Oltre i confini della moda: quando i vestiti oltrepassano l’ordinario

Set 20th, 2010 | Category: Attualità

C’erano una volta i vestiti, utilizzati per coprire la pelle nuda e per ripararsi dal freddo e dalle intemperie: poi è arrivata la moda e da allora tutto è cambiato.

Nell’era delle telecomunicazioni, del social network e di internet la vita quotidiana delle persone è più virtuale che reale: grazie alla rete è possibile parlare, fissare appuntamenti, fare acquisti e conoscere nuova gente ed è così che anche nel mondo della moda, creativo e controverso per antonomasia, la tecnologia diventa quel valore aggiunto che riesce a far emergere il prodotto dalla massa dei concorrenti. Da qui nasce l’idea di AngelDevil, il marchio nato da pochi anni ad Andria e già super gettonato tra i giovani e i giovanissimi. L’azienda pugliese ha, infatti, ideato una tipologia di jeans hi-tech in grado di creare una connessione ed un passaggio di dati informatici da una persona all’altra. Com’è possibile? Grazie alla tecnologia Poken, una tecnica che permette lo scambio di informazioni digitali attraverso uno sfregamento, un contatto fisico tra chi indossa questo tipo di indumento. I jeans, non a caso denominati “Touch”, saranno disponibili in quattro modelli (due maschili e due femminili) e consentiranno alle persone accomunate dalla passione per lo stesso brand di trasmettersi mail, numero di telefono, indirizzo chat, profilo sui social network più diffusi, ma anche foto, video e musica. In vendita dal 15 settembre, presenteranno dei particolari elementi stilistici che permetteranno ai consumatori di riconoscere coloro con i quali poter condividere la medesima piattaforma informatica.

Se da un lato c’è chi si attiva per favorire le telecomunicazioni, dall’altro c’è chi s’ingegna per difendersi dai campi elettrostatici ed elettromagnetici, e sa farlo anche con una gran classe! Stiamo parlando di Lapo Elkann, rampollo fuori dalle righe della famiglia Agnelli, che ha fatto della moda, dell’immagine e della creatività il suo business. In collaborazione con Renzo Rosso, proprietario del marchio Diesel e suo grande amico, Lapo ha presentato i nuovi “Safado Independent” in occasione della fiera internazionale della moda di Milano, meglio conosciuta come “Vogue Fashion Night Out”, un evento mondano a cui ogni anno partecipano  migliaia di persone.

La nota distintiva di questi esclusivi pantaloni sta nel fatto che il filato di cotone è intrecciato con uno di carbonio, in modo che le onde elettromagnetiche, provenienti dai numerosi apparecchi che quotidianamente ci circondano, vengano assorbite dalla stoffa e non siano quindi nocive alla salute. La particolare costituzione di questi jeans, tuttavia, non dimentica l’attenzione per i dettagli, ai quali continua ad essere riservata una grande attenzione.

Tecnologia a parte, le stranezze della moda non solo non finiscono qui, ma riescono addirittura ad intrecciarsi con la gastronomia. Arrivano dall’Inghilterra i vestiti commestibili, creazione della ventiduenne Emily Crane, che con i suoi lavori spera di sfondare alla London Fashion Week che si aprirà a metà settembre nella capitale inglese.

L’idea della Crane è stata di creare indumenti e gioielli a dir poco “ecologici”, che si possono mangiare quando si è stanchi di indossarli.

L’attenzione della stilista non si è concentrata esclusivamente sull’estetica degli abiti, ma anche sul loro gusto: per il suo progetto, la ragazza ha addirittura “scomodato” gli chef del Fat Duck di Heston Blumenthal a Bray, un ristorante tre stelle Michelin considerato il migliore del Regno Unito.
Un’accoppiata vincente ed un’ingegnosa operazione di marketing per entrambe le parti.

La “stoffa” utilizzata da Emily è ottenuta in pochi minuti con un mix di gelatine, alghe e tinture alimentari, mentre per la realizzazione di un capo di abbigliamento sono necessari almeno due giorni di lavoro. I vestiti della stilista avranno così il sapore di pollo, di maiale, di vaniglia, di uva e di lamponi e risolveranno numerosi problemi, dagli sprechi alimentari, allo smaltimento degli indumenti usati, alle questioni di spazio negli armadi.

Mai come in questo caso, gusto estetico e gusto culinario si fondono in un’unica soluzione, sempre che chi li acquisti abbia il coraggio di cibarsi di un abito che ha indossato per giorni in giro per la città.

E se dopo tutto questo pensate di aver sentito di tutto, ricredetevi: la creatività, il genio e la follia, sono esseri immortali.

Serena Brini