticamente sbagliato un colpo, trionfando nel Super Tuesday e praticamente in tutte le altre primarie previste – ha dominato in Florida dove ha sbaragliato di 40 punti (62% a 22%) il suo rivale. In Illinois il distacco è stato di 25 punti (60 a 35 circa) e in Arizona si profila di oltre 10 punti.

In palio nei tre Stati c’erano 411 delegati di cui 219, il bottino più ricco, in Florida. L’ex numero due di Barack Obama si è assicurato un vantaggio praticamente incolmabile, superando abbondantemente i mille delegati (per la nomination ne servono 1991).

E pure la penultima contendente rimasta in gara, Tulsi Gabbard, lascia: e annuncia il suo endorsement al vicepresidente. «Conosco bene il vicepresidente e sua moglie e mi onoro di aver considerato un amico suo figlio Beau. Non siamo d’accordo su alcuni temi, ma è una brava persona che agisce solo per il bene del Paese» dice.

Si schiera dunque anche la candidata “fantasma”: nel senso che nonostante i numeri bassissimi e la vittoria di appena due delegati –  per di più nelle isole Samoa di cui è originaria –  ha continuato a far campagna finora.

L’ex veterana di guerra, 38 anni, deputata delle Hawaii, è d’altronde sempre stata una candidata diversa da tutti gli alti. E non solo perché spesso non in linea col partito su temi centrali di politica estera – è contraria ad ogni intervento – ma anche perché da anni appartiene a una setta induista, quella di Guadiya Vaishmarism. Secondo il settimanale New Yorker sarebbe proprio la setta il vero motivo della sua resilienza nella corsa alla Casa Bianca, e pure della sua intera parabola politica. A partire dall’elezione, nel 2002, quando aveva appena 21 anni, alla Camera delle Hawaii, la più giovane americana mai nominata in una legislatura statale. A quella, è seguita poi l’elezione nel 2012 (e con numeri bulgari, l’80,6 per cento), al Congresso, prima indù a diventare deputata.

Con il ritiro di Tulsi Gabbard, a sfidare Biden è ora rimasto dunque solo Bernie Sanders. Dopo la sonora sconfitta di martedì, molti si aspettavano l’annuncio del ritiro già ieri. Ma il senatore del Vermont non ha ancora sciolto le riserve, benché nel frattempo ha interrotto i (costosi) spot elettorali su Facebook, solitamente un segnale d’abbandono. Di sicuro il partito democratico è più compatto che mai: tutti per Biden, Biden per tutti.