Osama Bin Laden è morto!

Mag 9th, 2011 | Category: Esteri, Primo Piano

A distanza di 10 anni dall’11 settembre
Barack Obama è riuscito a fare
l’annuncio che tutti gli americani
aspettavano: «Buona sera. Questa
notte posso riferire al popolo americano
e al mondo che gli Stati Uniti
hanno condotto un’operazione nel
corso della quale è stato ucciso
Osama Bin Laden, il leader di
al-Qaeda, un terrorista responsabile
della morte di migliaia di uomini,
donne e bambini innocenti». Questo è
stato l’inizio del discorso, rigorosamente
in diretta televisiva, che è stato
dato dal presidente statunitense
Obama. Bin Laden era il numero uno dei
ricercato al mondo da quell’11
settembre, che ha scosso il mondo,
con l’attentato alle torri gemelle. Il
leader di Al Qaeda, come rivela il
Pentagono, è morto in uno scontro a
fuoco e l’obiettivo era proprio quello
di uccidere Bin Laden e non di
catturarlo. Immediata è stata la
reazione, di gioia, di tanti americani i
quali si sono immediatamente
riversati per le strade nel cuore della
notte. Obama, infatti, ha annunciato
l’uccisione di Bin Laden alle 23 del 1
maggio. Tanti, dunque, i festeggiamenti:
il famoso coro “u-s-a, u-s-a” e,
soprattutto, l’inno nazionale. I luoghi
simbolici che sono stati scelti per i
festeggiamenti sono stati Times
Square e Ground Zero a New York e
lo spazio antistante la Casa Bianca a
Washington. È una vittoria inaspettata
non solo per gli americani ma
anche per tutto il resto del mondo.
Bin Laden, infatti, sembrava inarrivabile
ed era anche riuscito a sfuggire
alla cattura nei mesi immediatamente
successivi l’11 settembre sulle montagne
di Tora Bora. Nonostante tutto il
leader di Al Qaeda ha continuato a
guidare la pericolosa rete terroristica
anche con messaggi video e audio,
nei quali ha minacciato più volte
l’intero Occidente e soprattutto
l’America. Il blitz, che ha portato
all’uccisione di Bin Laden, è stato
pianificato negli ultimi due mesi in
varie riunioni in cui ha partecipato lo
stesso presidente statunitense Barack
Obama. Bin Laden si rifugiava in una
villa super blindata a poco più di 60
Km a nord di Islamabad. Nel blitz
sono rimasti uccisi anche altre
quattro persone, mentre due mogli e
sei figli di Bin Laden sono stati
arrestati. Il corpo dello “sceicco del
terrore”, però, è stato prima preso in
custodia dalle forze militari statunitensi,
poi è stato prelevato un
campione di Dna per confrontarlo in
modo da stabilire se è il vero Osama
Bin Laden, e successivamente è stato
sepolto in mare «nel rispetto dei
dettami della religione islamica»
anche per evitare di creare un luogo
di culto. Subito dopo l’annuncio si è
incominciato a parlare di un possibile
coinvolgimento dei servizi segreti
pakistani. Riguardo questi dubbi0iIl
ministero degli Esteri pakistano ha
affermato che «il blitz è stato condotto
direttamente dagli Stati Uniti in
territorio pakistano» eliminando
dunque ogni possibile coinvolgimento
delle istituzioni pakistane. LE
RISPOSTE DEI LEADER mondiali
non si sono fatte attendere. Il premier
britannico David Cameron ha
affermato che la morte dello sceicco
del terrore «di grande sollievo per la
gente nel mondo intero. Bin Laden
era responsabile delle peggiori atrocità
terroristiche che il mondo ha vissuto,
per l’11 settembre e per tanti altri
attacchi, costati migliaia di vite, molti
di loro britanniche. È anche il
momento di ringraziare coloro che
lavorano continuamente per proteggerci
dal terrorismo. Il loro lavoro
continuerà». George W. Bush, che dal
2001 ha iniziato la lotta al terrorismo
contro Bin Laden, non riuscendoci,
ha affermato che «La lotta contro il
terrorismo continua ma oggi gli Stati
Uniti hanno inviato un messaggio
inconfondibile: non importa quanto
ci vorrà, giustizia verrà fatta. Mi
congratulo con Obama e con gli
uomini e le donne delle nostre forze
militari e delle comunità di intelligence
che hanno dedicato la loro vita
a questa missione. Questo risultato
memorabile segna una vittoria per gli
Stati Uniti, per le persone che cercano
la pace nel mondo e per tutti
coloro che hanno perso cari l’11
settembre 2001». Il ministro degli
Esteri tedesco, Guido Westerwelle,
ha invece dichiarato: «È una buona
notizia per tutti coloro nel mondo che
amano la pace e pensano liberamente
». Per Silvio Berlusconi questo è
«un grande risultato nella lotta contro
il male. Ora bisogna continuare la
lotta al terrorismo». Mentre il nostro
ministro degli Esteri Franco Frattini
ha affermato che la morte di Bin
Laden «è il venir meno di un legame,
di un riferimento simbolico che i
terroristi avevano mitizzato, era il
mito del male assoluto a nostro
avviso ma per loro era un riferimento
importante. Questo indebolisce
certamente la coesione delle forze
terroriste nel mondo. Ora Il Mullah
Omar continua ad essere un obiettivo
della coalizione». Sarkozy, invece, ha
dichiarato che «la Francia intera
rende omaggio alla tenacia degli Stati
Uniti. Questo è un «evento fondamentale
della lotta mondiale contro il
terrorismo». Per Zapatero, invece, «Il
governo spagnolo considera la morte
di Bin Laden un passo decisivo nella
lotta contro il terrorismo internazionale
», mentre il primo ministro
israeliano Benjamin Netanyahu ha
dichiarato che «Lo Stato di Israele si
associa alla gioia del popolo americano
dopo l’eliminazione di bin Laden.
Il premier si congratula con il
presidente americano Barack Obama
per questa vittoria della giustizia,
della libertà e dei valori comuni dei
paesi democratici che hanno combattuto
fianco a fianco contro il terrorismo
». Per il presidente afghano
Karzai «L’uccisione di Osama Bin
Laden è un fatto di grossa importanza.
Ha pagato per le sue azioni. Si
tratta di un fatto importante e i talebani
dovrebbero imparare da questa
lezione». Per il Cremlino «Nessun
terrorista può sfuggire alla vendetta.
Solo la lotta congiunta contro il
terrorismo globale può portare
risultati e la Russia è pronta ad
aumentare la cooperazione». Mentre
l’organizzazione palestinese condanna
«l’omicidio di qualsiasi muajahid e
di qualsiasi individuo, musulmano o
arabo, e chiediamo ad Allah di accordargli
la sua misericordia. Pensiamo
che si tratti del proseguimento della
politica di oppressione musulmana
fondata sul versare il sangue degli
arabi e dei musulmani». Per Hillary
Clinton, invece, questa è una giornata
storica «non solo per gli Stati Uniti
ma per tutto il mondo che vuole un
futuro di pace. I talebani non possono
aspettarsi che ce ne andiamo» perchè
«giustizia è stata fatta» e soprattutto
«la battaglia per fermare al Qaeda
non è finita con la morte di Bin
Laden». Poi il segretario di Stato
statunitense ha lanciato un segnale
forte: «Abbandonate il terrorismo».
Bin Laden, dunque, è morto. Questo
evento può avere una portata storica
che si può e si deve mettere in
relazione solo con tutta una serie di
attentati: iniziando da quello alle torri
gemelle di New York, passando per
l’attentato del 2004 a Madrid,
continuando per l’attacco alla metropolitana
di Londra nel 2005, senza
dimenticare l’attentato a Sharm
el-Sheikh del 2004. Solo contando le
vittime di questi quattro attentati si
arriva ad oltre 3300 persone. Ma cosa
cambia, adesso, nello scenario
mondiale?
Ci sarà massima allerta, questo
perchè i talebani hanno già annunciato
di volersi vendicare soprattutto
verso quegli americani colpevoli di
averlo cercato, braccato, ucciso e
seppellito in modo contrario alla
religione musulmana.
L’allerta è massima e anche il
ministro degli Interni italiano Maroni
ha fatto sapere che l’attenzione non
calerà. Tutte le ambasciate americane
hanno intensificato i controlli e la
sicurezza nei perimetri vicini agli
edifici.