MARIO BUSCEMA: «È INAMMISSIBILE CHE I SOLDI DEL “VECCHIO” CONVENTION BUREAU ITALIA SIANO UTILIZZATI PER RIPIANARE LE PERDITE DELLA FALLITA PROMUOVITALIA».

Set 23rd, 2015 | Category: Economia

Mario BuscemaUn articolo pubblicato il 31 agosto da Le inchieste di
Repubblica, titolato I predatori del turismo italiano (consultabile al seguente link:
http://inchieste.repubblica.it/it/repubblica/repit/
2015/08/31/news/l_occasione_perduta_del_turismo_italiano-118994824/?ref=fbpi)
svela che la dotazione finanziaria offerta dall’allora Ministro del Turismo Michela
Vittoria Brambilla al Convention Bureau Italia nato nel marzo 2011 e chiuso a fine
2012 (in origine pari a sette milioni di euro, due dei quali destinati poi all’Enit per
gestire la promozione dell’Italia congressuale) «è stata usata per pagare i
dipendenti di un’altra società del Mibact, Promuovitalia, anziché le iniziative a
cui era dedicato, e cioè la promozione e lo sviluppo del turismo congressuale e
fieristico».
Da allora di acqua sotto i ponti ne è passata: un nuovo Convention Bureau Italia è
nato dalle ceneri del vecchio, il 18 giugno 2014, tutto finanziato dai privati che ne
fanno parte. All’inizio costituito come rete d’impresa, s’è recentemente evoluto in
società consortile, con 35 soci e 20 “preferred partner” cioè agenzie (PCO e DMC) e
organizzazioni territoriali pubbliche. Fra i soci ci sono anche le associazioni di
categoria, che rappresentano la quasi totalità delle imprese del settore: Associazione
Italiana Confindustria Alberghi, Assohotel, Confcommercio, Federalberghi,
Federcongressi&eventi e Federturismo.
Il commento di Mario Buscema, Presidente di Federcongressi&eventi
«Siamo di fronte a una situazione paradossale che suscita non pochi dubbi etici. È
inaccettabile che, mentre da una parte ci sono operatori (agenzie, convention bureau,
grandi alberghi congressuali) che autonomamente si sono organizzati pagando quote
annuali anche rilevanti per associarsi e rinnovare l’iscrizione all’attuale Convention
Bureau Italia, così sostenendone la preziosa azione, dall’altra continui
l’incomprensibile spreco di denaro pubblico che ben più vantaggiosamente
potrebbe essere impiegato per alleviare questi sforzi e fornire mezzi migliori a
un’industria che produce ricchezza e ha un gran bisogno d’aiuti.
«Qui, a quanto pare, gli aiuti – quantificabili nei due milioni di euro che l’allora
Ministro Gnudi recuperò dai sette stanziati dal predecessore Brambilla per il CB
nazionale poi chiuso – sono finiti nelle tasche di un ente come Promuovitalia,
dichiarato fallito senza avere mai fatto nulla di sostanzialmente rilevante a sostegno
del nostro turismo in generale e del ramo congressuale nello specifico. E stiamo
parlando non di briciole bensì di due milioni di euro! Con quale logica sono stati
destinati a ripianare le perdite di questo ente, quando le aziende della nostra
meeting industry sono impegnate a sostenere di tasca propria l’organismo che le
rappresenta all’estero, senza alcun supporto da parte delle istituzioni?
«E inoltre, se i due milioni irragionevolmente finiti a Promuovitalia sono quanto resta
dei sette stanziati dal Ministro Brambilla per un Convention Bureau chiuso senza
gloria dopo nemmeno due anni, la domanda – ancor più grave della precedente – è:
che fine hanno fatto gli altri cinque?
«Attendo fiducioso una risposta dal Ministro Dario Franceschini, dal Presidente Enit
Evelina Christillin o da altri rappresentanti istituzionali».