Roma: scoperto mosaico risalente al I secolo d.C.

Ago 22nd, 2011 | Category: Cultura

Il Colle Oppio restituisce al mondo un’altra delle sue ricchezze: questa volta si tratta di un antico mosaico romano, risalente al I secolo dopo Cristo.

La decorazione musiva, raffigurante Apollo e le sue muse, è lunga ben sedici metri ed è stata scoperta grazie agli scavi della Sovraintendenza ai Beni culturali di Roma Capitale.

L’eccezionale ritrovamento, a due passi dalla celeberrima Domus Aurea neroniana, si distingue per la sua particolare struttura, che ne fa una sorta di rarità: si tratta, infatti, di un mosaico realizzato su una parete, a differenza dalla maggior parte delle opere realizzate con questa tecnica, che prediligono la realizzazione orizzontale, di tipo pavimentale.

L’immagine raffigura Apollo nudo, con la cetra in mano ed un manto dorato sulla spalla: le tessere che compongono il disegno sono state selezionate e posizionate attentamente, allo scopo di restituire differenti gradazioni di colore, ombre e chiaroscuri. Oltre al Dio del Sole, noto come “Musagete” (guida delle Muse) sono state riconosciute altre figure, tra cui una femminile – probabilmente una musa – e due maschili, di cui una vestita alla greca.

Il manufatto è riaffiorato non troppo distante dalla “Città ideale”, l’affresco scoperto nel 1998, che qualcuno ha ipotizzato rappresentare Londinium (Londra), ma che in realtà sembra voler assemblare le caratteristiche di città diverse: anche qui spicca la statua di Apollo, sottolineando l’estrema considerazione in cui veniva tenuto il Dio nel mondo romano.

E’ importante sottolineare come il Colle Oppio sia particolarmente ricco dal punto di vista storico e culturale: il mosaico, in effetti, completa una parete dipinta e tutta la zona circostante è composta da numerose strutture che nel corso dei secoli sono state sovrapposte ad edifici preesistenti, creando un punto d’incontro senza eguali tra edifici traianei, resti neroniani e altri manufatti di difficile decifrazione.

E pensare che la galleria sotterranea, dove è stato rinvenuto il mosaico, è stata usata fino a non molto tempo fa come deposito del Servizio Giardini dell’Ama, riempita quindi per metà da terra e per l’altra da panchine arrugginite e vecchi attrezzi da lavoro: una volta svuotata e ripulita, ha svelato l’enorme tesoro che celava al suo interno.

Adesso non ci resta che attendere il restauro e l’apertura al pubblico di questa meraviglia: per il restauro, si parla di un investimento che si aggira intorno ai 680 mila euro.

Nel frattempo Dino Gasperini, assessore alla Cultura, ha annunciato che inizialmente sarà sufficiente trovare i primi 200 mila euro, al fine di continuare gli scavi, nonché di stabilizzare le pedane esistenti per permettere al pubblico di accedere alla prima parte del mosaico.

Un’idea brillante, poiché l’accesso agli scavi permetterà non solo di finanziare il proseguimento dei lavori attraverso il pagamento del biglietto d’ingresso, ma anche e soprattutto di rendere nota l’iniziativa all’opinione pubblica, magari ottenendo finanziamenti da tutti quei soggetti privati che fanno dell’investimento culturale la carta vincente della propria mission aziendale.