La Francia vieta Burqa e Niqab

Set 20th, 2010 | Category: Esteri

Definitivo via libera del Parlamento francese al progetto di legge per mettere al bando il velo integrale islamico su tutto il territorio nazionale.

Nonostante le polemiche ed il parere negativo del Consiglio di Stato, in Francia il Burqa e il Niqab (velo integrale che lascia scoperti solo gli occhi) saranno vietati.
Le donne che li indosseranno spontaneamente saranno passibili di un’ammenda da 150 euro, ma solo dopo sei mesi, durante i quali potranno essere invitate a seguire dei corsi di educazione civica per apprendere l’importanza della parità tra sessi in un Paese come la Francia. Gli uomini che costringeranno le donne della famiglia ad indossarlo rischiano un anno di prigione e una multa di 30mila euro.

La Francia diventa così il primo Stato europeo a censurare il burqa. Dopo l’ok dell’Assemblea nazionale, lo scorso luglio, il testo – fortemente voluto dal presidente Nicolas Sarkozy – è stato approvato dalla maggioranza dei senatori (246 a favore, 1 contrario). L’adozione definitiva dovrà però essere convalidata dalla corte costituzionale, chiamata a pronunciarsi nelle prossime settimane. La decisione ha riscosso successo tra la maggioranza dei francesi, sia di destra che di sinistra. Le organizzazioni islamiche moderate vogliono rispettare la legge, ma gli integralisti non sono affatto propensi a farlo; ciò potrebbe portare a nuove tensioni.

Mohammed Moussaoui, presidente del Consiglio francese del Culto musulmano, ricorda che «il velo e tantomeno quello integrale non è preconizzato dal Corano», dunque una donna può essere un’islamica devota senza coprirsi il volto. Ma i fondamentalisti lo accusano di blasfemia. Stanno organizzando manifestazioni di protesta e provocazioni pubbliche per causare incidenti ed attirare l’attenzione dei fondamentalisti islamici di tutto il mondo.
Conseguenza della decisione di Sarkozy è stato un aumento (seppur lieve) delle donne che indossano il Niqab (almeno duemila, rispetto alle poche centinaia dello   scorso anno).

Quella francese è la prima comunità musulmana d’Europa (tra i 5 e i 6 milioni di persone, ma solo 2.000 donne indossano il burqa o il niqab).
Un uomo d’affari francese di origine araba, Rahid Nekkaz,  ha creato un fondo per consentire alle donne islamiche di pagare le multe: «Ho già raccolto 200mila euro e mi appresto a vendere alcune proprietà immobiliari. Entro fine mese toccherò il milione di euro».
Ma i francesi appoggiano l’iniziativa, e non solo loro: il ministro italiano delle Pari opportunità, Mara Carfagna, ha dichiarato di «auspicare che il Parlamento, dopo lo stimolo venuto dalla Francia, decida di proseguire e portare a compimento la discussione del progetto di legge che vieta l’uso del burqa nei luoghi pubblici anche in Italia; in Italia non esiste, come in altri Paesi, un’emergenza burqa, i casi di donne costrette ad indossarlo restano isolati. Ma non per questo sono meno gravi».

Anche la Lega commenta l’accaduto ed annuncia che presenterà un ddl alla Camera sull’uso del burqa in Italia: «Riteniamo giusta – dice il Capogruppo del Carroccio alla Camera Marco Reguzzoni – la scelta fatta dalla Francia sia in termini di sicurezza che in termini culturali. Nella nostra società non vi è l’abitudine di girare a volto coperto nelle strade, nei luoghi pubblici… e pertanto chi decide di vivere nel nostro Paese o di venirci anche solo per soggiornarvi, deve accettare le regole che vigono sul nostro territorio. La stessa cosa accade quando noi ci rechiamo all’estero: è un atto di civiltà e di correttezza rispettare le regole del Paese che ci ospita. La Francia ha fatto quindi un’ottima scelta che va nel senso di una giusta accoglienza e di rispetto della nostra cultura».

Non ci è dato sapere se il provvedimento porterà dei risultati tangibili, certo è che la strada che conduce all’Integrazione è ancora lunga e non è detto che sia stata intrapresa quella giusta!