La Nato da il via allo scudo antimissilistico sull’Afghanistan

Mag 28th, 2012 | Category: Esteri

I leader della Nato, di cui fanno parte 28 Paesi, hanno dichiarato ufficialmente operativa la prima fase dello scudo missilistico durante il vertice che ha avuto luogo questa settimana a Chicago. Durante il summit, il presidente americano Barak Obama ha confermato che entro il 2014 buona parte delle truppe Nato, di cui fanno parte circa 130.000 uomini, lascerà l’Afghanistan, aggiungendo che l’intero apparato di sicurezza afghano sarà posto sotto il comando delle forze nazionali già nel 2013, lasciando così alla Nato un ruolo formale di controllo già un anno prima del ritiro ufficiale.

 

Lo scudo dovrebbe essere reso operativo tra il 2015 e il 2017.«Noi definiamo questa una capacità provvisoria, un primo passo verso il nostro obiettivo di lungo periodo di fornire una copertura e una protezione completa delle popolazioni, dei territori e delle forze dei Paesi europei che fanno parte della Nato», ha dichiarato il segretario generale della Nato Anders Fogh Rasmussen. La prima fase consisterà in un collegamento tra vari asset appartenenti a diversi Paesi: secondo le prime indiscrezioni si tratta di quattro incrociatori da guerra statunitensi di classe Aegis con base in Spagna; Polonia e Romania si sono offerte di ospitare missili SM-3, senza contare satelliti, intercettori e un radar situato in Turchia, il tutto comandato da una base Nato in Germania.

 

Questo nuovo scudo è frutto del ridimensionamento voluto da Obama del vecchio piano anti-missilistico elaborato dall’Amministrazione Bush, che causò una delle più gravi crisi internazionali tra Russia e Usa post-guerra fredda. Nonostante la nuova Amministrazione e l’adattamento dello scudo alle nuove esigenze di sicurezza, la Russia continua ad opporsi alla creazione della protezione missilistica, considerata come una barriera difensiva per un eventuale attacco russo verso l’Europa. Dall’altra parte, gli Stati Uniti garantiscono che la costruzione dello scudo è mirata alla protezione del Vecchio continente da minacce come quella iraniana. Nonostante queste “rassicurazioni”, Vladimir Putin ha disertato il vertice Nato, adducendo scuse d’agenda. «Io spero che a un certo punto la Russia realizzi che è nel nostro comune interesse cooperare sulla difesa missilistica, il sistema di difesa missilistico Nato non è diretto contro la Russia e non minerà le capacità di deterrenza strategica della Russia. La Nato rimane impegnata alla cooperazione sulla difesa missilistica in uno spirito di fiducia e reciprocità», ha aggiunto Rasmussen, sebbene la fiducia tra Mosca e Washington non sia attualmente ai massimi storici.

 

Grazie allo scudo, l’alleanza sarà in grado di coordinare un’ampia rete di  comunicazione  capace di condividere informazioni e allarmi, oltre che a robot in grado di rimuovere le bombe dalle strade. Contemporaneamente al summit, fuori dal palazzo congressi un gruppo di contestatori, appartenenti al corteo che ha sfilato pacificamente nelle strade della capitale dell’Illinois, ha tentato di forzare il cordone di sicurezza, causando alti momenti di tensione con le forze dell’ordine. Il risultato della manifestazione che chiedeva, tra altre cose, la chiusura della Nato è stato di quarantacinque arrestati e alcuni feriti, tra cui quattro poliziotti.

 

Irene Masala