La strana Italia del canestro. A due mesi dal campionato, si gioisce per la Nazionale, favorita da un cambio di regolamento

Set 27th, 2010 | Category: Sport

Sul parquet la differenza punti aveva negato alla Nazionale di coach Pianigiani il prossimo Europeo. All’orizzonte il torneo di ripescaggio della prossima estate. Lì, di certo senza i nostri tre giocatori Nba (Gallinari, Bargnani e Bellinelli), gli azzurri avrebbero dovuto spendersi le ultime chances di qualificazione a Euro 2011.

Ci ha pensato invece il bureau della Fiba a ridare il sorriso all’ItalBasket allargando l’Europeo da 16 a 24 squadre. Una decisione caldeggiata dal presidente federale nostrano Dino Meneghin, che accoglie la proposta della Lituania (Paese ospitante di Euro 2011) e che va ad anticipare una riforma dei campionati prevista solo per il 2013. “E’ una grossa opportunità perché dall’Europeo del 2011 usciranno anche le qualificate anche ai Giochi Olimpici di Londra 2012 e in questo modo viene offerta a più squadre l’opportunità di guadagnarsi il pass. Questa decisione ci evita un’altra estate di fatiche, viaggi e spese” dice proprio Dino Meneghin. Ed evita anche a una serie di eccessive storture di un sistema, quello delle qualificazioni ai 16 posti, che con la nuova Europa di oggi (dopo il frazionamento della ex Jugoslavia e della ex Unione Sovietica) non soddisfaceva più le esigenze di una pallacanestro sempre più globale e livellata – diciamo noi -.
Per l’Italia, a parte il beneficio tangibile, è una sorta di garanzia sulla presenza dei tre ragazzi della Nba – Bargnani, Belinelli e soprattutto Gallinari – che ben difficilmente avrebbero risposto alla convocazione per il ripescaggio nell’Additional Round originariamente previsto per il prossimo agosto.

Dunque, dal 3 al 18 settembre 2011, le protagoniste della rassegna continentale saranno Italia, Lettonia, Ucraina, Bosnia Herzegovina, Georgia, Bulgaria, Polonia, Montenegro, Gran Bretagna, Belgio, Macedonia, Israele, Spagna, Serbia, Grecia, Slovenia, Francia, Croazia, Germania, Lituania, Russia e Turchia. L’ultimo posto disponibile se lo giocheranno in un apposito girone di qualificazione pre-europeo Finlandia, Ungheria e Portogallo, ultime in ogni girone di qualificazione lo scorso agosto.

Ma torniamo nel BelPaese, che per il basket non lo è mica tanto. Tanti, infatti, e forse troppi, gli anni di dominio assoluto della Montepaschi, che però all’estero non brilla. A quasi un mese dalla prima palla a due del campionato, c’è chi scommette già sulla terza finale Milano-Siena. Siena ha perso qualche elemento importante e potrebbe pagare dazio. D’altra parte, la forza dei campioni d’Italia in questi anni è stata la capacità di rinnovare la squadra nell’ambito di un meccanismo consolidato. Sulla panchina dei toscani c’è il ct azzurro Simone Pianigiani. Sarà avversario di molti giocatori che in questa estate e nel prossimo ottobre saranno suoi ragazzi.

Lui sarà alla guida dell‘Invincibile Armata senese, che arriva da 4 scudetti consecutivi, ma anche al termine di un ciclo. Ha cambiato tanto la squadra toscana, che c’ha abituato, nelle scorse estati, a massimo 2 cambi: quest’estate sono andati via in 6 (Mc Intyre, Hawkins, Sato, Eze, Domercant e Marconato), tutti adeguatamente rimpiazzati, come la scelta di far tornare il figliol prodigo Kaukenas o di rimpiazzare Mc Intyre con l’ottimo Mc Calebb. Poi, oltre a Rakovic Siena ha preso, da Caserta, Michelori, la giovane guardia italiana Aradori e il giovane esordiente Malik, uscito due anni fa dal college della Oregon University. Cambia molto, quasi tutta la squadra, ma c’è qualcuno che non cambia mai. Simone Pianigiani. Enfant Prodige della pallacanestro italiana.

L’eterna seconda, l’Armani Jeans Milano, ha confermato il blocco della scorsa stagione ed è pronta a dare l’ennesima battaglia. Ma le altre sicuro non stanno a guardare. Caserta e Cantù hanno entrambe voluto trattenere gran parte dei giocatori che tante soddisfazioni hanno fatto togliere alle rispettive tifoserie. Quest’anno c’è anche chi deve redimersi dopo una stagione al di sotto delle aspettative, e parliamo di Roma, Treviso e Pesaro. Tutti contro Siena insomma, e contro il coach della Nazionale. Che però sembra il predestinato a mettere ordine e a riportare sui binari il pianeta italiano della palla a spicchi.