Politica economica e Fondo Monetario Internazionale

Giu 12th, 2010 | Category: Economia

L’economia italiana durante la crisi è stata ben gestita. Non ci sono stati come in molti altri paesi europei e nel mondo problemi tali da dichiarare la “banca rotta”. Non si è adottata una politica di tipo fiscale, visto anche l’altissimo debito pubblico. Queste sono le valutazioni del Fondo Monetario Internazionale e saranno pubblicate nel prossimo rapporto internazionale dello stesso fondo FMI. La diagnosi del FMI non è però tutta rose e fiori. Due sono gli aspetti positivi ma in realtà la valutazione globale e che l’Italia vulnerabile a futuri sa nave non sia così solida e che abbia dei punti deboli che si spera alla prossima tempesta in mare non debbano risultare troppo forti. In poche parole l’elevato livello di debito pubblico, insieme “alla deludente performance di crescita potrebbero rendere l’Italia vulnerabile, a futuri problemi esterni”. Per il fondo monetario il problema è che il nostro sistema è debole tanto da augurarsi che gli scossoni non siano troppi e troppo profondi.

La questione del debito pubblico, condotta prudentemente dal governo, è stata affrontata con l’allungamento della durata di vita del debito stesso. Però il fondo dice che nel lungo termine bisogna invece cercare di arrivare ad un prolungamento del consolidamento fiscale e le misure temporanee, spalma debito non bastano. Insomma non si deve prolungare il debito pubblico nel tempo poiché esso rimarrà comunque da pagare. Se l’approccio economico del governo, durante la crisi e ancora oggi con l’approvazione della finanziaria è stato assolutamente positivo, il Fondo si augura che: “siano fatti velocemente sforzi per ridurre il deficit in modo sostenibile” e “il debito va rimesso su un percorso di riduzione”.  Le politiche per stimolare la crescita dovrebbero invece focalizzarsi sulla rimozione dei colli di bottiglia strutturali, il miglioramento della qualità dei servizi pubblici e il rafforzamento del settore finanziario”. Il Fondo sottoscrive “gli obiettivi fiscali italiani di riportare il deficit sotto il 3% entro il 2012”. Ma per il Fondo il programma di risanamento e di crescita non è abbastanza ambizioso per il nostro paese, e non si basa solo sulla forza interna, ma anche e soprattutto sul fatto l’aggiustamento di bilancio programmato si augura che la ripresa economica sarà forte e duratura. Inoltre secondo il FMI “le misure addizionali sono ancora da annunciare”.

Secondo il ministero dell’Economia italiano, però il rapporto del FMI non è ancora quello definitivo e sull’Italia lo stesso fondo si riserva di valutare la manovra correttiva finanziaria varata in questi giorni. E ci si aspetta che la valutazione complessiva del FMI terrà conto delle previsioni di crescita 2010 e 2011, il primo trimestre 2010 che ha segnato un aumento di crescita e la stessa revisione di crescita del quarto trimestre 2009.

In Spagna e Francia le misure di bilancio puntano a tamponare il deficit e risanare il bilancio.

In Spagna J. Zapatero ha dovuto arrendersi a tagliare 50 miliardi in tre anni e all’aumento del 2% dell’Iva da luglio. La manovra bis spagnola prevede tali del 5% medio di stipendio per gli sta<tali, congelamento pensioni, scure su spesa sociale, aiuto allo sviluppo, investimenti pubblici. I ministri si sono autoridotti lo stipendio del 15%. Il premier Zapatero è comunque stato attaccato duramente dalla sinistra

In Francia, lo stato dovrà incassare entro il 2013 tra tagli alle spese e nuove entrate 100miliardi in più entro il 2013; congelamento della spesa pubblica blocco fino a fine 2012, salvo gli interessi sul debito e la spesa pensionistica. Per N. Sarkozy la medicina anti crisi si tradurrà in una riduzione del 10% delle spese pubblica dello stato.

 

Stefania Vannucci.