L’UE apre ai Balcani

Apr 25th, 2011 | Category: Esteri

Il 13 ed il 14 aprile scorso sono stati dedicati interamente alla possibile entrata dei Paesi balcanici nell’Unione Europea. “Molte sono ancora le sfide aperte: attuare le riforme giudiziarie, migliorare la lotta alla criminalità organizzata e la corruzione, proseguire sulla strada della riconciliazione e della cooperazione con il Tribunale dell’Aia” ha ricordato il presidente del parlamento  Jerzy Buzek, che ha ospitato l’evento insieme al Primo Ministro ungherese Viktor Orban. Quest’ultimo ha riconosciuto al Parlamento di avere sempre avuto un occhio di riguardo per la regione, e ha assicurato che “la presidenza ungherese condivide questa attenzione”. La questione dei Balcani costituisce infatti una priorità per il semestre guidato da Budapest. Ciò che impedisce l’entrata nella grande comunità da parte dei paesi dell’ex Jugoslavia sono certamente anche le incompatibilità culturali, che vanno a scontrarsi con la cultura dominante dei Paesi membri. “La riunificazione dell’Europa non sarà completa finché i Balcani occidentali non saranno parte dell’UE”, ha dichiarato il presidente della Commissione José Manuel Barroso, specificando però che ” la prospettiva europea è nelle mani di ognuno di questi paesi. Il processo verso l’adesione dipende dai progressi che sapranno fare nelle riforme chiave”. Anche il presidente del Parlamento croato Luka Bebić  , si è mostrato disponibile ad accogliere i nuovi eventuali ospiti sostenendo di voler “aiutare gli altri nelle loro aspirazioni europee” e ritiene che la cooperazione regionale sia fondamentale , per garantire la pace, la stabilità e la prosperità. Attenzione particolare, infine, va rivolta allo sviluppo di infrastrutture, un modo di unire la regione oltre i confini nazionali. Un’altra relatrice, Sonja Biserko, direttrice del Gruppo di Helsinki per i diritti umani in Serbia, ha messo l’accento sui problemi aperti. I Balcani occidentali non hanno ancora “sfruttato a pieno il loro potenziale”. Alcuni Stati sono fragili, e permangono “le tensioni etniche”. Il consolidamento delle istituzioni e la transizione verso un’economia di mercato sono molto lenti, mentre le elite politiche non sono in grado di guidare le riforme. Secondo la Biserko serve “un approccio nuovo”, per cui le riforme partano “a livello locale” e cittadini possano sentire “di appartenere alla famiglia europea”. L’idea dello Stato di diritto e della democrazia deve essere rafforzata, anche per prevenire gli estremismi. Al momento la situazione dei negoziati di adesione dei vari paesi dei Balcani all’UE è la seguente:

Croazia – paese candidato, i negoziati dovrebbero essere chiusi in breve.

Serbia – candidato potenziale, ha formalizzato la richiesta nel 2009

Bosnia-Herzegovina – candidato potenziale, ma non ha ancora effettuato la richiesta ufficiale. Stallo politico; non c’è governo dalle elezioni in ottobre. L’UE chiede che la crisi sia superata presto.

FYROM – paese candidato all’UE ma i negoziati non possono partire finché la questione del nome non sarà risolta.

Kosovo – candidato potenziale ma cinque Stati UE non lo riconoscono ancora come paese indipendente, quindi l’UE non può ancora stabilire relazioni ufficiali.

Montenegro – Candidato, richiesta formalizzata nel 2008

Albania – Candidato potenziale, richiesta formalizzata nel 2009