La PNL per trovare la felicità. Forse

Set 30th, 2013 | Category: Attualità

Lo stress e la depressione sono considerati i mali del nostro tempo. Le cose da fare sono tante e si affrontano di corsa, con ansia e spesso con risultati mediocri. La maggior parte delle persone riesce a convivere con questi sentimenti latenti che emergono tra un momento di soddisfazione e un caffè, ma molti entrano in un tunnel di apatia o tristezza che sembra infinito. La voglia di far nulla diventa tale che la cura a questi mali viene chiesta al medico del terzo millennio: internet. Ed è qui che si possono scoprire “soluzioni” affascinanti. Una di queste è la programmazione neuro linguistica, meglio conosciuta come PNL.

La PNL venne fondata nei primi anni Settanta a Santa Cruz, California, da Richard Bandler e John Grinder; l’idea di base è che “i pensieri, i gesti e le parole dell’individuo interagirebbero tra loro nel creare la percezione del mondo. Modificando la propria visione, detta mappa del mondo, la persona può potenziare le proprie percezioni, migliorare le proprie azioni e le proprie prestazioni. La percezione del mondo e la risposta ad esso possono essere modificate applicando opportune tecniche di cambiamento. La PNL servirebbe quindi a sviluppare abitudini/reazioni di successo, amplificando i comportamenti facilitanti, cioè efficaci, e diminuendo quelli limitanti, cioè indesiderati.” Il cambiamento avverrebbe riproducendo con attenzione i comportamenti e le credenze delle persone di successo, una tecnica chiamata “modeling”.

Il succo del discorso è che chiunque può raggiungere la felicità, basta che lo si voglia e ci si applichi con rigore scientifico. Purtroppo è proprio questa la caratteristica che manca alla programmazione neuro linguistica; nonostante la vasta bibliografia, gli sviluppi e l’aumento costante di persone che si avvicinano con serietà alla disciplina, la PNL non viene riconosciuta ufficialmente dalla comunità scientifica. Accertate delle intuizioni e alcuni aspetti interessanti, approdati anche nell’ambito della psicoterapia, la disciplina manca di prove empiriche e ricerche strutturate, e anche le opere fondamentali degli autori che hanno fondato la PNL mancano di un meticoloso procedimento di indagine e osservazione che sarebbe richiesto dall’applicazione del metodo scientifico.

Lo status di pseudoscienza ha fatto sì che la programmazione neuro linguistica venisse accostata, e lo è tutt’ora, agli ambienti esoterici dove molti cialtroni si spacciano per esperti del miracoloso metodo rifilando libri, corsi e manuali a prezzi esorbitanti ai poveri tristi cronici che cercano una strada per ritrovare il sorriso.

Tutto ciò non sembra però screditare del tutto la PNL che ha trovato una sempre crescente applicazione nell’ambito sportivo e soprattutto in quello aziendale: molti corsi di formazione prevedono infatti lezioni tenute da “coach” (così vengono chiamati coloro che insegnano con le tecniche della PNL e riconosciuti dalla comunità stessa) con risultati giudicati positivi dalle aziende che in questi ultimi tempi vi stanno investendo molto.

Il dibattito sulla veridicità e l’applicabilità della programmazione neuro linguistica è ancora aperto.

Durante l’attesa consultare il medico.

 

Tommaso Ciccone