Risalire la storia attraverso “La caduta dei giganti”

Apr 18th, 2011 | Category: Cultura

La caduta dei giganti si presenta
come un romanzo storico, uscito dal
genio di Ken Follett dopo l’ultimo
suo capolavoro, I pilastri della terra,
da cui è stata tratta anche una trasposizione
cinematografica.
Dunque se qualche lettore si è
astenuto dalla lettura dell’ultimo
bestseller, convinto che non potesse
essere all’altezza del tanto blasonato
I pilastri della terra, dovrà certamente
ricredersi non appena avrà sfogliato
verso sinistra l’ultima pagina di
questo incredibile romanzo che come
pochi, è riuscito a travolgere in una
lettura appassionata anche i lettori
più distaccati.
L’autore gallese riesce ad inserire,
direi perfettamente, le vicende di
cinque famiglie nello scenario degli
anni che vanno dal 1911 al 1923,
abbracciando le vicende che portarono
allo scoppio della prima guerra
mondiale. Proseguendo nella lettura
è piacevole constatare che il racconto
non è mai monotono, perché è
focalizzato da diverse vedute, dalla
classe operaia alla nobiltà, passando
da una parte all’altra del mondo.
Notevole è la capacità di Follett di
creare quella sottile sensazione di
suspence ricreando le circostanze
che seguirono l’attentato di Sarajevo
del 1914, uno stato di incertezza, di
vani tentativi diplomatici delle classi
dirigenti uniti alle più sincere
preghiere per scongiurare una guerra
ormai alla porta. Il racconto comincia
il 22 giugno del 1911, il giorno
dell’ incoronazione di Giorgio V,
mentre in un’altra parte della Gran
Bretagna, Billy Williams compie 13
anni, l’età necessaria per lavorare in
miniera. Alla famiglia Williams,
minatori di Aberowen, un piccolo
borgo del Galles, si contrappone la
famiglia Fitzherbert, proprietari della
miniera di Aberowen nonché una
delle famiglie più ricche e influenti
d’Inghilterra, ma, come dice M.
Dolcini, “amore e inimicizia” legheranno
le due famiglie. Nel frattempo
la sorella di Lord Fitzherbert, Lady
Maud, si innamora di una spia
tedesca all’ ambasciata di Londra,
Walter von Ulrich, un amore tanto
difficile quanto insolito.
Parallelamente agli eventi, un’altra
famiglia, quella dei Peskov arriverà
ad incrociare le vicende delle
famiglie Williams prima, e Dewar
poi.
GusDewar è uno stretto collaboratore
del presidente Wilson, che dopo
una breve fase di corteggiamento
della figlia di J. Vyalov, se la vede
portar via dal fascino di LevPeskov.
All’antipode, il fratello di Lev,
Grigorij, rimasto in Russia per
favorire la fuga in America del fratello,
reo di omicidio, si ritrova incredibilmente
protagonista della rivoluzione
russa a fianco delle figure più
carismatiche dell’epoca.
E’ un incredibile intreccio a regola
d’arte, di storie e personaggi, di
intrighi, di passioni ma soprattutto,
di riflessioni. Talvolta l’intreccio sembra quasi
impossibile, ma ecco che Follett ci
stupisce procedendo allo scambio del
testimone nel bel mezzo del racconto,
anzi, nel bel mezzo della guerra,
come l’apprezzabile cambio di
focalizzazione durante la battaglia
della Marna, che prevede un von
Ulrich attento nello scrutare il
nemico col suo Zeiss, e, intravedendo
tra le lenti il suo vecchio amico
Fitz, fa sì che la scena cambi da
un’altra prospettiva.
Una maestria direi cinematografica,
del tutto degna di uno scrittore di ben
più consolidata fama.
Ken Follett ha tutte le carte in regola
per aspettarsi una trasposizione
cinematografica anche di
quest’ultimo romanzo.
Attendiamo con ansia la continuazione
della trilogia “The century”,
ringraziando l’autore di averci
regalato quest’apprezzabilissima
opera letteraria, degna di esser
studiata tra i banchi di scuola