Microsoft sventa offensiva hacker russa. A novembre gli USA hanno una sola scelta per difendere la libertà: votare i Democratici

Ago 21st, 2018 | Category: Esteri, Primo Piano

L’ombra dell’azione dei criminali informatici si estende sulle elezioni Usa di medio termine. Un gruppo di utenti dei siti internet di associazioni politiche legate al mondo repubblicano, come l’Hudson Institute e l’International republican institute, sono stati presi di mira  da un attacco di phishing in cui gli hacker li invitavano con un pretesto ad accedere a dei duplicati dei siti delle associazioni, allo scopo di arrivare a carpire le loro credenziali ed entrare così in possesso di informazioni personali sul loro conto in vista delle consultazioni in programma a novembre. Tra i mittenti delle mail-pirata comparivano anche alcuni indirizzi che avrebbero potuto essere scambiati per indirizzi del Senato. 

A rilevare e sventare l’attacco è Microsoft, che è riuscita a identificare gli autori dell’offensiva, che si ritiene siano legati al gruppo di criminali informatici russi come “Apt28”, Strontium e Fancy Bear, gli stessi che si erano già resi protagonisti del Russiagate, e che sono già stati accusati di aver prestato la loro opera per il governo russo. I cittadini presi di mira, nello specifico, secondo quanto risulta dalle prime informazioni diffuse, sarebbero quelli che fanno parte degli ambienti repubblicani più critici nei confronti nel presidente Usa Donald Trump e del presidente russo Vladimir Putin.

Dura la presa di posizione di Microsoft, che si è espressa per bocca del presidente Brad Smith: “E’ chiaro che le democrazie di tutto il mondo sono sotto attacco – afferma in un post sul blog aziendale – Entità straniere stanno lanciando attacchi informatici per interrompere le elezioni e seminare discordia. Internet è diventato un modo per alcuni governi di rubare e divulgare informazioni, diffondere disinformazione, sondare e tentare di manomettere i sistemi di voto”. 

Smith ricostruisce nel proprio intervento quanto successo alle presidneziali Usa del 2016 e in seguito per quelle francesi che si sono svolte a maggio, sottolineando che le stesse dinamiche si stanno ripetendo ora, “in un modo sempre più ampio, mentre gli americani si stanno preparando per le elezioni di metà mandato a novembre. L’ampliamento delle minacce informatiche a entrambi i partiti politici degli Stati Uniti rende chiaro che il settore tecnologico dovrà fare di più per contribuire a proteggere il processo democratico”. 

Le prime eco dell’allarme arrivano intanto anche in Italia, con il il deputato del Partito democratico Michele Anzaldi che chiama in causa il Copasir: “Davanti all’allarme lanciato da Microsoft sulla minaccia alle democrazie occidentali rappresentata dalle attività di hackeraggio russe – afferma – rende indispensabile un intervento del Copasir: bisogna valutare le rivelazioni americane e capire quale siano i riflessi sulla rete italiana. Ai sospetti rispetto al referendum del 2016 e al voto del 4 marzo, si aggiungono la tempesta digitale contro Mattarella, su cui indaga anche la Procura di Roma. Gli episodi sono ormai troppi per non essere affrontati in modo approfondito con tutti gli strumenti a disposizione del Parlamento”.