Marco Bosco, un’italiano ed il suo sogno Americano! Cantante, ballerino, manager ed avvocato, nonchè produttore di Orvieto4ever, evento per la celebrazione del 4 luglio, festa della Costituzione Americana ad Orvieto.

Lug 21st, 2014 | Category: Spettacolo

10535703_10152237257311872_4630433476166618083_oMarco Bosco, è un’artista a 360° e a soli 35 anni è riuscito già a scalare le vette dello showbiz americano.
Nativo del Friuli, da papà umbro (di Foligno), ha già girato il mondo ed è a sua volta padre di Leonidas anche lui con la passione per la musica.
Marco Bosco muove i suoi primi passi in Italia all’ età di 9 anni.
Ha lavorato accanto alla grande Raffaella Carrà in un programma rai che l’ha portato direttamente nella grande Mela.
Dopo gli studi di giurisprudenza è volato a Londra ed acquisito esperienza manageriale.
Vanta 2 San Remo (2004) ed i suoi lavori sono stati notati da Tony Renis che l’ha voluto nei suoi progetti.
Insieme hanno presentato Orvieto4 ever un grande show musicale con l’Orchestra di Paolo Vivaldi, kevin Costner e la sua band e la bellissima Kacey Musgraves per celebrare la festività del 4 luglio. Una festa americana ad Orvieto sullo sfondo del magico duomo (come dice Marco).
Ciao Marco, innanzitutto grazie per questa chiacchierata telefonica, come hai conosciuto Tony Renis?
“Lui ha visto i miei lavori e mi ha chiamato per collaborare insieme a dei progetti.
Infatti volevo a tutti i costi che fosse presente all’evento che ho prodotto per Orvieto per la celebrazione del 4 luglio”.
Sei un’italiano emigrato in America perchè hai deciso di andare fuori dall’Italia per lavorare nel campo discografico?
“E’ stata una scelta naturale avendo lavorato in passato negli Stati Uniti quando mi diede la possibilità Raffaella Carrà. All’epoca ho lavorato con nomi come James Brown, Frank Sinatra e contaminato dal sistema dello show biz americano ho deciso di fermarmi qui dove tutt’ora abito e lavoro perchè non volevo che la mia carriera artistica avesse limiti.
Torno in Italia per eventi come quello fatto ad Orvieto, ma il 90% della mia vita è qui in America.
In Italia con quali artisti hai lavorato?
“Con Jovannotti, avevamo lo stesso manager. Anche lui si è esibito in America.
Quando faccio una cosa la voglio far bene e portarla nel mio Paese mi rende orgoglioso!”
Come è nata l’idea di celebrare una festa americana in Italia?
“L’ho ideata con mio figlio ( lui è nato in America). Per dire la verità tutto risale alla Costituzione Americana per cui nel 1776 un’italiano Filippo Mazzei ( ritenuto uno dei padri della dichiarazione d’Indipendenza Americana) ha coscritto quest’atto e per me questo era un legame storico importante tra gli Stati Uniti e l’Italia.
Un messaggio importante era quello di far capire le cose buone fatte in Italia. Si parla sempre in negativo del nostro Paese soprattutto in questo periodo, sta a noi fare le cose buone.”
E perchè hai deciso Orvieto come location del tuo evento?
“Orvieto con il suo duomo è un posto magico, una forza imponente! Ti affascina e ti cattura.”
Hai trovato difficoltà in questo progetto?
“Si soprattutto economica, non è stato facile convincere l’amministrazione locale e soprattutto il Vescovato. Il comune mi ha dato sostegno, dopo varie argomentazioni sulla promozione della città. Ha capito l’importanza dell’evento. Il Vescovato ha fatto molte storie. Credo che la musica avvicini le persone e la Chiesa deve capire che questo luogo sacro è di tutti che emana un messaggio di umanità che va condiviso.”
E come hai convinto Kevin Costner a venire a suonare ad Orvieto?
“In realtà è stato più semplice di quanto tu possa immaginare: lui l’ha voluto fortemente.
Una volta visto il luogo, il duomo e l’evento che avevamo precedentemente fatto, ci teneva molto ad avere la possibilità di esibirsi per il pubblico italiano. Per lui era un’occasione unica di celebrare il 4 luglio in Italia come non l’aveva mai fatto!
Naturalmente gli abbiamo fatto una degna proposta economica!”
E’ più facile lavorare con artisti italiani o stranieri?
“Con quelli stranieri, perchè diventa un mestiere, capiscono il tuo lavoro e perchè qui in America c’è più consapevolezza”.
Ma mi risulta che produci giovani talenti, vero?
“Si, ora sto producento Mat Diamanti, un ragazzo di 23 anni ed il 1° settembre sentirete parlare di lui. A parte la musica, mi occupo di brand come Sony e questo tipo di lavoro mi è servito nel settore manageriale. Quando lanciamo un’artista ci occupiamo di lui dalla A alla Z”.
Ritornando al 4 luglio come ti ha accolto Orvieto?
“Erano scettici fino alla fine che sarebbe arrivato kevin Costner. Non avevano fiducia: pensavano troppo difficile arrivare ad una star hollywoodiana. Ma con tanti sacrifici ce l’ho fatta! E’stato un trionfo.”
Nomi per il prossimo anno?
“Giusto perchè sei tu….. Justin Timberlake sarà il prossimo illustre ospite del prossimo anno insieme a Jennifer Houdson.”
E che mi dici del cinema?
“Ho lavorato in Cina come attore ma per puro divertimento.”
Un’ultima domanda, è stato difficile portare l’Ambasciatore Americano ad Orvieto?
“Si: ho lavorato 8 mesi per avere il supporto politico di jhon Phillips. Non è stato facile ma poi l’Ambasciata Americana in italia ci ha twittato l’evento e l’Ambasciatore è stato felice di venire ad Orvieto perchè a luglio ci sono molte presenze di americani nel nostro Paese.”

 

Danilo Ferrante