No alla precarieta’: ecco in piazza la “generazione disperata” portoghese

Mar 21st, 2011 | Category: Esteri

Decina di migliaia di persone, di cui la maggioranza giovani, hanno dato vita alla maxi manifestazione pacifica contro la precarietà a Lisbona, Oporto e altre città portoghesi. Solo a Lisbona le persona a scendere in piazza sono state 300.000, per partecipare alla mobilitazione denominata della “geração à rasca” (generazione disperata), promossa tramite il social network Facebook da un esiguo gruppo di giovani in appena una settimana. A prescindere dalle cifre esatte,  le manifestazioni a Lisbona e Oporto hanno superato tutte le aspettative. In due striscioni realizzati per la mobilitazione si legge “Il paese è in difficoltà” e “La precarietà non ha età”. Il viale della Libertà, arteria principale della capitale portoghese, era stracolma di persone che intonavano cori ed esibivano emblematici cartelli. “Con la precarietà non c’è libertà”, questa una delle frasi più intonate dalla folla di manifestanti, simbolo della condizione nella quale vivono più di un milione di portoghesi, tra disoccupati e lavoratori in pessime condizioni. La critica ai politici era presente in tutta l’iconografia delle manifestazioni, dimostrazione della crescente sfiducia dei portoghesi nelle forze politiche del paese. Lo dimostrano anche le elezioni presidenziali del passato 23 di gennaio, nelle quali l’astensione è arrivata al 53,48%, più di cinque milioni di aventi diritto al voto. I giovani della manifestazione erano in netta maggioranza, però hanno partecipato anche adulti, padri e nonni, proprio per dimostrare quanto detto: “la precarietà non rispetta nessuna età”. In un quadro variopinto di cittadini di diversa età e condizione, il corteo si è concluso nella Piazza de Rossio, simbolo delle maggiori manifestazioni a partire dalla Rivoluzione dei Garofani del 25 aprile 1974, che mise fine a una delle più antiche dittature d’Europa. Tre dei quattro giovani che hanno promosso l’evento hanno poi letto il manifesto della loro protesta: “Siamo la generazione con la migliore educazione della storia del paese, non protestiamo contro altre generazioni ma per una soluzione, perché vogliamo essere parte di essa. La lotta non finisce oggi”. Queste le forti parole che hanno detto, uno dopo l’altro, João Labrincha, 27 anni, Paula Gil, 26, e Alexandre Sousa Carvalho, 25, vecchi compagni all’Università di Coimbra. A prescindere dal discredito verso le forze politiche attuali, i promotori della “generazione disperata” non sono apolitici. Tre di loro militano o hanno militato durante la gioventù nel Partito Socialista, nel Partito Comunista e nel Bloco de Esquerda. Per evitare interpretazioni sbagliate, sono stati gli stessi promotori ad invitare i 230 deputati dell’Assemblea della Repubblica, in quanto “devono essere parte della soluzione, loro non sono il problema. Questa non è una protesta contro il Governo”.