Messico, denunciato il presidente Calderon alla Corte dell’Aia

Dic 5th, 2011 | Category: Esteri

Il Messico è stato denunciato davanti alla Corte Penale Internazionale per crimini di guerra e contro l’umanità perpetrati dal Governo del presidente Felipe Calderon, ed anche da boss del narcotraffico come Joaquin Guzman Loera. La denuncia è circostanziata e documenta da 470 casi di tortura, sparizione e reclutamento forzato nel contesto della guerra tra Stato e narcomafie, che conta sinora 230.000 sfollati e 10.000 desaparecidos. La denuncia è stata sottoscritta da 23.000 firme raccolte da un gruppo di attivisti, soprattutto tramite la rete, tra coloro che si definiscono giuristi ed intellettuali messicani,  i quali assicurano che gli ultimi cinque anni sono stati marcati da una recrudescenza senza precedenti dei delitti commessi dal narcotraffico, costata ad oggi 50.000 morti ed il coinvolgimento della popolazione civile. La Segretaria messicana per le Relazioni Estere ha rifiutato l’imputazione, in quanto “presenta in maniera equivoca la realtà nazionale”. “Lo Stato agisce conformemente al diritto nel contrastare tutte le forme di organizzazioni criminali”, si legge nel comunicato ufficiale. Secondo l’avvocato messicano Netzaì Sandoval “chiediamo che si investighi sulla responsabilità di entrambe le parti, quella governativa e quella del narcotraffico, perché il clima è di impunità assoluta.”;“Neanche la guerra degli Stati Uniti in Afghanistan ha causato così tanti morti”. Lo Stato messicano considera legittimo assassinare i criminali e utilizza l’esercito in operazioni di polizia. I narcotrafficanti, d’altro canto, approfittano della laguna normativa del sistema legale che ignora i crimini di guerra o contro l’umanità”, afferma ancora Sandoval. Il giurista che ha depositato di persona la denuncia di fronte alla Corte, con sede a L’Aia, assicura che il problema è radicato nelle leggi messicane. “Affinché se ne possa fare un’idea, la nostra legislazione considera sequestro solo la scomparsa quando si richiede un riscatto. Se no, non si investiga. I narcotrafficanti, vista la passività delle autorità, reclutano minori da convertire in sicari”. Calderon non si è riferito al caso. Più volte, in passato, ha reiterato la sua decisione di coinvolgere le forze armate nella lotta al narcotraffico e più volte ha dimostrato di non volere ascoltare le richieste della società civile. In una recente intervista al New York Times, il presidente messicano ha segnalato ancora una volta la convinzione della validità della sua politica: “Il Messico è molto più sicuro ora e se non avessimo attuato il problema sarebbe peggiorato” ha detto. Un’intervista nella quale rinnova la sua fiducia nelle forze armate, che indica come l’unica alternativa di ordine in un paese dove i corpi di polizia sono segnati dalla corruzione e dall’inaffidabilità.